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Appunti sui Promessi Sposi

Il progetto dei Promessi Sposi è un romanzo realistico e popolare, educativo, scritto in uno stile accessibile (lineare e di semplice scrittura)
provvisto di contenuti storici e morali.
I protagonisti sono due personaggi del popolo che poi migliorano la propria situazione sociale: partono dal basso per poi col lavoro migliorare e diventare borghesi, Renzo infatti diventa alla fine proprietario di fabbrica e imprenditore.
Manzoni inventa la narrazione moderna, e lavora al progetto di creare un nuovo pubblico, cioè un pubblico borghese e nazionale, che presuppone una funzione protagonistica dell'intellettuale.
La poetica romantica di Manzoni (svecchia la cultura italiana) risulta estranea alla elevazione dell'arte a valore assoluto.
Manzoni rivolge una critica al canone estetico che assume il valore assoluto nell'arte.
Scopo: migliorare culturalmente tutti.

-1850: Manzoni lascia la letteratura per dedicarsi non solo alla storia e ai saggi storici, ma anche per criticare i concetti romantici di <<creazione>> e <<invenzione>>.

L'unica attività che ritiene ancora moralmente possibile è quella rigorosamente storica.

Struttura del romanzo
La narrazione comincia il 7 novembre 1628 e termina agli inizi di novembre del 1630.

Storia: Il matrimonio tra Renzo e Lucia viene impedito da Don Rodrigo, signorotto che si è invaghito della ragazza.
Dopo aver tentato invano di sposarsi, comparendo Don Abbondio, i due fidanzati sono costretti a fuggire dal paese e a separarsi.
Lucia, su consiglio del proprio padre spirituale fra Cristoforo, va in un monastero di Monza, ma qui Gertrude, la Signora che domina nel convento, permette che ella venga rapita dagli emissari dell'Innominato.
Renzo a Milano partecipa a dei tumulti popolari venendo arrestato dalla polizia, riuscendo però a scappare.
Lucia nel frattempo ha fatto il voto di castità, ed è ospitata a Milano da donna Prassede.

La struttura del romanzo è organizzata in sei nuclei narrativi e in tre digressioni :

1) primo nucleo narrativo: i due promessi sposi insieme al villaggio e la loro fuga dopo il tentativo di matrimonio;
2) secondo nucleo narrativo: vicenda di Lucia a Monza;
3) terzo nucleo narrativo: Renzo a Milano, il suo arresto e la sua fuga;
4) quarto nucleo narrativo: Il rapimento di Lucia da parte degli emissari dell'Innominato;
5) quinto nucleo narrativo: viaggio di Renzo: bergamasco-paese-Milano-paese
6) sesto nucleo narrativo: i due protagonisti insieme, dove poi si sposano.

Le tre digressioni sono un allontanamento dalla narrazione, cioè:

1) l'incontro fra il conte zio e il padre provinciale e la storia dell'Innominato;
2) la carestia, la peste;
3) Le vicende di Gertrude (Monaca di Monza)
Esse sono disposte a intervalli regolari
Scopo delle digressioni → a) isolare i primi due e gli ultimi due nuclei narrativi;
b) intermezzo dei quattro nuclei centrali

La struttura del romanzo è bilanciata e classica.

Il sistema dei personaggi

E' costruito su uno schema binario che contrappone 'buoni' e 'cattivi' divisi a due :
1) a. 'La Chiesa buona' è rappresentata da ''padre Cristoforo e il cardinale Borromeo'';
b. 'La Chiesa cattiva' è rappresentata da ''don Abbondio e Gertrude'';
c. 'La Chiesa popolare'-> fra Cristoforo vs. don Abbondio;
d. 'La Chiesa potente'-> cardinale Borromeo vs Gertrude.
Quattro sono laici e quattro religiosi.
Padre Cristoforo (di nome Ludovico) era il figlio di un mercante.
Formato a vivere una vita come un nobile , istruito e ricco.
Ludovico non sopportava i nobili poiché nato da un borghese, i nobili lo allontanavano.
Da giovane era aggressivo, e pretendeva da tutti il rispetto. (uccise un uomo).

I personaggi minori sono rappresentati da ceti sociali diversi, come ad esempio il contadino, il mercante e la borghesia intellettuale di provincia (Azzecca Garbugli).


Tempo

La vicenda romanzesca occupa lo spazio temporale di due anni ( Novembre 1628- Novembre 1630), esteso per 38 capitoli.
– I primi 40 giorni Manzoni li racconta in 25 capitoli;
– La prima settimana in 17 capitoli;
– I restanti 22 mesi in 13 capitoli.

I primi due terzi del racconto procedono con una dilatazione del tempo del racconto e un restringimento del tempo della storia.
Mentre nell'ultimo terzo il rapporto si capovolge. (a eccezione dei capitoli XXXIII-XXXVI che descrivono la giornata di Renzo a Milano durante la peste.)
C'è una progressiva accelerazione del tempo della storia ricorrendo al riassunto.
Nella prima parte del romanzo evince la forma analitica di narrazione, dove l'autore presenta i personaggi e l'ambiente e l'azione narrativa risulta dominante.

Nella seconda parte del romanzo evince il momento etico-riflessivo, vale a dire che Manzoni commenta moralmente sulle vicende, legato alla guerra, alla carestia, alla peste e al ruolo della provvidenza;
dunque l'azione ristagna (va in pausa).

Il momento di svolta del romanzo (momento cruciale) avviene nei capitoli 25-26 con :
a.) la conversione dell'Innominato;
b.) l'incontro col cardinale Borromeo;
c.) il secondo addio di Lucia al paese.

La conversione dell'Innominato è in parte dovuta da una frase di Lucia (<<Dio perdona tante cose, per un'opera di misericordia.>>)
A questa frase è affidata non solo la conversione dell'Innominato, e quindi alla svolta narrativa, ma anche alla conclusione del romanzo (infatti corregge Renzo e pone in rilievo il vero sugo della storia).

Perciò Lucia è il personaggio ideologico per eccellenza del romanzo, poiché esprime anche il messaggio religioso che Manzoni vuole esprimere.

Spazio
Oscilla tra due poli, cioè il paese e la città, che stanno in contrasto.
Questa opposizione, poiché il paese viene rappresentato come un luogo di vita familiare e idillica e ripetitiva mentre la città viene rappresentata come un luogo pieno di movimento, innovazione e disordine, si mostra ben presto inattuale, poiché anche nel paese si evince il male, come l'egoismo, la miseria causata dalle carestie, le sofferenze della peste, la malavita rappresentata da Don Rodrigo. Infatti Renzo e Lucia poi si stabiliranno nel bergamasco.

Differenza: nel paese Renzo si muove a proprio agio
in città Renzo è disiorentato.
La narrazione segue la fuga di Renzo dalle guardie e dalla folla.
Renzo ritrova la sua identità ascoltando la 'voce' del fiume Adda, che rappresenta la sua esperienza contadina di vita.
Egli viene rappresentato come un personaggio sempre in cammino e in viaggio, ''un eroe cercatore'', che insegue l'oggetto dei soui desideri, il suo cronotipo è la strada.

Lo spazio di Lucia invece è la casa,l'intimità domestica, la strada per lei rappresenta un pericolo (poiché lì incontra don Rodrigo e gli emissari dell'Innominato poi la rapiscono).
Troviamo qui anche il cronotipo del castello, quello di don Rodrigo e dell'Innominato.

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