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Alessandro Manzoni

Nasce il 15 marzo a milano; suo padre Pietro è un nobile di 50 anni mentre la madre, Giulia Beccaria, è una giovane vivace e inquieta di 23 anni. Il matrimonio tra i due finisce presto e si separano legalmente, il padre resta a Milano, mentre la madre si lega sentimentalmente a Carlo Imbonati e con lui si trasferisce a Parigi. Il giovane Alessandro invece passerà da un collegio religioso ad un altro fino al 1801, anno in cui tornerà a vivere con il padre a Milano. In questo periodo a milano ci sono grandi fermenti politici e intellettuali, specie dopo le vittorie di Napoleone e Alessandro vive questo contesto ideologico e inizia la sua produzione letteraria con l’ode “ Del trionfo della libertà”. Manzoni stringe amicizia con Monti e Foscolo e scrive poemetti, sonetti e odi di ispirazione neoclassica. Dopo la morte di Carlo Imbonati e del padre eredita una cospicua eredità da entrambi e si trasferisce a Parigi dalla madre. Anche qui ha contatti con il mondo intellettuale parigino sempre di base neoclassica. Nel 1808 sposa Enrichetta Blondel, una donna di famiglia milanese benestante che in origine aveva un’impostazione religiosa di tipo calvinista, ma che presto si convertì al cattolicesimo. Anche Alessandro ebbe una crisi mistica e abbandonò l’ateismo per aderire al cattolicesimo, crisi che è contemporanea alla nascita della sua prima figlia Maria Giulia.
Dal 1812 al 1827 la produzione poetica di Manzoni è vasta: Inni sacri, Osservazioni sulla morale cattolica, Adelchi e Il Conte di Carmagnola ( due tragedie), marzo 1821, il 5 maggio, Storia della colonna infame, e inizia il primo abbozzo de I Promessi Sposi con il nome di Fermo e Lucia. Il romanzo, col tempo, sarà rivisto e corretto fino alla stesura definitiva nel 1840. Nel 1833 muore la moglie e dopo un anno anche la figlia Maria Giulia. Alessandro sposa in seconde nozze Teresa Borri Stampa. Il suo interesse sulla questione della lingua gli procura la nomina di presidente di una commissione governativa per unificare la lingua del paese. Muore a Milano nel 1873. Manzoni comincia a scrivere precocemente, ad appena 16 anni compone il poemetto “ Del trionfo della libertà” scritto come una visione allegorica contro l’oscurantismo religioso e la repressione reazionaria e come esperienza recente della rivoluzione francese.
Adda e Sermoni sono due poemetti nei quali c’è una denuncia della volgarità dei nuovi ricchi, uomini d’affari che si sono arricchiti con le espropriazioni durante la Rivoluzione. Un posto importante ha il carme” In morte di Carlo Imbonati”, compagno della madre, che Manzoni non aveva mai conosciuto di persona, ma immagina che gli appaia in sogno per lasciargli un testamento spirituale della ricerca del vero e della virtù. Dopo aver sposato Enrichetta Blondel e dopo la sua conversione si apre una nuova fase dei suoi scritti con “Gli Inni Sacri”. In quest'opera Manzoni aveva intenzione di celebrare tutte le ricorrenze liturgiche( Natale, Epifania, ecc) ma riuscì a terminare soltanto 5: la resurrezione, il nome di Maria, il Natale, la Passione, la Pentecoste. In quest'opera è chiaro l’entusiasmo religioso di un uomo che si è appena convertito, infatti, il cristianesimo è descritto come unica fonte di rinnovamento delle coscienze, capace di modificare il senso della storia e della vita degli uomini.
Manzoni si fa interprete dei sentimenti di una collettività cristiana con una poesia popolare, non solenne. Anche ne “ Osservazioni sulla morale cattolica” Manzoni descrive il ruolo della Chiesa che fa un uso distorto del percorso teologico e del cattolicesimo. L’ode “ marzo 1821” è dedicata alla speranza di liberare la Lombardia dagli austriaci, durante i moti del 21. Ma falliti i primi moti, Manzoni distrugge il testo. Lo riscriverà nel 1848 quando veramente l’insurrezione popolare porterà alla cacciata degli austriaci.
Manzoni attraversa tutto il periodo che va dall’epoca napoleonica all’unità d’Italia e per questo è considerato il massimo esponente del romanticismo italiano e del rinnovamento culturale e politico del periodo. Tutta la sua attività letteraria è segnata dalla sua conversione al cattolicesimo che lo porta ad ipotizzare la sua concezione di società fondata sul rispetto per il prossimo, il senso di solidarietà, e sul sentimento religioso. Manzoni esterna un pessimismo che vede nella storia dell’uomo un susseguirsi di azioni sbagliate fatte di follie e di violenza. Tutto ciò perché sugli uomini non brilla la luce della grazia di dio. Ma è soprattutto con il romanzo che l'autore opera una vera rivoluzione sia da un punto di vista letterario che linguistico. I promessi sposi sono un romanzo storico accessibile a tutti che tratta di morale, politica, ed economia. La lingua è popolare con inserimenti del dialetto, quindi adatta alla comunicazione immediata. Attraverso questo romanzo l'autore italiano ha avuto la possibilità di fare un quadro della società senza valori morali che molte volte con ironia egli sottolinea, per far riflettere. Tutti personaggi hanno delle caratteristiche riconducibili ad ogni uomo ( don Abbondio, don Rodrigo, la monaca di Monza, Lucia, Agnese, ma prima di tutti c’è l’importanza dell’innominato che con la sua conversione spinge i lettori a abbracciare la religione cattolica come salvezza dell’uomo.
La Pentecoste

E’ un’opera un po’ travagliata; la Pentecoste è la settima domenica dopo la Pasqua e ricorda la discesa dello Spirito Santo su Maria e sugli apostoli riuniti nel cenacolo ( avvenuta 50 giorni dopo la morte di cristo) Infatti, questo nome viene dal greco e significa cinquantesimo giorno. Dall’evento della Pentecoste gli apostoli trovarono la forza e il coraggio di diffondere la parola di Cristo nel mondo. Nella prima parte dell’inno Manzoni vuole chiarire il ruolo della Chiesa come unico mezzo per infondere speranza tra gli uomini e deve essere la base di ogni società giusta e armoniosa. La seconda parte è un invito ad abbracciare questa religione e questa fede perché si fonda su valori morali e spirituali e non su mondanità e frivolezze. La terza parte è come una preghiera corale in cui tutta la comunità dei fedeli invoca che si rinnovi il miracolo e che si affermino i valori cristiani per una felice e giusta convivenza. L’inno si conclude con il paragone del sole e del seme e c’è l’augurio che cristo sia consolazione per gli umili e avvertimento per i violenti; qui si manifesta il progetto morale di Manzoni fondato su principi umanitari di non-violenza, rispetto reciproco e solidarietà. Questo inno è stato scritto con l’intento di infondere speranza negli uomini e a rinnovare la presenza di dio nella vita di ognuno.
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