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commento del capitolo 3 dei Promessi Sposi

Commento al terzo capitolo dei Promessi Sposi


Il terzo capitolo dei Promessi Sposi è quello in cui viene affrontato un tema importantissimo, quello della giustizia. Ad incarnare la giustizia in questa parte del romanzo di Alessandro Manzoni è Azzeccagarbugli, un avvocato che però rappresenta la legge e dunque la giustizia nei suoi connotati negativi. L'uomo viene descritto dall'ottica di un altro personaggio dei Promessi Sposi, ovvero Agnese, la madre di Lucia. Da uomo di legge Azzeccagarbugli dovrebbe cercare di far rispettare la legge, difendendo i deboli dalle angherie e dai soprusi dei potenti, ma in realtà non fa ciò.

Azzeccagarbugli infatti cerca di fare esattamente il contrario, servendosi della legge solo per fare imbrogli, cercare degli argomenti il più astuti possibili per cercare di proteggere i potenti e chi sta dalla parte del torto, anziché cercare di aiutare le persone più deboli. Si comporta in questo modo perché, così come fa anche Don Abbondio, ha paura di andare contro i potenti, poiché se si ponesse contro di loro perderebbe senz'altro la loro protezione. Per questo motivo questi risulta comportarsi in modo servile con i ricchi e potenti e in modo arrogante con le persone deboli che non possono difendersi; sarà quindi per questa ragione che, dopo aver udito il nome di Don Rodrigo, decide di abbandonare Renzo al suo destino. Anche all'interno del testo sarà il medesimo narratore a criticare il comportamento di Azzeccagarbugli per la sua condotta, in quanto anziché aiutare Renzo di fronte alle angherie di Don Rodrigo, lo abbandona completamente al suo destino, non aiutandolo in alcun modo.

Azzeccagarbugli è un avvocato che incarna quindi tutti gli aspetti negativi della giustizia. Manipola la legge a modo suo, diventando accomodante nei confronti dei potenti e abbandonando i deboli che in realtà dovrebbe sempre difendere. Egli è una persona vuota, di grande mediocrità e rappresenterebbe quindi la vera e propria negazione della giustizia che in realtà dovrebbe rappresentare al meglio, essendo un uomo di legge. Egli utilizza la "parola della legge" per fini meschini e non per aiutare gli altri come dovrebbe.

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