Soluzione testo argomentativo diritti umani - traccia svolta simulazione maturità 2019

lucy.t.997
Di lucy.t.997

simulazione prima prova

Inizia oggi la prima delle quattro simulazioni che il Miur ha annunciato per far esercitare tutti i ragazzi che frequentano l’ultima classe della scuola secondaria di secondo grado e che quindi il prossimo 19 giugno inizieranno gli esami di Maturità con la prima prova scritta 2019. Moltissimi sono i cambiamenti annunciati nella struttura dell’esame di Stato 2019, ecco perché il Miur ha ritenuto necessario indire queste simulazioni, per far prendere confidenza a studenti e professori con le nuove prove messe in campo da questo giugno. Andiamo a vedere insieme di cosa si tratterà.
Oggi noi di Skuola.net seguiremo passo passo la simulazione di prima prova maturità 2019 del 19 febbraio.

Soluzione testo argomentativo diritti umani: simulazione Maturità 2019

Noi di Skuola.net seguiremo tutte le esercitazioni insieme a voi studenti riportando sempre sul nostro sito sia le tracce che sono state proposte dal Miur, sia le soluzioni svolte dai nostri tutor. In questo modo voi maturandi potrete avere un confronto diretto e immediato con le simulazioni a 360°, partendo dalle tracce per arrivare alle soluzioni. Qui trovi la soluzione.
Clicca a questo link per la traccia del testo argomentativo sui diritti umani simulazione maturità.

Tipologia b, Analisi e Prod... by on Scribd


Traccia svolta testo argomentativo diritti umani: simulazione Maturità 2019

PROPOSTA DI SOLUZIONE PER LA SIMULAZIONE PRIMA PROVA DI MATURITÀ 2019 TRACCIA: Italiano
ARGOMENTO: Esempio Tipologia B - Analisi e produzione di un testo
argomentativo, Antonio CASSESE, I diritti umani oggi, Economica Laterza, Bari 2009
(prima ed. 2005), pp, 230-231.

A cura di Eleonora Gilardengo
Insegnante di Italiano di Skuola.net Ripetizioni

Comprensione e analisi
1. Riassumi il testo mettendo in evidenza la tesi principale e gli argomenti
addotti.

1. Il brano, tratto dall’opera di Antonio Cassese dal titolo “I diritti umani oggi”, vuole spiegare in una manciata di righe la deontologia dei diritti umani affermando, con l’aiuto di un termine di paragone antitetico, quanto ancora oggi l’affermazione dei diritti umani sia una scalata continua verso una timida realizzazione, spesso taciuta in favore dell’oppressione più grande di totalitarismi, autoritarismi, predominio razziale e ideologico degli stessi uomini. Egli sostiene come tesi principale che i diritti umani siano un punto di arrivo dell’uomo sociale, contrapponendo ad egli gli istinti animaleschi dell’uomo biologico. Come afferma anche lo stesso biologo Jean Hamburger, i diritti umani rappresentano la vittoria dell’io sociale sull’io biologico, i cui sentimenti più nobili e docili sono tesi solamente verso la protezione e la creazione di una cerchia ristretta che cerca con il tempo di crearsi. In questo brano si sovverte anche l’idea che i diritti umani siano connaturati nell’uomo grazie alle leggi naturali; si afferma anzi che essi siano

una ribellione contro le stesse, che siano una conquista alla quale lavorare senza sosta, giorno dopo giorno, unendo le forze di Stati, Organizzazioni, persone, studiosi, pensatori, scalando “collina dopo collina”, poiché il percorso verso il loro pieno raggiungimento sarà ricco di ostacoli sempre nuovi, da sorpassare e vincere in ogni momento storico.

2. Nello svolgimento del discorso viene introdotta una contro-tesi: individuala.
2. La contro-tesi è da individuarsi nella testimonianza del biologo francese Jean Hamburger, che contrappone all’uomo sociale l’uomo biologico, spiegando che appunto i diritti umani non siano un diritto naturale, qualcosa che sia stato affidato all’uomo grazie alla sua nascita e al suo essere in quanto tale. Egli afferma che in realtà l’uomo biologico abbia sentimenti interiori di aggressività e ribalta che l’uomo sociale, sempre all’erta, deve cercare di contenere ribellandosi alle leggi della natura, scevre dal senso di disciplina affermato dall’avvento della società civilizzata.

3. Sul piano argomentativo quale valore assume la citazione del biologo francese, Jean Hamburger?
3. Dal punto di vista argomentativo la riflessione del biologo francese è importante perché si pone in contrasto con l’idea generale e spesso presa come un assunto dato che i diritti umani non spettino all’uomo per natura ma che egli stesso, lottando e contrapponendosi ai suoi istinti in favore di regole cui la civiltà ha dato corpo. Egli apre un nuovo campo di riflessione che ha lo scopo di dirottare il pensiero iniziale del lettore, o valutando comunque una sfumatura di una tesi assodata nei secoli, un’idea sulla quale forse non si aveva posto la giusta importanza.

4. Spiega l’analogia proposta, nell’ultimo capoverso, fra la tutela internazionale dei diritti umani e i fenomeni naturali impercettibili.
4. Questa analogia tra “tutela internazionale dei diritti umani” e “fenomeni naturali impercettibili” viene posta per spiegare che i primi hanno una lentezza di affermazione secolare, i cui risultati ed effetti prodotti si possono misurare solo con il tempo. Come il livello di gravità di una catastrofe naturale che avviene impercettibilmente alla sensibilità umana mostra la sua distruzione in poco tempo, ma ne si ha piena coscienza dopo mesi, anni forse, nel momento in cui si deve ricostruire e riportare agli albori originali ciò che si realizza esser andato perso definitivamente, lo stesso accade per l’affermazione dei diritti umani. Quando si crede di aver raggiunto dopo secoli di battaglia una tutela concreta, basta un evento eclatante della durata di pochi minuti come un atto terroristico a sovvertire gli schemi e insieme a distruggere anni di strenua battaglia per affermare il diritto alla vita, facendo perdere le speranze.

5. La citazione in chiusura da Nelson Mandela quale messaggio vuole comunicare al lettore?
5) La citazione in chiusura, attuale in modo quasi pragmatico, portando agli occhi del lettore l’esempio di un grande pacifista che ha fatto della sua vita una strenua lotta per la tutela degli uomini, vuole comunicare di non fermarsi, di continuare a perorare le proprie cause e portare avanti le proprie battaglie senza mai perdere la speranza, poiché l’affermazione dei diritti umani non è altro che una strada di cui, ancora oggi, si fa fatica a scorgere la fine, intervallata da colline da scalare e oltrepassare per raggiungere piccoli traguardi ostacolati da pericoli e problemi sempre nuovi pronti a dissuaderci dal nostro obbiettivo.

Produzione
Esprimi il tuo giudizio in merito all’attualità della violazione dei diritti umani, recentemente ribadita da gravissimi fatti di cronaca. Scrivi un testo argomentativo in cui tesi e argomenti siano organizzati in un discorso coerente e coeso, che puoi, se lo ritieni utile, suddividere in paragrafi.

La discussione sui diritti umani, su cosa siano, su fatti di cronaca che sempre più spesso, quasi quotidianamente, ne affermano la loro efferata violazione popola fedelmente, come dimostrano i corsi e ricorsi storici, la pagina di cronaca sociale. Ne parlano tutti, senza riserva e con una padronanza critica spesso troppo spigliata, ma è davvero ognuno di noi consapevole di cosa siano veramente i “diritti umani”, cosa si celi sotto questa perifrasi lessicalmente semplice, ma dal contenuto così ramificato e celato da ideologie scontatamente populiste? Un po’ di storia può aiutarci, il passato è accaduto per insegnarci, e per darci la possibilità di non perpetrare negli stessi errori: per diritti umani si intendono quei diritti riconosciuti all’uomo semplicemente in base alla sua appartenenza al genere umano. Questa idea risale a tempi antichi, ma la formalizzazione moderna e concreta di questo concetto è emersa soltanto dopo la Seconda Guerra Mondiale con la promulgazione della “Dichiarazione universale dei diritti umani” nel 1948 da parte delle Nazioni Unite. Dopo una delle più eclatanti violazioni dei diritti mondiali che hanno macchiato di rosso la storia, dopo l’aver mietuto circa 50 milioni di vittime innocenti, colpevoli di rimando solo di essere nate sotto il “marchio ebraico”, dopo lo sterminio di un’intera civiltà a sangue freddo, si è resa necessaria la creazione di uno strumento in grado di salvaguardare i diritti fondamentali e la dignità di ciascun individuo senza distinzione «di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione», come recita l’articolo 1 di suddetto Documento. Purtroppo questa, come del resto l’opera strenua di tutte le associazioni che si battono contro la violazione dei diritti umani e che con ogni mezzano cercano di tutelare noi esseri viventi su questa terra (pensiamo all’ONU e ad Amnesty International per citare le più note), non sono organi effettivi di governo con un proprio potere esecutivo, pertanto possono solo suggerire delle linee guida di governo, che nessuno però è obbligato a seguire, o ancor prima, a tenere in considerazione. Sebbene gli strumenti a tutela dei diritti umani esistano in gran numero, le violazioni restano numerose, non solo da parte di regimi autoritari e dittature, ma anche da parte degli Stati cosiddetti “democratici”, poiché con il tempo la stessa idea giusnaturalistica di diritti umani è mutata nettamente, adeguandosi all’affermarsi delle società capitalistiche, dei bisogni e degli interessi dei vertici del potere, dell’avvento della tecnologia, per citare alcuni tra i fattori protagonisti di questa svolta ideologica. Alla luce dei recenti fatti di cronaca è noto che la violazione di questi diritti fondamentali non sia poi solo un fatto delle popolazioni ritenute più arretrate dall’aspetto sociale, dell’istruzione o civile, anche in Occidente molti sono i casi eclatanti in cui dell’Uomo si è dimenticata la dignità datagli in nascita. Pensiamo a fatti nettamente recenti, l’argomento più gettonato è sicuramente la questione “migranti”, navi in balia delle onde, pesci che si nutrono di cadaveri senza un nome, scelta di accogliere solo i generi più deboli sulla terra ferma separando quelle che sono famiglie, nel vero senso del termine; o ancora la sete di guadagni sulla pelle delle persone, come accadde nelle Terre dei fuochi campane, nello stabilimento Eternit di Casale Monferrato, o all’Ilva di Taranto, dove sentenze hanno, dopo decenni di indagini e battaglie, affermato la loro colpevolezza. Certo, purtroppo, seppur agli atti “giustizia è stata fatta”, la vita a quelle persone non si può restituire, la sofferenza che hanno passato non si può più curare, i loro sogni stroncati sul più belli non potranno più essere realizzati. Siamo ormai nel 2019, ma nulla ci dimostra che i pilastri sanciti dalle Costituzioni possano valere a qualcosa: alcuni esseri, biologicamente uguali a qualsiasi altro individuo che vanta i suoi diritti, per
qualche ragione ancor oggi inspiegabile si accordano il permesso e sentono la libertà di violare i diritti altrui. Se così non fosse, non ci sarebbero più donne stuprate, uccise da mani sporche, bambini sfruttati, maltrattati, privati della loro infanzia e dei loro diritti inviolabili, della serenità che la loro età necessità per poter crescere uomini e donne dai sani principi nel loro libero sviluppo naturale, operai che per vivere ogni mattina, pomeriggio, notte, si recano sul posto di lavoro e non fanno più ritorno a causa di mancate manutenzioni o controlli per cui la loro vita, giudicata inutile, vola in alto. Il nuovo millennio, grande epoca di cambiamento, conserva ancora le sue ombre e difficoltà, anche se grandi passi in avanti sono stati compiuti; come dice un noto detto “l’unione fa la forza”, e speriamo che sia un percorso in continua ascesa e in quella direzione, rispettando le diversità del prossimo ma senza marcare confini, ascoltando le idee altrui ma senza prevaricarle o mancando di rispetto, mantenendo sempre un clima pacifico e nel rispetto dei diritti umani, come si fa in una grande famiglia. Al fine di avere come obbiettivo una convivenza serena ogni civiltà dovrebbe avere la consapevolezza dentro di sé che usi, costumi, etnie, religioni, lingue a parte, siamo tutti “uomini”, e come tali ci dovremmo trattare, con gli stessi diritti ma anche doveri, con lo stesso rispetto e fratellanza, non cercando di eliminare l’altro perché diverso, non provando a volerlo dominare e sottomettere perché siamo superiori, ma rispettando ognuno i suoi spazi al fine di integrarci e coesistere pacificamente: nel mondo, con buone intenzioni e sani principi, c’è spazio e un sorriso per tutti. Ricordiamo che la nostra libertà finisce nel punto in cui inizia quella degli altri


Testo argomentativo: Maturità 2019

Il testo argomentativo è una new entry della tipologia B della prima prova scritta di Maturità 2019, che ha soppiantato il caro vecchio saggio breve. Questo elaborato prevede il lavoro su un solo documento di testo, dal quale bisogna mettere il punto di partenza per avanzare sviluppando le proprie idee secondo l’argomento proposto. Quindi è una tipologia di traccia molto più libera e dedicata alle esperienze e al bagaglio di ogni singolo studente, slegata da opinioni altrui come era per il saggio breve, ma volendo essere un tipo di elaborato più soggettivo, nel quale la valutazione andrà assegnata sulla base delle capacità di analisi del testo proposto e sulla successiva elaborazione del pensiero dello studente sull’argomento proposto.

Come svolgere un testo argomentativo: Maturità 2019

Ecco una pratica guida divisa in punti su come superare la tipologia B della prima prova scritta di Maturità: il testo argomentativo.
Leggere attentamente e più volte la consegna e il brano allegato: non tralasciate nulla, leggete tutto con attenzione, la massima attenzione possibile, sottolineando tutto ciò che vi sembra importante.
Stilare una scaletta: come secondo passo vi consigliamo di buttar giù la scaletta che intendete seguire per costruire la vostra argomentazione. Mettete su carta l’ordine in cui decidete di esporre le vostre tesi, inserendo tutti i passaggi che vi vengono in mente e cercando comunque di trovare un inizio e una fine del vostro discorso.
Svolgere l’elaborato: solo ora potrete iniziare a scrivere. Fate attenzione a non impostare frasi eccessivamente lunghe: sono difficili da gestire. Inoltre sempre attenti alle doppie e alla punteggiatura, se avete dubbi controllate sempre sul vostro dizionario. Evitate ripetizioni, cercate invece di usare sinonimi.
Costruite tesi e antitesi: per rendere più interessante il vostro discorso potete inserire anche delle tesi opposte alle vostre opinioni per mostrare i punti forti del vostro ragionamento.
Conclusione: cercate di riassumere le vostre opinioni in modo efficace sul finale, così da lanciare un messaggio chiaro di ciò che è stato esposto nel vostro elaborato.

Simulazioni Maturità 2019

Il Miur ha deciso di fissare quattro simulazioni per aiutare i maturandi e i loro professori a entrare in confidenza con le due prove scritte della Maturità 2019. Le simulazioni di prima prova scritta sono fissate per il 19 febbraio e il 26 marzo 2019, mentre le simulazioni di seconda prova scritta sono state fissate per il 28 febbraio e 2 aprile 2019.
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28 marzo 2019 ore 16:00

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