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La Pentecoste: analisi dell'inno sacro di Alessandro Manzoni


La Pentecoste di Manzoni è strutturata in una chiave molto più solida, il suo linguaggio è più efficace più espressivo, il tono è elevato, alto. È scritta in settenari, abbiamo 18 strofe di 8 settenari. In genere i periodi negli inni sono abbastanza brevi, la lettura non crea fatica al lettore, non risulta eccessivamente "pesante". Sono presenti molte fugure retoriche che non hanno una funzione esornativa, hanno la funzione di potenziare il messaggio di Manzoni.
Abbiamo all'inizio un'apostrofe alla chiesa, chiusa, nascosta nel cenacolo. Si può divedere in 3 parti:
-V 1/48: descrive la chiesa delle origini fino alla discesa dello spirito santo sugli apostoli.
-49/80: viene descritto l'inizio di una nuova civiltà basata sull'amore, grazie alla predicazione degli apostoli, che dopo la discesa dello spirito santo vanno in giro per il mondo a difendere la parola di Cristo. La chiesa è impegnata attivamente tra la gente. Con l'impegno della chiesa militante inizia una nuova fase.
-81/144 sarebbe la parte di riflessione morale e religiosa, c'è la preghiera che Manzoni rivolge allo spirito santo perché scenda benevolo su tutta l'umanità. Distribuendo i propri doni agli uomini, per migliorare e aiutare l'umanità.
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