Maturità 2017, come funziona l'esame nel resto d'Europa?

Marcello G.
Di Marcello G.

come funziona la maturità nei paesi europei che sono andati al voto nel 2017

Il 2017, per l’Europa, è un anno particolare. Mai come negli ultimi sei mesi l’attenzione su alcuni Paesi, ma anche sull’Unione Europea in genere, è stata così alta. E sicuramente continuerà ad esserlo anche nella seconda parte. Tra la Brexit, che ha rischiato di mettere in discussione lo spirito comunitario, e il dilagare dell’emergenza terrorismo, che al contrario ha compattato i popoli, si è parlato spesso e volentieri delle vicende interne alle nazioni del ‘vecchio continente’. Ma questo è stato (e sarà) soprattutto un anno di elezioni. Nel giro di poche settimane – tra marzo e giugno – si sono tenute in Francia, Inghilterra e Olanda. A settembre ci saranno quelle federali in Germania. Anche in Italia, proprio in questi giorni, si sta facendo strada l’ipotesi di elezioni anticipate al prossimo autunno. Inevitabili i paragoni fra sistemi di voto e forme di governo. Così, rimanendo in tema di confronti, perché non farne uno anche sugli esami di maturità? Come si conclude il ciclo delle scuole secondarie nei Paesi europei che nel 2017 sono stati uniti dal momento elettorale? Quello italiano lo conosciamo bene (anche se nel 2019 cambieranno le regole del gioco pure qui). E gli altri? Non sempre la risposta è così semplice.

Inghilterra: il futuro si decide in anticipo

Gli studenti d’oltremanica sono in qualche modo “obbligati” ad avere le idee chiare prima di sostenere gli esami di scuola superiore. Perché questo, inevitabilmente, influirà sulla loro carriera universitaria e lavorativa. In Inghilterra, infatti, quello che noi conosciamo come esame di maturità non è altro che un diploma di abilitazione – chiamato “A-Level” – che possono conseguire solo i ragazzi con i voti più alti. L’esame non è organizzato dalle scuole ma da istituti o enti specializzati e si concentra solamente su 3 materie, scelte dal maturando tra quelle più indicate per iscriversi alla facoltà universitaria preferita (che dovrà rimanere quella, senza possibilità di ripensamenti dell’ultimo minuto). L’esame è suddiviso in due parti: l’AS, che si tiene il penultimo anno di scuola dell’obbligo sul 50% dei rispettivi programmi, e l’A2, che si svolge al termine del percorso di studi superiori.

Francia: solo i più bravi vanno avanti

Quello con gli esami di maturità per gli studenti francesi è un appuntamento molto importante e duro da sostenere. Per i ragazzi transalpini, infatti, il conseguimento del diploma di scuola superiore – chiamato BAC, abbreviazione di Baccalauréat, permette d’iscriversi all’università ma non basta per accedere alle Grande Ecoles, le prestigiose scuole di alta formazione per le professioni più specialistiche; per queste, infatti, serve un anno di studi supplementare e il superamento di un esame di ammissione. Ma questo particolare non fa del BAC un esame facile, casomai è il contrario: gli studenti vengono infatti valutati una prima volta durante il penultimo anno di scuola e, alla fine del percorso di studi, sarà una commissione esterna – in genere molto esigente visto che la percentuale di bocciature supera sempre il 20% – a dare il via libera per l’iscrizione all’università.

Germania: il diploma indirizza la carriera

Anche in Germania l’istruzione di livello superiore si divide tra quella “generale” (simile alla nostra) e quella “a vocazione professionale”, che avvicina al mondo del lavoro. Per ottenere l’Abitur, l’equivalente del nostro diploma di maturità – necessario solo per il primo percorso - non serve un esame formale come da noi: il titolo di studi superiori tedesco viene infatti rilasciato da commissioni interne sulla base del percorso dello studente negli ultimi due anni di scuola. Con un esito positivo praticamente per tutti. Attenzione, però, perché il voto farà una grande differenza: se è molto buono, lo studente potrà decidere di iscriversi a qualsiasi università; se invece il risultato è scarso ci si dovrà accontentare dell’ateneo scelto dall'Ufficio Centrale per il Collocamento degli studenti negli Istituti Universitari, l’ente creato apposta per organizzare la formazione professionale dei giovani tedeschi.

Olanda: l’esame è un test d'ammissione

In Olanda, invece, hanno scelto una soluzione diversa dagli altri Paesi per “maturare” i propri studenti. Qui il sistema d’istruzione superiore si divide in 3 livelli: il primo step, chiamato Mavo, si consegue a 16 anni e permette di accedere ad un numero ristretto di opportunità lavorative; il gradino successivo, chiamato Havo, termina a 17 anni dando una formazione superiore nei mestieri scelti; l’ultimo passo, il Vwo, è il cosiddetto livello pre-universitario, si consegue a 18 anni ed è l’unico che consente l’iscrizione all’università. Solo al termine del Vwo i ragazzi dovranno sostenere un esame finale, che servirà a formare le graduatorie per l’accesso alle facoltà a numero chiuse.


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