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Manzoni, Alessandro - Vita e Pensiero scaricato 199 volte
Vita e pensiero di Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni nacque nel 1785 da Giulia Beccaria e Pietro Manzoni.
Il padre era severo e autoritario, mentre la madre era più dolce. Presto i genitori si separarono e la madre si trasferì a Parigi con il compagno Carlo Imbonati.
Manzoni venne spedito in un collegio gestito da frati dalla severa disciplina, ed in seguito a questa esperienza rifiutò la religione cattolica.
Nel 1808 Manzoni sposa Enrichetta Blondel, di religione calvinista, una donna intelligente e sensibile, che diede a suo marito una spinta alla comune conversione al cattolicesimo.
Nel 1810 Manzoni entra dopo tanto tempo in una chiesa e si converte al cattolicesimo.
Nel 1833 morì Enrichetta e, in seguito, Manzoni sposò Teresa Borri.
Nel 1860 fu nominato senatore ed ebbe come scopo di unificare l'Italia sotto un unica lingua, ma i lavori furono più impegnativi del previsto.
All'età di 88 anni, nel 1873 Manzoni muore cadendo dalle scale di una chiesa.
Il pensiero di Manzoni

L'autore si colloca tra illuminismo e romanticismo; negli anni giovanili scrive delle opere che si ispirano al Neoclassicismo( corrente letteraria che riprende la cultura del mondo greco-romano).
Queste opere sono:
Il trionfo della Libertà, un poemetto (in versi) in cui esalta gli ideali della rivoluzione francese (libertà, uguaglianza, diritti di stampa e di parola).
In morte di Carlo Imbonati in cui esalta quest'uomo che era il compagno della madre e che per lui era come un padre, e immagina che Carlo gli appaia in sogno.
Dopo la conversione al cattolicesimo (1810) le opere di Manzoni cambiano e cambia la sua idea sulla letteratura. Al centro di queste opere c'è il problema del male che secondo Manzoni è radicato nella storia e nella vita degli uomini. Secondo Manzoni tutto ciò fa parte di un piano prestabilito di Dio (Manzoni la chiama Provvidenza) e che gli uomini non conoscono. Dopo la morte per lui c'è il vero riscatto perché anche i più sfortunati in terra vivranno nella gloria di Dio in cielo.
Manzoni in una lettera a Cesare d'Azeglio spiega che cosa per lui deve avere la letteratura: "l'utile per iscopo, il vero per soggetto e l'interessante per mezzo". Infatti le sue opere non hanno come scopo quello di divertire ma devono essere utili a chi legge e devono dare un insegnamento che può essere morale o di tipo politico.Nelle sue opere il contenuto deve rispecchiare la realtà e i fatti storici. Infine lo stile del autore deve essere accattivante.
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