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Alessandro Manzoni - Biografia e pensiero


La biografia di Manzoni è povera di avvenimenti esterni ma ricca di fenomeni interiori. Pare che il padre non fosse Pietro Manzoni, ma un altro uomo. Dopo che la madre si separò dal padre si recò a Parigi dove visse con Carlo Bonacci e in seguito anche Manzoni giunse nella capitale francese. In età adulta si convertì al cattolicesimo e secondo la tradizione questa conversione fu dovuta ad un evento particolare: la perdita della moglie che si smarrì mentre era insieme a Manzoni in una Chiesa e, dopo le preghiere del marito, fu ritrovata. Il pessimismo Manzoniano non è paragonabile a quello di Foscolo perché si tratta di un pessimismo morale e religioso: secondo il pensiero di Manzoni è l’uomo che causa il dolore nel mondo. Questo pessimismo non è di lunga durata perché Manzoni crede che l’uomo, aiutato dalla concezione cristiana della vita secondo la quale il bene e il male coesistono, possa uscire da questo stato di pessimismo. Manzoni è convinto che la recensione operata da Cristo sia stata fondamentale per la storia dell’uomo perché dopo la redenzione, pur rimanendo sulla Terra i malvagi, gli umili e i deboli possano trovare consolazione nella fede e nella preghiera. Il cristianesimo Manzoniano è attivo e particolare: da un lato prepara il credente all’abitudine alla vita dopo la morte, e sul piano concreto per la lotta alla libertà e alla giustizia su questa terra. Infatti nei promessi sposi, questo cristianesimo “azione” è rappresentato idealmente da padre Cristoforo e da altri personaggi come ad esempio l’Innominato dopo la conversione, mentre è reso oggetto di condanna il cristianesimo accomodante di Don Abbondio che non si fa prete per vocazione ma solo per trovare una sistemazione.
Mentre Manzoni scrive in modo realistico-oggettivo (non parla mai di sé nelle sue opere), nei testi di Leopardi emerge il senso soggettivo (nei suoi versi traspare la trascrizione di ciò che lo riguarda). Manzoni rifiuta le famose unità pseudo-Aristoteliche: luogo; tempo e azione e ammette soltanto quello di azione. Nella lettera sul romanticismo egli formula il principio fondamentale della sua poetica: afferma che la poesia e la letteratura deve avere l’utile come scopo in quanto la poesia deve avere un preciso scopo educativo; il vero per soggetto dato che la poesia deve trattare il vero storico e l’interessante come mezzo significa che l’argomento della poesia deve essere moderno e interessante. L’attività letteraria di Manzoni si divide in due parti: le opere prima della conversione e le opere mitologiche, nelle quali egli inserisce molti aspetti di carattere mitologico. Le opere dopo la conversione sono i testi Manzoniani più importanti tra le quali I Promessi Sposi sono la più famosa.. Un altro testo importante è “Inni sacri” che doveva celebrare le festività e i sacramenti della religione cristiana ed esso si divide in tre parti: la prima presenta il vero religioso; la seconda introduce l’immagine del vero storico; e la terza parla del vero psicologo. Gli inni sono quattro e tra essi “la Pentecoste” è il migliore. Tra la scrittura della pentecoste e gli inni precedenti, Manzoni aveva scritto altre opere e ciò gli ha consentito di approfondire la sua conversione. Dunque “La Pentecoste” presenta una certa maturità. Manzoni scrisse anche “le odi civili” tra le quali le più famose sono marzo 1821 e 5 maggio.
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