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La sezione aurea: arte, uomo, natura


Il numero che racchiuse il segreto dell’armonia ha origini molto antiche ed un valore ben definito. Alcuni studiosi sostengono che fosse noto già agli architetti egizi, anche se la vera codificazione è avvenuta nella Grecia classica. Non è un caso se, il numero d’oro, chiamato anche sezione aurea, è indicato con la lettera greca φ (f) che è l’iniziale di Fidia, il grande architetto e sculture che lo avrebbe usato per definire le misure del Partenone. Dal punto di vista matematico, la sezione aurea è definita come un rapporto fra due numeri, cioè il risultato di una divisione, il cui risultato è un numero irrazionale. Essa viene definita come il rapporto fra due grandezze disuguali, di cui la maggiore è media proporzionale tra la minore e la loro somma, cioè m : M = M : (M + m) - m è la grandezza minore, M è la grandezza maggiore -. Questo rapporto, per essere definito sezione aurea o numero d’oro, deve corrispondere a 1,618…. (con un numero infinito di cifre dopo la virgola). Fra tutte le proporzioni possibili, questa è considerata la più armoniosa ed è presente, in natura, nell’arte e nella nostra vita quotidiana.
Diverse opere d’arte sembrano seguire questa regola:
• le proporzione dell’Uomo Vitruviano, il disegno di Leonardo da Vinci che rappresenta un corpo maschile inscritto in un cerchio
• le distanze fra occhi, mento, fronte labbro superiore della Gioconda, sempre di Leonardo da Vinci
• il Parthenone di Fidia, capolavoro dell’arte classica
• gli spazi abitati dall’uomo progettati dell’architetto francese Le Courbusier del XX secolo
È vero che possiamo riuscire inconsapevolmente a tratteggiare disegni, volti o corpi ignorando la sezione aurea; tuttavia se misuriamo un disegno ben fatto, ci accorgeremo che in esso ritroviamo l’applicazione della regola
Nel corpo dell’uomo è applicata la regola della sezione aurea nel rapporto fra:
• la nostra altezza e la distanza fra l’ombelico e la pianta dei piedi
• la lunghezza del braccio e la lunghezza del braccio fra il gomito e la punta delle dita
• la distanza fra il fianco e la punta dei piedi e la distanza fra ginocchio e la punta dei piedi
In natura si possono fare questi esempi (ma ne esistono molti altri):
• in un alveare il rapporto fra n° di api femmine e n° di api maschi
• il rapporto fra il diametro di una spira di una conchiglia “nautilius” e il diametro della spira successiva
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