Soluzione testo argomentativo sullo studio della Storia - traccia svolta simulazione maturità 2019

lucy.t.997
Di lucy.t.997

simulazioni

E’ da poco iniziata la prima simulazione lanciata dal Miur di prima prova scritta della Maturità 2019. Le simulazioni saranno quattro in tutto, e guideranno i ragazzi verso il vero esame di Stato 2019. Queste simulazioni sono nate con lo scopo di tranquillizzare professori e alunni mettendoli da parte a prove in tutto simili a quelle che dovranno affrontare a giugno, per fa sì che i maturandi possano prendere confidenza con le novità che il Miur sta apportando alla Maturità 2019. Scopriamo meglio com’è questa prima simulazione.

Oggi noi di Skuola.net seguiremo passo passo la simulazione di prima prova maturità 2019 del 19 febbraio.

Soluzione simulazione 19 febbraio 2019: tipologia B sullo studio della storia

In ogni caso non crucciatevi troppo per la simulazione che avete appena svolto. Queste prove servono proprio a farvi entrare in confidenza con il nuovo esame. Tuttavia confrontate il vostro lavoro con quello svolto dai nostri tutor. Di seguito troverete il nostro elaborato di prima prova della tipologia B.

Tipologia b, Claudio Pavone... by on Scribd


Traccia svolta tipologia B testo argomentativo sullo studio della storia

PROPOSTA DI SOLUZIONE PER SIMULAZIONE PRIMA PROVA DI MATURITÀ 2019
TRACCIA: Italiano
ARGOMENTO: Esempio Tipologia B - Analisi e produzione di un testo argomentativo, Claudio Pavone, Prima lezione di storia contemporanea, Laterza, Roma-Bari 2007, pp. 3-4.

A cura di Gaia Del Riccio
Insegnante di Italiano su Skuola.net Ripetizioni

Comprensione e analisi
1.Riassumi il testo mettendo in evidenza la tesi principale e gli argomenti addotti.

1. Arnoldo Momigliano, storico dell’antichità, afferma che per uno storico sia importante “l’interesse generale per le cose del passato e il piacere di scoprire in esso fatti nuovi riguardanti l’umanità”. Si tende a prendere in considerazione come sia importante un legame indissolubile tra il passato e il presente. Nel passato andiamo a cercare ciò che siamo oggi.

2. Su quali fondamenti si sviluppa il lavoro dello storico secondo Arnaldo Momigliano (1908-
1987) e Marc Bloch (1886-1944), studiosi rispettivamente del mondo antico e del medioevo?

2. Per Momigliano lo storico prova interesse per le cose del passato e il piacere di scoprire in quest’ultimo nuovi fatti relativi all’umanità. Marc Bloch, nella sua Apologia della storia, aveva sottolineato come il primo collegamento tra passato e presente si crea all’interno del contesto familiare; i membri più anziani della famiglia tendono a tramandare la propria vita e le proprie memorie ai giovani, cercando di dare una certa continuità alla loro esistenza. Questo atteggiamento però genera delle conseguenze: da un lato, quando ci si rifa al passato in modo troppo insistente, si richia di rimanere quasi immuni e nauseati dal continuo richiamo al passato, facendoci quindi volgere in avanti. Dall’altro lato si osserva il presente e si guarda alle aspettative per il futuro comprendendo la nostra storia.

3. Quale funzione svolgono nell’economia generale del discorso le due citazioni da Ovidio e
Tacito?

3. Ovidio afferma che bisogna guardare al passato, sapendo però muoverci nei nostri tempi, vivendo quindi nella nostra epoca. Invece Tacito afferma che bisogna guardare al futuro, però vivendo nella nostra epoca.

4. Quale ruolo viene riconosciuto alle memorie familiari nello sviluppo dell’atteggiamento dei
giovani verso la storia?

4. Le vecchie generazioni fanno prevalere pur sempre la nostalgia verso il tempo della loro giovinezza, rimembrandola. Questi cercano di orientare i giovani nel memorizzare il passato cercano di tramandare ai giovani loro posteri la propria vita e le proprie esperienze di vita personali, dando una sorta di continuità alla loro esistenza. Questo atteggiamento però può essere controproducente.

5. Nell’ultimo capoverso la congiunzione conclusiva “dunque” annuncia la sintesi del messaggio:
riassumilo, evidenziando gli aspetti per te maggiormente interessanti.

5. L’espressione “dunque” ci insegna quindi come la storia contemporanea crei una sorta di cesura tra passato, presente e futuro. In prima istanza esiste il passato che volge tra un atteggiamento di visione verso ciò che è stato, poi vi sono il presente ed il futuro che ci hanno portato ad essere quello che siamo attraverso le nostre esperienze, seppur tra tutte le difficoltà, gli ostacoli, gli sviamenti ed i successi che la vita ci riserva.

Produzione

A partire dall’affermazione che si legge in conclusione del passo, «Al passato ci si può volgere, in
prima istanza, sotto una duplice spinta: disseppellire i morti e togliere la rena e l’erba che coprono corti e palagi; ricostruire [...] il percorso a ciò che oggi siamo, illustrandone le difficoltà, gli ostacoli, gli sviamenti, ma anche i successi», rifletti su cosa significhi per te studiare la storia in generale e quella contemporanea in particolare. Argomenta i tuoi giudizi con riferimenti espliciti alla tua esperienza e alle tue conoscenze e scrivi un testo in cui tesi e argomenti siano organizzati in un discorso coerente e coeso che puoi - se lo ritieni utile - suddividere in paragrafi.

Arnoldo Momigliano, storico dell’antichità, riteneva fondamentale per uno storico “l’interesse generale per le cose del passato e il piacere di scoprire in esso fatti nuovi riguardanti l’umanità”. Si sottolinea così un legame imprescindibile tra passato e presente. Cerchiamo nel passato ciò che siamo oggi. Ma perché lo facciamo? Nel brano preso in esame, estrapolato da “Prima lezione di storia contemporanea” l’archivista e docente di storia contemporanea Claudio Pavone indaga le motivazioni che spingono gli studiosi ad interessarsi alla Storia, cioè al passato.
Marc Bloch, nella sua Apologia della storia, aveva già evidenziato che il primo collegamento tra passato e presente avviene proprio all’interno della famiglia; i membri più anziani desiderano tramandare la propria vita e le esperienze ai più giovani, dando così un senso di continuità alla loro esistenza. Si è notato come tale atteggiamento porti però a due conclusioni opposte; da una parte, quando il rimando al passato è eccessivamente insistente, si rischia di rimanerne immuni, quasi nauseati dal continuo richiamo al guardarci indietro, e questo ci fa volgere lo sguardo solo in avanti. L’altra strada invece contempla l’osservazione del presente e delle aspettative future tramite la comprensione della nostra storia.

Lo storico quindi, soprattutto quello contemporaneo, è colui che tende a “Ricostruire […] il percorso che ci ha condotto a ciò che oggi siamo” e la storia è la congiunzione tra passato, presente e futuro. Ricostruire il passato, analizzare il presente, e cercare di prevenire gli errori per il nostro futuro. Non meno importante, la storia contemporanea, più vicina alla nostra memoria e ai nostri cuori, ci porta ad empatizzare con ciò che credevamo diverso e lontano, ma di cui invece riusciamo a scorgere le affinità.
Leggendo la frase sopracitata mi viene da chiedere se in fondo non nasciamo tutti storici, dato che già dall’infanzia siamo spinti da un bisogno primordiale di conoscere da dove veniamo. Chi non ha mai chiesto ai propri genitori “ma cos’è successo prima che io nascessi?”. Reclamiamo un posto all’interno della nostra famiglia, domandando se assomigliamo a qualcuno che oggi non c’è più, o se al contrario siamo unici. Ci chiediamo se c’è stato qualche evento del passato che ha segnato il nostro futuro.
Non è anche questa storia? Tendiamo invece ad associare lo studio della storia ai libri pieni di date, agli appunti e schemi che ci sommergono; un lavoro mnemonico inutile e noioso. La storia dei libri ci sembra così lontana, che dimentichiamo che quelle parole su carta sono state impresse grazie a scelte fatte o non fatte da persone come noi.
Quante volte ci fermiamo a pensare che se nostro padre o nostro nonno avessero preso un’altra decisione la nostra vita sarebbe diversa? A me capita, e mi ritrovo a chiedermi quanto le mie azioni influenzeranno gli eventi futuri. E allora perché non guardare alle scelte che uomini e donne hanno fatto nel passato e che hanno segnato la mia di vita. La nostra vita. L’uomo che solo 80 anni fa stava al potere ha segnato l’Italia di oggi. La donna che per prima 50 anni fa disse di NO ad una pratica in uso da secoli, quella del matrimonio riparatore, fu colei che diede vita alle leggi a tutela della donna. 50 anni fa. Appena una generazione fa.
La storia è viva, come il corso d’acqua che si adatta agli ostacoli del suo cammino, che fluisce e mai si arresta. La storia è nostra, e non solo quella della nostra famiglia, ma la Storia con la S maiuscola, è un bene che va tutelato, rispettato e tramandato. Se una persona non sa chi è, presto o tardi si perderà, e la sua stessa vita andrà alla deriva. Se una persona non sa qual è la sua storia, allora perderà la bussola di ciò che è giusto e sbagliato. Non siamo fiori che vivono dall’attimo in cui sbocciamo al momento in cui appassiamo. Siamo piante con radici, più o meno profonde, che hanno bisogno di sentirsi ancorate a qualcosa di più antico.
Credo che comprendere i fatti e le persone che ci hanno preceduto sia un modo per tentare di comprendere noi stessi. L’uomo, con le sue fragilità e i suoi “forse”, è uguale a sé stesso da milioni di anni. Perciò mi chiedo, se spendiamo tempo e risorse per farci analizzare, perché non provare a comprendere chi come noi è stato mosso da dubbi e paure, chi come noi ha avuto un moto di coraggio, facendo qualcosa di impensabile. Perché non provare ad aprire uno di quei libri pieni di date e scoprire che quell’uomo o quella donna era simile a noi.

Simulazioni 2019: tutte le date

In questa pagina avrete modo di potere analizzare le soluzioni della simulazione di prima prova scritta del 19 febbraio svolta dai nostri Tutor, confrontandola con quella svolta da voi nel corso della simulazione di oggi. Le simulazioni sono delle prove pensate dal Miur per fa prendere confidenza con le nuove tipologie di prove scritte sia gli insegnanti che i maturandi. Saranno quattro in tutto e il calendario completo prevede due simulazioni di prima prova scritta per il 19 febbraio e per il 26 marzo 2019, mentre le simulazioni di prima prova scritta saranno svolte il 28 febbraio e il 2 aprile 2019. Noi di Skuola.net seguiremo tutte e quattro le prove mettendo a vostra disposizione sia le tracce ufficiali che le soluzioni svolte dai nostri tutor che potrete confrontare, una volta usciti dall’aula, con il lavoro che avete completato in classe.

Tipologia B prima prova scritta 2019: cosa cambia?

La novità principale che ha sconvolto la tipologia B della prima prova scritta della Maturità 2019 è l’eliminazione del saggio breve in favore dell’adozione del testo argomentativo come modalità di svolgimento delle tracce proposte. I due testi possono sembrare simili ma presentano delle differenze sostanziali nello svolgimento.
La prima variazione subito constatabile è la riduzione dei documenti proposti per redigere l’elaborato. Se per quanto riguarda il saggio breve erano disponibili tre/quattro inserti su cui lavorare, per il testo argomentativo i documenti che andranno presi in esame scenderanno sensibilmente: infatti ne rimarrà uno solo.
E proprio da quell’unico testo, che comunque andrà integrato all’interno della prova, che bisognerà partire per elaborare una riflessione e un’esposizione chiara e fluida delle idee dello studente riguardo il testo proposto.

Come scrivere un buon testo argomentativo?

Il testo argomentativo, soprattutto perché si tratta di una tipologia inedita, potrebbe risultare molto insidioso; ecco perché serve un piano d’attacco ben studiato e molto chiaro, da seguire punto per punto. E noi di Skuola.net abbiamo provato a stilare una piccola guida di come costruire un buon testo argomentativo.
Per prima cosa scegliete tra le varie proposte l’argomento che più vi attrae e sul quale pensate di poter esprimere un’opinione chiara e coscenziosa. In seguito, lo step da compiere subito dopo è quello di leggere con attenzione il documento, più volte, sottolineando i passaggi importanti, così da essere sicuri di non aver trascurato nulla una volta che andrete ad elaborare le vostre opinioni in merito.
Una volta che vi sarete fatti un’idea del documento che avete davanti, è bene iniziare a stilare una scaletta per organizzare il vostro discorso che volete intraprendere. Impostate un ordine di priorità sugli argomenti da trattare, sempre tenendo a mente il vostro pensiero e il punto di arrivo della vostra riflessione. Cominciare con una breve introduzione dell’argomento in questione è sempre un’ottima mossa. Subito dopo avrete spazio e modo per esporre la vostra tesi: il corpo vero del vostro testo argomentativo. Quindi fate ben attenzione a non essere ripetitivi, proprio per questo motivo si tende a consigliare di stilare una scaletta con ben chiari i punti da trattare per svolgere il vostro compito. Inoltre il vostro obiettivo principale deve essere farvi comprendere da un pubblico più ampio possibile, quindi siate efficaci nel comunicare il vostro pensiero. Sostenete la vostra posizione con esempi, esperienze personale e prendendo anche spunto dal testo della traccia scelta, per di più è stimolante e avvincente anche proporre un'antitesi o una confutazione, così da mettere alla luce ciò che secondo voi c’è di sbagliato nella controparte, per valorizzare ancora di più il vostro discorso, non lasciando nulla al caso. Per ultimo non dimenticate di concludere il vostro testo tramite un riassunto non troppo lungo ma esaustivo che possa racchiudere il risultato della vostra riflessione.


Skuola | TV
Non perdere la prossima puntata!

Curioso di scoprire chi sarà il prossimo ospite? Non ti resta che seguirci!

28 marzo 2019 ore 16:00

Segui la diretta