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Manzoni - opere

Manzoni comincia il suo apprendistato letterario ispirandosi ad Alfieri, Parini, Foscolo immettendovi molti temi illuministici.
Manzoni era immerso nell'Illuminismo familiarmente perchè la madre Giulia Beccaria, era la figlia di Cesare Beccaria, uno dei più grandi esponenti dell'illuminismo e Giovanni Verri, il presunto vero padre di Manzoni apparteneva alla cultura illuministica.
La prima vera opera di Manzoni è il carme "In morte di Carlo Imbonati" dedicato al compagno della madre Giulia Beccaria. In questa opera Manzoni dialoga con il defunto e delinea una serie di comportamenti morali, lo esorta a contemperare le passioni, ad accontentarsi di una vita sobria, a non farsi mai servo di altri, a non tradire mai la verità.
Dal 1810 avviene la svolta letteraria. Manzoni lo annuncia con una lettera a Fauriel dove gli dice che è molto scontento dei suoi versi e che ne farà di peggiori ma mai come quelli.
Tutto questo lo porta a tagliare i legami con la cultura illuministica ed esprimerà una riflessione sull'inattualità della mitologia dicendo che il poeta moderno non può usare la mitologia perchè non crede più negli dei pagani e nei valori che essi rappresentano, dunque cantarli ancora sarebbe una contraddizione. La poesia moderna deve esprimere i valori del suo tempo.
Gli Inni sacri sono poesie cristiane di natura corale orientate al recupero di forme e modelli arcaici. Tra gli Inni Sacri ci sono La Risurrezione, Il Natale, Il Nome di Maria, La Passione e La Pentecoste.
Con gli Inni Sacri Manzoni pone al centro della sua attenzione momenti e aspetti della liturgia e della dottrina cristiana.
L'ode del Marzo 1821 è dedicata al tema risorgimentale e riflette le speranze che si erano diffuse nel 1821 quando un' insurrezione, lasciava presumere una guerra di liberazione dell'Italia Settentrionale. Con Il cinque maggio Manzoni fa una riflessione sulla vicenda umana di Napoleone nel momento della sua morte(5 Maggio 1821 a Sant'Elena). Manzoni aveva evitato di unirsi agli altri poeti che avevano scritto di Napoleone quando era in auge oppure quando era in difficoltà.
Per questo Manzoni rivendica la sua coerenza morale di aver dedicato una poesia a Napoleone solo dopo la sua morte.
"Ai posteri l'ardua sentenza" è una frase con la quale Manzoni vuole dirci che rinuncia a rispondere alla domanda se quella di Napoleone fu vera a gloria lasciando ai posteri il compito di esprimere un giudizio storico.
I Promessi Sposi è un romanzo storico ambientato nella Milano del 1600 assediata dagli spagnoli e scritta nel 1800 durante i primi moti risorgimentali.
Dal 1821 al 1823 Manzoni scrive il "Fermo e Lucia" nella forma del romanzo storico con il quale voleva dare un esempio di lingua nazionale. Al centro delle riflessioni di Manzoni c'è la ricerca della verità e i modi con cui raggiungerla. Manzoni delinea un rapporto tra "vero storico" e "vero poetico" Con il "vero storico" Manzoni vuole raccontare le vicende che risultano dalla storia e dai documenti. Con il "vero poetico" Manzoni vuole capire i pensieri ed i sentimenti che i personaggi hanno provato prima di compiere un deternminato gesto. L'invenzione però deve accordarsi con la verità storica, senza falsificarla ne contraddirla.
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