Ominide 2537 punti
La Pentecoste di Manzoni- analisi del testo

La pentecoste è l’ultimo degli Inni Sacri, scritta da Manzoni,fu frutto di un lavoro durato dal 1817 al 1822. Le cinque strofe iniziali sono dedicate alla Chiesa e alla sua storia:
-nella prima strofa, la Chiesta alla quale il poeta si rivolge con l’apostrofe “Madre dei Santi” per meglio cogliere la sua dimensione militante: attivamente impegnata a custodire il messaggio di Cristo, è rappresentata come città terrena, immagine della città di Dio;
-nella seconda strofa, Manzoni allude naturalmente al sacramento dell’Eucarestia, descrivendo l’immagine della chiesa debole e segreta delle origini;
-nella terza strofa, soggetto principale è la sofferenza della passione, con la quale Cristo ha riscattato gli uomini dal peccato originale;
-nella quarta strofa vediamo una chiesa attenta unicamente al suo terrore, prima del giorno della Pentecoste. Il terrore è sottolineato dall’anafora dei vv. 30-31 “sol vigile / sol nell’oblio serena “;
-nella quinta strofa si nota come la discesa del divino sulla terra abbia dato inizio alla diffusione della parola di Cristo.
- “Tal risonò molteplice la voce dello Spiro: l’Arabo, il Parto, il Siro in suo sermon l’udì” scrive Manzoni nella sesta strofa. Egli sottolinea così, come la parola dello Spirito Santo pur essendo una, si espresse nelle varie lingue dei popoli cui si rivolse, menzionando io popoli di Arabia, Persia e Siria. La Chiesa diventa ora punto di riferimento per l’intera umanità e fonte della parola di Cristo che per suo tramite si diffonde tra gli uomini.
Nella decima nota si nota che la premessa di una vita eterna, guarisca la conquista di una nuova dignità interiore. L’intervento dello Spirito Santo si traduce in consolazione per gli umili e in terrore per i violenti. Manzoni, così come disse San Paolo, parla di una “Chiesa del dio vivente”, indicando come essa sia il luogo in cui la presenza di Cristo sulla terra diventa perpetua rivelazione. Il poeta attribuisce forza e validità alla preghiera corale per illustrare il ruolo della grazia divina che continuamente deve illuminare gli uomini. Per designare gli effetti della Grazia sulle menti umane, utilizza metafore tratte dalla natura che sottolineano l’energia della preghiera. Nella Pentecoste, il messaggio cristiano diviene autentico annuncio di giustizia e di libertà in senso romantico e democratico. Manzoni non vuole tanto mettere in luce gli aspetti dottrinali, teologici e dogmatici del cattolicesimo, ma piuttosto sottolineare l’importanza e gli effetti della fede nella vita degli uomini. Dal cristianesimo isola il filone evangelico, democratico ed egualitario, testimoniando così la continuità tra i valori illuministici della sua formazione e quelli nuovi, frutto della conversione. Quello che distingue la posizione di Manzoni dall’atteggiamento illuministico è però il rifiuto di una visione ottimistica del progresso e della ragione come strumento definitivo di liberazione dell’uomo dal pregiudizio e dalla sofferenza. Nella concezione manzoniana del mondo, la violenza e l’ingiustizia restano infatti componenti ineliminabili, se non prevalenti. Si tratta di una visione della storia che va compresa all’interno dell’orizzonte religioso e spirituale di Manzoni: il male del mondo è il naturale prodotto dell’imperfetta natura umana, che se non è sorretta dalla grazia divina è destinata a cadere.
Hai bisogno di aiuto in Vita ed opere di Alessandro Manzoni?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email