Soluzione L'agave sullo scoglio di Montale traccia svolta: simulazione maturità 2019

simulazione prima prova 2019

In vista dell’ormai imminente Maturità 2019, il Ministero dell’Istruzione ha deciso di rilasciare delle simulazioni delle due prove scritte dell’esame di Stato. Quindi ecco che oggi 26 marzo il secondo appuntamento con le simulazioni di prima prova, dopo la prima data del 19 febbraio

Oggi noi di Skuola.net seguiremo passo passo la simulazione di prima prova maturità 2019 del 26 marzo.

Soluzione analisi testo del 26 marzo 2019 tipologia A L'agave sullo scoglio di Montale

Noi di Skuola.net vogliamo augurare un grande in bocca a lupo a tutti i maturandi che in queste ore stanno svolgendo la simulazione di prima prova scritta del 26 marzo 2019 e assicurare a tutti che appena avremo a disposizione le soluzioni potrete trovarle di seguito.
A questo link invece potete leggere la traccia dell'analisi del testo simulazioni maturità su Montale.

ESEMPIO TIPOLOGIA A - ANALISI E INTERPRETAZIONE DI UN TESTO LETTERARIO ITALIANO.
Soluzione a cura di
Simona Pani
Insegnante di Italiano su Skuola.net Ripetizioni

Eugenio Montale, L’agave sullo scoglio, dalla raccolta Ossi di seppia, 1925 (sezione “Meriggi e Ombre”).
L’agave sullo scoglio
Scirocco
O rabido ventare di scirocco
che l’arsiccio terreno gialloverde
bruci;
e su nel cielo pieno
di smorte luci
trapassa qualche biocco
di nuvola, e si perde.
Ore perplesse, brividi
d’una vita che fugge
come acqua tra le dita;
inafferrati eventi,
luci-ombre, commovimenti
delle cose malferme della terra;
oh alide ali dell’aria
ora son io
l’agave che s’abbarbica al crepaccio
dello scoglio
e sfugge al mare da le braccia d’alghe
che spalanca ampie gole e abbranca rocce;
e nel fermento
d’ogni essenza, coi miei racchiusi bocci
che non sanno più esplodere oggi sento
la mia immobilità come un tormento.

Questa lirica di Eugenio Montale è inclusa nella quinta sezione, Meriggi e ombre, della raccolta Ossi di seppia. La solarità marina del paesaggio e il mare tranquillo, al più un po’ mosso, della raccolta si agita in Meriggi e ombre fino a diventare tempestoso ne L’agave su lo scoglio, percorso dal soffiare rabbioso dello scirocco, il vento caldo di mezzogiorno.

Comprensione e analisi

Individua i temi fondamentali della poesia, tenendo ben presente il titolo.
Partendo dallo stesso titolo del componimento: “L’agave sullo scoglio” (scirocco) possiamo notare come Montale voglia esprimere tramite un paesaggio e determinati elementi della natura che lo contraddistinguono (la pianta dell’agave) il proprio stato d’animo. Il tema principale del componimento è infatti la condizione della vita dell’uomo; la condizione espressa nella lirica però non è una sola ma sono due e contrapposte tra loro: la prima espressa tramite la metafora del vento, in particolare lo scirocco, vento caldo, che brucia e fa diventare il terreno gialloverde (è infatti caratteristico perché l’unico che porta la sabbia del deserto), e l’acqua che non può essere afferrata dalle dita del poeta, è la condizione della fuggevolezza della vita. Il poeta esprime questa condizione dichiarando proprio che la vita fugge ed è colma di eventi inafferrati e tutte le cose della terra sono malferme. Dal verso sedici però tutto cambia, il tema del componimento viene rovesciato dall’autore, è proprio qui che entra in scena l’agave, pianta diffusa nel mediterraneo, tipica delle zone costiere. Tramite la descrizione di questa pianta Montale riesce a esprimere pienamente la seconda condizione della vita dell’uomo; l’agave infatti è particolare poiché nonostante si trovi in condizioni climatiche spesso avverse, date dai venti, dall’acqua che si scaglia contro gli scogli in cui la pianta si insedia e la salsedine, persiste e resta sempre saldato allo scoglio. Proprio tramite questa immagine nel componimento viene espressa l’immobilità della vita, la vita resta infatti ferma non sfugge al mare (in questo caso il mare viene utilizzato per esprimere qualcosa di ignoto) ma “s’abbarbica al crepaccio dello scoglio”. In questo caso il poeta si sente pervaso da questa condizione, nonostante questo possa sembrare contradditorio. Ma è proprio con questo concetto contradditorio che possiamo scorgere il tormento e l’inquietudine profonda che il poeta vuole trasmetterci.

Quale stato d’animo del poeta esprime l’invocazione che apre la poesia?
La poesia si apre con il termine “rabido” (rapido) riferito al soffiare dello scirocco che brucia. Questa rapidità invoca da subito lo stato d’animo del poeta: uno stato d’animo negativo, inquieto e tormentato caratterizzato dalla fuggevolezza dell’inafferrabilità delle cose che appunto fuggono via rapide come quel vento e come l’acqua che non può essere bloccata. Anche l’immagine delle nuvole viene utilizzata dal poeta per esprimere questo suo stato d’animo. Lo stato d’animo dello scrittore è quindi espresso nei primi versi del componimento tramite innumerevoli metafore, e le ore di questa vita che fugge vengono definite perplesse; anche questo per accentuare ulteriormente lo stato d’animo inquieto dell’autore che si trova perplesso davanti alla vita che è effimera.

Nella lirica si realizza una fusione originale tra descrizione del paesaggio marino e meditazione esistenziale. Individua con quali soluzioni espressive il poeta ottiene questo risultato.
La specificità della lirica è data dalla particolare descrizione che Montale fa del paesaggio. La descrizione minuziosa di un paesaggio costiero caratterizzato dal vento, dagli scogli, da un cielo terso con qualche nuvola sporadica e da questa pianta diffusa ma unica nel suo genere, trasmette al lettore tutte le sensazioni che il poeta vuole comunicagli. Partendo dal principio, come già detto, una delle principali sensazioni che il poeta vuole comunicare è la perplessità, questo termine nel componimento viene utilizzato per indicare le ore ma risveglia nel lettore proprio questo stato d’animo e mettendolo nella condizione di porsi delle domande sulla propria esistenza. Sempre per esprimere la rapidità della vita e agli attimi fuggevoli che la compongono il poeta sceglie di descrivere il vento che soffia rapido e soprattutto l’acqua che non può essere afferrata; proprio in questo momento il lettore inizia a trovare alcune risposte riguardo l’esistenza, si renderà conto di questa condizione effimera che contraddistingue qualsiasi attimo vissuto; ma trovando alcune risposte si porrà sicuramente altre domande, il lettore non potrà non chiedersi cosa ci sia allora di certo nella propria vita. Proseguendo con la descrizione del paesaggio il poeta ci dirà che la vita è anche allo stesso tempo caratterizzata dall’immobilità e per fare ciò descriverà minuziosamente la pianta dell’agave, che dà il nome al componimento, spiegando come questa pianta attecchisca in condizione avversa ma nonostante ciò resti piantata nelle rocce, il poeta vuole comunicare al lettore che la vita è caratterizzata anche da l’immobilità, ma spesso questa immobilità è sinonimo di chiusura e di tormento per l’uomo.

La poesia è ricca di sonorità. Attraverso quali accorgimenti metrici, ritmici e fonici il poeta crea un effetto di disarmonia che esprime la sua condizione esistenziale?
Il poeta esprime la condizione di inquietudine e tormento che caratterizza l’esistenza umana anche tramite l’utilizzo di una metrica elaborata che accentua maggiormente questa particolare condizione. La figura retorica che ricorre maggiormente nel componimento è l’enjambement, lo troviamo in tutti i versi che non sono delineati da segni di interpunzione, l’enjambement ci da il senso di movimento, quello stesso movimento tipico del vento e dell’acqua e che ci indica che gli attimi della vita scorrono inesorabili e non possono essere interrotti. L'immobilità invece è espressa tramite le numerose assonanze presenti nella seconda parte del componimento in cui il poeta vuole accentuare questa condizione; qui infatti troviamo l’agave che “abbraccia il crepaccio” poi le braccia e le rocce, tutto ciò ci da un senso di radicamento e di immobilità proprio come risultano all’occhio umano quegli scogli pietrosi che non cambiano mai nel tempo. Negli ultimi due versi troviamo una rima baciata tra sento e tormento che indica la chiave dell’intero componimento cioè lo stato d’animo più profondo dell’autore: il tormento che lo contraddistingue.

La lirica è percorsa da una serie di opposizioni spaziali: alto/basso; finito/infinito; statico/dinamico. Come sono rappresentate e che cosa esprimono?
Come già espresso la chiave di lettura del componimento sta nell’interpretazione della descrizione spaziale che l’autore fa del paesaggio. Importanti sono nella lirica le opposizioni, l’opposizione tematica tra fuggevolezza e immobilità è espressa dalle opposizioni concrete degli elementi che Montale inserisce nell’opera; il vento elle nubi sono infatti contrapposte al terreno gialloverde, l’acqua del mare è contrapposta agli scogli, la pianta dell’agave che sta immobile è contrapposta alle ali aride dell’aria e le ampie gole alle rocce. Tutte queste contrapposizioni evidenziano quindi le condizioni della vita dimostrandoci come tutto ciò che in dato momento può risultare immobile e statico il momento dopo può mutare e fuggire via come l’acqua e il vento.

Interpretazione

Partendo dalla lirica proposta, elabora un commento argomentato sul rapporto tra la natura e il poeta che entra in contatto con essa in un’atmosfera sospesa tra indolente immobilità e minacciosa mobilità e sul disagio del vivere in Montale. Sostieni la tua interpretazione con opportuni riferimenti a letture ed esperienze personali. Puoi anche approfondire l’argomento tramite confronti con altri autori o con altre forme d’arte del Novecento.
Nella lirica “L’agave sullo scoglio” il poeta esprime il proprio rapporto con la natura e con i paesaggi che la caratterizzano. Il poeta spesso nelle sue liriche utilizza la natura per esprimere la condizione umana, quasi sempre con accezione negativa. Nella stessa raccolta di cui fa parte tale componimento “Ossi di seppia” l’autore paragona l’esistenza umana agli ossi di seppia che vengono abbandonati nella riva dalle mareggiate come relitti inutili, e a questa condizione che il poeta assimila l’esistenza umana: l’uomo infatti una volta divenuto adulto e persa la gioia della giovinezza si sentirà come abbandonato e inutile. In tutta la sua poetica Montale utilizza la natura come un simbolo, quella stessa natura in cui non ha fiducia e che sente avversa a l’uomo. Il poeta cerca, inoltre, costantemente la verità e il significato della condizione umana ma non riuscirà mai a trovare una risposta esaustiva.
Montale non è l’unico autore che nel corso dei secoli ha espresso tramite la poesia il disagio che pervade l’esistenza umana; possiamo ricordare tra i più celebri Petrarca che nel componimento “solo et pensoso” sempre tramite la descrizione di un paesaggio esprime la solitudine che l’uomo trova; e leopardi che esprime anche esso la solitudine dell’uomo e la propria inquietudine esistenziale in più componimenti ma importante sarà evidenziare del poeta marchigiano il “dialogo di un islandese e la natura” in cui il poeta evidenzia come l’uomo si trovi impotente davanti alla nature e si senta come una pedina nelle sue mani.
Per ultimo potremmo citare anche Orazio che con il suo celebre Carpe diem esprime sempre tramite la descrizione di un paesaggio costiero la fuggevolezza degli attimi della vita.


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Simulazioni Maturità 2019

Le simulazioni delle prove scritte del Miur hanno il fine di far prendere confidenza a studenti e professori con le nuove prove della maturità 2019. Queste esercitazioni serviranno anche per potersi preparare al meglio alle tracce del 19 giugno, giorno della prima prova scritta. Questa simulazione di prima prova 2019 che si sta svolgendo il 26 marzo 2019 è la seconda e ultima simulazione per lo scritto di Italiano. Il calendario completo del Ministero dell’Istruzione vede come prossima tappa la simulazione di seconda prova di Maturità 2019 prevista per il 2 aprile.

Tipologia A prima prova 2019: come cambia l’analisi del testo

Come appare chiaro da questa simulazione, l'analisi del testo vedrà al suo interno due importanti novità: in primis troveremo due testi, al posto dell’unico brano proposto gli anni scorsi. Questo raddoppiamento potrebbe quindi prevedere che dei due testi scelti, uno possa essere in prosa mentre l’altro in poesia.
Il secondo significativo cambiamento è che è stato esteso il periodo storico di riferimento dal quale selezionare gli autori e i brani da proporre ai maturandi. Se prima erano convenzionalmente scelti autori dal 1900 fino ai giorni nostri, ora invece si sono aggiunti quarant’anni: infatti si potrà andare indietro a pescare scrittori in attività dal 1861, la data dell’Unità d’Italia.

Tipologia A prima prova 2019: come affrontarla?

Ecco qualche suggerimento utile per svolgere una traccia di analisi del testo nel migliore dei modi.
Per prima cosa, bisogna leggere e comprendere entrambi i testi proposti. Potrebbe sembrarti banale come consiglio, ma non lo è. Infatti devi innanzitutto essere sicuri di aver capito bene di cosa si sta parlando, ecco perché è bene leggere entrambi i brani prima di ogni altra azione, anche più di una volta se necessario. Solo successivamente potrai scegliere con consapevolezza il brano sul quale ti senti più pronto.
Dopodiché è essenziale collocare il brano e l’autore del brano con precisione all’interno del periodo storico corretto. Prenditi qualche momento per inquadrate bene l’opera, cercando raccogliere quanti più dettagli possibili sul contesto letterario e personale, nonché sugli eventi del tempo.
Se si tratta di una poesia , a questo puoi iniziare a fare una prima parafrasi, sottolineando le parole chiave e i passaggi più importanti, ricostruendo uno schema metrico e ritmico, cercando di riconoscere quante più figure retoriche possibili durante la seconda o la terza rilettura del testo.
Invece, se il testo scelto è in prosa , cerca di individuare la struttura e comprendere a pieno i personaggi o le situazioni descritte nel brano.
Una volta fatto questo, potrai iniziare a rispondere alle domande, cercando di essere il più esaustivo e preciso possibile.
Per quanto riguarda il commento, trova connessioni tra il brano, l’autore, il contenuto del testo con fatti storici e scrittori con i quali l’autore dell’opera può essere entrato in contatto o dai quali può aver tratto ispirazione.
Skuola | TV
Maturità 2019: il totoesame del conduttore di Piazzapulita

Chiederemo a Corrado Formigli, giornalista e conduttore della trasmissione Piazzapulita, quali sono i principali fatti di attualità che i maturandi come te dovrebbero tenere sottocchio, ma anche come scrivere un buon testo argomentativo.

16 aprile 2019 ore 15:30

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