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I Promessi Sposi


Quando Manzoni decise di scrivere un romanzo storico era già un autore famoso in tutta Europa, tanto che ricevette complimenti anche dal poeta tedesco Goethe. Quest'ultimo tradusse e pubblicò in tedesco la poesia "5 Maggio".
Manzoni si dedicò a un genere di romanzo che in Italia nessuno ancora aveva mai sperimentato. Per la gente, il romanzo storico sarebbe stato importante poichè avrebbe dato delle risposte sulla Storia e avrebbe narrato fatti realistici. L'interesse per questo romanzo si accende in Manzoni dopo il suo soggiorno a Parigi. Egli ambienta "I promessi sposi" nel 1600 e non nel 1800 per evitare la censura e, in questo modo, descrive la decadenza della società e invita il lettore in modo implicito a trarre conclusioni ideologiche e politiche.
Il primo "rifacimento" dell'opera durò tre anni e vennero soppresse alcune digressioni troppo lunghe. Il primo libro, "Gli sposi promessi" conteneva i primi dieci capitoli e la differenza con il secondo volume è che quest'ultimo risulta più faticoso da leggere, mentre nel terzo si notano i segni di scoraggiamento dell'autore nei confronti dell'opera.
L'opera avrà talmente tanto successo che ne verranno stampate anche copie non autorizzate. Dopodichè decide di "risciacquare i panni in Arno" con la consulenza degli amici toscani, pubblicando l'edizione del 1840, che comprendeva anche delle illustrazioni.
Manzoni è l'autore de "I promessi sposi", mentre il narratore è un uomo anonimo del 1600 che possedeva il manoscritto con la storia, trovato poi da Manzoni. Egli è quindi un narratore onniscente.
I due protagonisri hanno molte caratteristiche diverse, infatti Renzo è un uomo dinamico, generoso, coraggioso e con un forte senso di giustizia; mentre Lucia è una donna timida, molto umile, statica, indecisa ed indecifrabile.
Il principale avversario di Renzo e Lucia è don Rodrigo, il quale deve conquistare Lucia per vincere una scommessa . Egli rappresenta nell'opera la banalità del male. Inoltre, egli è l'unico personaggio del romanzo il cui viso non viene mai descritto.
La presenza di figure religiose è abbondante, anche se i personaggi hanno diverse sfaccettature: Don Abbondio è un prete, ma non per vocazione mentre Padre Cristoforo e il Cardinale Borromeo sono veri uomini di fede, nonostante l'ultimo rappresenti l'alta gerarchia ecclesiastica.
Un altro personaggio emblematico è Gertrude: una donna costretta a farsi suora che praticherà illeciti atti sessuali che la porteranno addirittura all'omicidio. La figura dell'Innominato ha invece contratto il male a causa dell'ambiente in cui è cresciuto.
La narrazione è a volte lenta e dettagliata, a volte veloce a causa di avvenimenti meno interessanti raccontati più brevemente.
Lo spazio reale è circoscritto al Ducato di Milano, ma sono presenti nella narrazione anche molti riferimenti ad altri luoghi.
I temi principali sono tre: Violenza del tempo
La regola del forte contro il debole è la regola
della Storia, ma Manzoni crede che il Bene possa
sempre contrapporsi.
Responsabilità dell'individuo
L'uomo determina il proprio destino ed è capace di
provvedere a se stesso.
La Provvidenza, che aiuta sempre a risolvere
i problemi intervenendo in tutte le situazioni.
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