Patria di Pascoli, soluzione analisi del testo svolta: simulazione maturità 2019

lucy.t.997
Di lucy.t.997

pascoli la patria

In vista dell’ormai imminente Maturità 2019, il Ministero dell’Istruzione per cercare di rassicurare studenti e alunni ha deciso di rilasciare delle simulazioni delle due prove scritte dell’esame di Stato. Quindi ecco che oggi 19 febbraio prendono il via questa serie di simulazioni, quattro in tutto, e si parte con la simulazione di prima prova scritta.

Oggi noi di Skuola.net seguiremo passo passo la simulazione di prima prova maturità 2019 del 19 febbraio.

Soluzione analisi testo Patria di Pascoli del 19 febbraio 2019 tipologia A

Noi di Skuola.net vogliamo augurare un grande in bocca a lupo a tutti i maturandi che in queste ore stanno svolgendo la simulazione di prima prova scritta del 19 febbraio 2019 e assicurare a tutti che appena avremo a disposizione le soluzioni potrete trovarle di seguito.
A questo link invece potete leggere la traccia dell'analisi del testo su Pacoli simulazioni maturità.

Tipologia a, Giovanni Pasco... by on Scribd


Analisi testo Patria di Pascoli traccia svolta

PROPOSTA DI SOLUZIONE PER LA SIMULAZIONE PRIMA PROVA DI MATURITÀ 2019
TRACCIA: Italiano
ARGOMENTO: Esempio Tipologia A - Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano - Giovanni Pascoli, Patria.

A cura di Simona Pani
Insegnante di Italiano su Skuola.net Ripetizioni

Comprensione e analisi

Puoi rispondere punto per punto oppure costruire un unico discorso che comprenda le risposte alle domande proposte.

1. Individua brevemente i temi della poesia.
La poesia Patria di Giovanni Pascoli presenta come principali tematiche il sogno di qualcosa di lontano, qualcosa che manca al poeta in quel momento e che gli fa provare un forte sento di nostalgia, altro tema importante del componimento. La nostalgia provata dal poeta è sia per la sua patria (il suo paese natale San Mauro di Romagna), sia per la sua giovinezza, questi due temi sono concomitanti poiché il poeta ha vissuto la propria giovinezza a San Mauro. Mentre i temi di queste prime strofe sono espresse dal poeta in maniera positiva, le tematiche dell’ultima strofa cambiano completamente, infatti il tema espresso è quello dell’esilio, il poeta risvegliandosi dal sogno iniziale si sente come un forestiero che non può tornare in patria.

2. In che modo il titolo «Patria» e il primo verso «Sogno d'un dí d'estate» possono essere entrambi riassuntivi dell'intero componimento?
Il titolo “Patria” e il primo verso “sogno d’un di d’estate” sono riassuntivi dell’intero componimento poiché il poeta si trova a sognare la propria patria in un giorno d’estate, la patria del poeta è come già detto San Mauro in Romagna che l’autore rivede in un sogno nel momento estivo che è per eccellenza il momento più felice dell’anno. Pascoli descrive dettagliatamente la sua Patria d’estate evidenziandone tutte le caratteristiche positive soprattutto la tranquillità che la contraddistingue e per fare ciò si avvale del sogno: un mezzo attraverso cui il nostro inconscio ci trasmette ciò che desideriamo maggiormente.

3. La realtà è descritta attraverso suoni, colori, sensazioni. Cerca di individuare con quali soluzioni metriche ed espressive il poeta ottiene il risultato di trasfigurare la natura, che diventa specchio del suo sentire.
Pascoli utilizza in questo componimento la forma della descrizione; l’autore tramite un sogno descrive il proprio paese nel dettaglio. Il Poeta descrive il paesaggio tipico dell’estate al suo paese evidenziandone i suoni (positivi) come lo “scampanellare delle cicale”, il “palpito della trebbiatrice”, suoni tipici dell’estate; il palpito inoltre rimanda al cuore e ci induce a pensare che il cuore del poeta in quei momenti provasse emozioni più forti e palpitasse di gioia; ma descrive in ultima fase anche i suoni (negativi) della realtà in cui si trova come le campane che lo risvegliano dal sogno; quando sente queste campane infatti Pascoli si chiede dove sia e sono proprio le campane che gli danno risposta riportandolo alla realtà in cui si trova, quella realtà in cui lui però si sente un forestiero del tutto estraneo, evidenziando quindi la vera condizione interiore in cui si trova: quella di esule lontano dalle cose che lo rendevano felice e rendendolo consapevole del fatto che non potrà mai più riaverle. Anche i colori evidenziati dallo scrittore rimandano a un senso di serenità e pace che lui stesso viveva in quelle estati al suo paese natale come le poche nuvole bianche che si trovavano sole in cielo quasi completamente terso come a richiamare il proprio stato d’animo che in quei momenti eri privo di ugni turbamento come il cielo privo di nubi; anche le campane (ricorrenti in tutto il componimento), in questo momento suonano all’ora dell’angelus, sono associate a un colore che è l’argento, quindi qualcosa di luminoso e di positivo, ma contrasta con il momento della giornata in cui le campane dell’angelus suonano: al tramonto, quindi il monto in cui la luce va via ma anche il momento felice in cui le famiglie si ricongiungono. All'interno del componimento sono poi inserite anche altre immagine che il poeta descrive come se riflettessero il proprio stato d’animo (anche in questo caso abbiamo la divisione tra positivo e negativo); il vento che muove le foglie, il sole che cala e la trebbiatrice che va sono sensazioni positive inserite nella parte positiva del componimento ma che anticipano e spiegano lo stato d’animo del Poeta; il vento infatti muove le foglie ma queste sono “accartocciate” quindi chiuse in se; il sole sta calando e si nasconde tra gli olmi quindi la luce sta iniziando a scomparire come la luce interiore del protagonista; lo stesso avviene per l’immagine della trebbiatrice che palpita come un cuore e riflette proprio il cuore del protagonista/scrittore che palpitava per quelle emozioni e ora non prova più quelle sensazioni. Nella parte negativa del componimento il poeta esprime chiaramente le proprie sensazioni non più mascherandole come positive. Qui infatti il Poeta si chiede dove sia e si accorge subito di non essere in quel paesaggio che stava sognando ma di essere nella realtà in cui viene immerso con forza dalle campane che in questo caso piangono e quindi il loro suono è espresso con negatività come la negatività e il dolore che l’autore prova in quel momento trovandosi in una condizione in cui si sente esule, condizione espressa due versi dopo dal forestiero a cui il cane abbaia e che passa con il capo chino. Sono proprio questi ultimi cinque versi che esprimo la condizione in cui si trova l’autore/protagonista: una condizione negativa in cui è evidenziato il pianto e un capo chino di chi non vuole guardare ciò che lo circonda perché si sente estraneo a quella realtà.

4. Qual è il significato dell'interrogativa "dov'ero" con cui inizia l'ultima strofa?

L'espressione interrogativa “dov’ero” con cui inizia l’ultima strofa racchiude un forte significato poiché è proprio in questo momento che Pascoli prende coscienza della propria condizione sia interiore che esteriore trovandosi infatti in un luogo diverso da quello che stava sognando (San Mauro) e sentendosi estraneo a questa realtà in cui si trova quindi possiamo sostenere che in questo primo verso dell’ultima strofa è quasi racchiuso l’intero significato del componimento: la nostalgia e la malinconia che il Poeta prova nei confronti di ciò che viveva prima e ciò che vive ora e la presa di coscienza del fatto che tutto ciò che prima gli procurava serenità e gioia ora non potrà più riaverlo.
5. Il ritorno alla realtà, alla fine, ribadisce la dimensione estraniata del poeta, anche oltre il sogno. Soffermati su come è espresso questo concetto e sulla definizione di sé come "forestiero", una parola densa di significato.
Come già espresso precedentemente il poeta prova un forte senso di alienazione verso la realtà in cui si accorge di essere in seguito al sogno. Questo senso viene espresso dall’autore nell’ultima strofa in cui il risveglio brusco procuratogli dal pianto delle campane lo riporta alla realtà, è proprio questo improvviso risveglio che accentua maggiormente questo senso provato da lui; ma questo concetto viene espresso chiaramente dal poeta quando utilizza il termine “forestiero” poiché lui si sente proprio così, il suo stato d’animo infatti è proprio quello di un forestiero, di un esule impossibilitato al ritorno in patria. Possiamo dire dunque che proprio il termine forestiero che racchiude quasi totalmente lo stato d’animo di Pascoli; il forestiero è in fatti per etimologia qualcuno che sta fuori, qualcuno che si trova in un luogo differente da quello in cui è nato, in cui abita, ed è proprio questo quello che prova l’autore: si sente fuori, estraneo a quella realtà in cui si trova, diversa dalla realtà sognata che rappresentava la sua casa.

Interpretazione
Il tema dello sradicamento in questa e in altre poesie di Pascoli diventa l'espressione di un disagio esistenziale che travalica il dato biografico del poeta e assume una dimensione universale. Molti testi della letteratura dell'Ottocento e del Novecento affrontano il tema dell'estraneità, della perdita, dell'isolamento dell'individuo, che per vari motivi e in contesti diversi non riesce a integrarsi nella
realtà e ha un rapporto conflittuale con il mondo, di fronte al quale si sente un "forestiero".
Approfondisci l'argomento in base alle tue letture ed esperienze.

In questo componimento di Giovanni Pascoli è fortemente evidenziato il tema dello sradicamento e dell’alienazione che il poeta prova nei confronti della realtà; la concentrazione del poeta su questi temi è sicuramente influenza dalle esperienze di vita del poeta stessa; lui infatti perde il padre molto presto a causa di un omicidio, a cui non è mai stata fatta giustizia, e che gli farà perdere quasi totalmente la fiducia sia nella giustizia (in seguito anche a una sua breve carcerazione), sia nelle persone; il poeta inoltre vive il problema dello sradicamento dalla famiglia proprio per la perdita del padre e le successive perdite della madre e dei fratelli che fanno sì che la propria famiglia si sgretoli e che lui inizia provare un attaccamento morboso nei confronti di una delle due sorelle ancora in vita. Centrale nella poetica di Pascoli è sicuramente il tema del paesaggio presente anche in questo componimento, il paesaggio proprio in questo caso è strettamente collegato al ricordo altro tema presente nella poetica dell’autore, è proprio il ricordo di quei paesaggi idilliaci che fanno sentire il poeta ancora più estraneo al mondo in cui si trova in quel momento.
Pascoli però non è l’unico autore che esprime nei propri testi questi temi, lungo tutto l’Ottocento e il Novecento infatti numerosi autori hanno descritto paesaggi ricordando il loro luogo natale come Foscolo nel celebre componimento “A Zacinto” in cui come Ulisse si trova a non poter fare ritorno nella sua petrosa Itaca anche lui non può più tornare nella sua madre patri ed esprime la sua condizione di esule proprio come Pascoli; anche Leopardi esprime spesso tramite la descrizione di paesaggi il senso di malinconia e di estraneazione che prova sentendosi appunto distaccato completamente dal contesto in cui si trova; e lo stesso D’Annunzio in alcuni componimenti come “L’ala sul mare” in cui racconta di Icaro esprime quel senso di “non poter ritornare” e di ricerca costante del ritorno verso un luogo o verso qualcuno, ricerca continua che non avrà mai però un lieto fine; è quindi questo un tema ricorrente nella letteratura italiana sia in versi che in prosa, espressa anche in opere come “Se questo è un uomo” di Levi in cui però il senso di esilio e estraniazione è molto più profondo e doloroso poiché causato da circostanze politiche che non permettono all’autore di non fare ritorno a casa.

Simulazioni Maturità 2019

L’idea delle simulazioni delle prove scritte, che parte direttamente dal Ministero dell’Istruzione, è mirata a far prendere confidenza a studenti e professori con le nuove prove che andranno in scena per la prima volta a giugno 2019. Il Miur è intenzionato a fugare tutti i dubbi e le perplessità dei ragazzi, facendogli prendere confidenza con simulazioni simili alle prove che avranno davanti nel momento dell’esame, così da poter seguire d’ora in avanti una preparazione più mirata a ciò che verrà loro richiesto a partire dal 19 giugno, giorno della prima prova scritta della Maturità 2019. E questa simulazione di prima prova 2019 che si sta svolgendo il 19 febbraio 2019 è solo la prima simulazione in agenda. Infatti le simulazioni delle due prove scritte saranno ben quattro; due di prima prova e due di seconda. Il calendario completo del Ministero dell’Istruzione vede come prossima tappa la simulazione di seconda prova di Maturità 2019 prevista per il 28 febbraio. E dopo un mese di stop, si riprenderà con le altre due simulazioni fissate per il 26 marzo simulazione di prima prova e il 2 aprile simulazione di seconda prova.

Tipologia A prima prova 2019: come cambia l’analisi del testo

L’analisi del testo a partire dal prossimo giugno vedrà al suo interno due importanti novità da tenere a mente: in primis troveremo un raddoppiamento del numero di testi che saranno sui banchi a partire dal 19 giugno 2019, ben due brani invece dell’unico testo proposto gli anni scorsi. Questo raddoppiamento potrebbe quindi prevedere che dei due testi scelti, uno possa essere in prosa mentre l’altro in poesia.
Il secondo significativo cambiamento messo in campo dalla commissione che ha rinnovato la maturità 2019, con a capo uno dei linguisti più influenti del panorama italiano, Luca Serianni, e già annunciato a ottobre 2018, è quello di estendere il periodo storico di riferimento dal quale selezionare gli autori e i brani da proporre ai maturandi. Se prima erano convenzionalmente scelti autori dal 1900 fino ai giorni nostri, ora invece si sono aggiunti quarant’anni: infatti si potrà andare indietro a pescare scrittori in attività dal 1861, la data dell’Unità d’Italia.

Tipologia A prima prova 2019: come affrontarla?

I tutor di Skuola.net sono già al lavoro sull’analisi del testo di questa prima simulazione, ma prima di iniziare hanno stilato una lista di consigli che tutti i maturandi dovrebbero seguire su come affrontare la tipologia A della prima prova scritta nel migliore dei modi. Ecco quindi qualche suggerimento senz’altro utile per evitare di andare nel panico e di far confusione davanti alla traccia, così da svolgerla nel migliore dei modi.
Dopo aver deciso di concentrarti sull’analisi del testo, per prima cosa bisogna leggere e comprendere entrambi i testi proposti. Potrebbe sembrarti banale come consiglio, ma non lo è. Infatti devi innanzitutto essere sicuri di aver capito bene di cosa si sta parlando, ecco perché è bene leggere entrambi i brani prima di ogni altra azione, anche più di una volta se necessario. Solo successivamente potrai scegliere con consapevolezza il brano sul quale ti senti più pronto.
Dopodiché è bene prendere in esame l’autore e il suo periodo storico. E’ essenziale collocare il brano e l’autore del brano con precisione all’interno del periodo storico corretto. Quindi non avere fretta ma prenditi qualche momento per inquadrate bene l’opera, cercando di chiamare a raccolta quanti più dettagli possibili sul contesto in cui è stata scritta, sul perché e sulle esigenze dell’autore in quel preciso periodo.
Ora però c’è da fare una distinzione: se si tratta di una poesia inizia a fare una prima parafrasi, sottolineando le parole chiave e i passaggi più importanti, ricostruendo uno schema metrico e rimico, cercando di riconoscere quante più figure retoriche possibili durante la seconda o la terza rilettura del testo.
Invece per quanto riguarda del testo di prosa è necessario cercate di individuare un contesto nel quale si sviluppa l’opera in questione. Dunque è bene fare mente locale sovrapponendo le tue conoscenze personali a quelle che ti ha trasmesso la lettura del testo, così da poter comprendere i personaggi o le situazioni descritte nel brano.
Arrivato a questo punto potrai iniziare a rispondere alle domande. Comincia quindi a svolgere quanto richiesto nelle domande, cercando di essere il più esaustivo e preciso possibile, attento a non dare spago alle divagazioni, ma non tralasciando nessun dettaglio o sfumatura, evidenziando ogni singola figura retorica, mettendo per iscritto anche le nozioni che ti sembrano più elementari e facili, non dare nulla per scontato.
Infine bisogna redigere il commento. Per quanto riguarda il commento, basandoti sulle risposte che hai già dato, cerca sì la precisione, ma arricchendo il tutto con quanti più spunti ti vengono in mente, sempre pertinenti al testo analizzato. Cerca di trovare connessioni tra il brano, l’autore, il contenuto del testo con fatti storici e scrittori con i quali l’autore dell’opera può essere entrato in contatto o dai quali può aver tratto ispirazione.
Skuola | TV
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19 aprile 2019 ore 15:30

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