Maturità 2017, seconda prova latino: gli autori più acclamati e quelli più temuti

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Di redazione

Maturità 206: J-AX e Ferilli commissari ideali

A poche ore dall’inizio della maturità 2017, se la Prima prova, con le varie opzioni che contiene, sembra essere un po' alla portata di tutti, è la Seconda prova quella che preoccupa forse di più gli studenti. Lo sanno bene gli studenti del liceo classico che dopo quella di greco dello scorso anno, sono chiamati giovedì a tradurre una versione di latino in quattro ore e, oltre alla traduzione in sé, ciò che preoccupa di più è certamente la scelta dell’autore da parte del Ministero, scelta che rimarrà segreta fino alla mattina stessa dell’esame. La versione infatti è stata già selezionata dal Miur nei mesi precedenti, ma non è in nessun modo possibile conoscerla in anticipo, diffidate quindi di chiunque affermi di esserne già in possesso o di conoscerne l’autore.

Poca fantasia nelle scelte

Il Ministero viene spesso criticato per la scarsa 'fantasia' nella scelta degli autori della Seconda prova, ed effettivamente questa critica non è del tutto infondata. Per motivi legati alla forma linguistica più arcaica o volgare, è il periodo classico quello ad essere più gettonato. Anche perchè è quello più studiato dagli studenti a scuola. Ciò, salvo rare eccezioni quali Quintiliano nel 2011 o Petronio nel 1992!

Le preferenze degli studenti

Oltre ad essersi sbizzarriti con i vari toto-scommesse e previsioni più o meno fondate sull’autore che dovranno affrontare durante la seconda prova, gli studenti del classico hanno espresso le loro personali preferenze e paure riguardo quella che sarà la versione più importante del loro percorso scolastico. Tra gli autori più amati c’è sicuramente Cesare, che nei suoi due commentarii (De bello Gallico e De bello civili) scrive in modo semplice e diretto risultando facile da tradurre. Il favolista Fedro riscuote successo tra i classicisti così come lo storico Sallustio, entrambi però non sono mai stati scelti dal Miur per la seconda prova e difficilmente verranno proposti quest’anno. Lo stesso discorso vale per Plinio il Giovane e Tito Livio, entrambi molto lineari e alla portata, ma poco quotati nelle preferenze ministeriali.

Cicerone divide

Molti dei maturandi ripongono le proprie speranze nell’illustre politico, filosofo e oratore Marco Tullio Cicerone, i cui passi sono stati selezionati ben venti volte dal Ministero negli anni passati, risultando cosi l’autore più gettonato per la versione di maturità di latino. C’è anche però chi eviterebbe volentieri di trovarselo davanti la mattina dell’esame, temendo probabilmente un passo di una delle sue opere filosofiche, oggettivamente più complesse rispetto alle altre.

Gli autori più temuti

I maturandi si eviterebbero volentieri di dover tradurre una qualsiasi versione, ma visto che ciò non è possibile, se c’è un autore che nemmeno il più temerario di questi vorrebbe affrontare, questo è sicuramente lo storico Tacito che, nelle tre precedenti volte in cui è stato protagonista della seconda prova, ha sempre messo in difficoltà gli studenti tanto che la scelta del brano della maturità 2015 è stata ampiamente criticata per una forse eccessiva difficoltà. Vitruvio, assegnato l’ultima volta nel 2000, con il suo andamento sintattico complesso e l’uso di termini tecnici ed espressioni metaforiche è un altro degli autori da evitare, ma, è difficile vederlo quest’anno sui banchi d’esame. Infine, come non menzionare l’onnipresente Seneca, che per ben 15 volte è stato nemico dei maturandi e che nonostante sia conosciuto e ampiamente tradotto, potrebbe comunque essere un osso duro per chi dovrà affrontare la prova.

Alberto Lalli

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