kispy di kispy
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Biografia


Nacque a Milano nel 1785 dal Conte Pietro e da Giulia Beccaria, figlio di Cesare Beccaria, autore di “Dei Delitti e Delle Pene”. La madre si separò dal marito e si trasferì a Parigi. Manzoni trascorse la fanciullezza e la prima giovinezza nei collegi religiosi, poi raggiunse la madre, dove venne a contatto con gli ambienti culturali francesi. Sposò Enrichetta Blondel, donna cattolica. Anche il Manzoni, che influenzato dalle idee illuministe si era allontanato dalla fede, divenne un fervido credente. La sua conversione fu un travaglio interiore, fatto di studio e meditazione, simile all’”innominato”(personaggio dei Promessi Sposi). Manzoni restò sempre fedele all’ortodossia cattolica e del giansenismo apprezzò solo il rigore morale e le idee democratiche. Dopo gravi lutti familiari, morì nel 1873 a Milano.

Pensiero


Ebbe una concezione dolorosa della vita. Il suo pessimismo, però, non è di natura filosofica come quello del Foscolo e del Leopardi, che nasce dal contrasto tra concezione meccanicistica della vita e ansia dell’assoluto. Il suo è un pessimismo di natura morale, perché coinvolge la responsabilità individuale dell’uomo, il quale, pur comprendendo la negatività del dolore e del male, ama causarli agli altri. La storia è piena di episodi di egoismo, violenze e ingiustizie. Tale pessimismo viene superato dal Manzoni con la concezione cristiana della vita, secondo la quale la natura umana, pura e perfetta al momento della creazione, in seguito al peccato originale, divenne fragile e debole, esposta alle passioni; ma essa, per il senso innato della propria dignità è anche ansiosa di ristabilire dentro di sé l’armonia perduta, che si può raggiungere con la redenzione. La redenzione è considerata dal poeta il momento fondamentale della storia umana, perché il divino discende nell’uomo illuminandolo, purificandolo e fortificandolo. Perciò la vita è un impegno a combattere per vincere il male che opprime il mondo. Da ciò deriva il carattere particolare del cristianesimo manzoniano: un cristianesimo attivo, caratterizzato sul piano morale nella scelta continua tra il bene e il male e sul piano politico nella lotta per la libertà e giustizia. Questo cristianesimo lo troviamo nelle figure di Padre Cristoforo, l’Innominato, il Cardinale Federico, mentre è condannato il cristianesimo quietistico di Don Abbondio, che rinuncia alla lotta.

Il romanticismo di Manzoni


Fu Manzoni ad imprimere al Romanticismo quel carattere moderato, educativo, morale, patriottico e civile. Il poeta rientra perfettamente nel Romanticismo per la sua concezione della poesia, come rappresentazione del vero e rifiuto della mitologia, regole e poetica classica; per la soluzione alla questione della lingua, che deve essere chiara, semplice, popolare; per le idee politiche e sociali, perché sostiene una patria libera, indipendente, elevando gli umili come protagonisti di un opera d’arte, dotati di una notevole ricchezza interiore.

Svolgimento della religiosità manzoniana


Nella religiosità manzoniana, distinguiamo tre momenti:
1. Cristianesimo celebrativo, rappresentato poeticamente dagli Inni Sacri, dove vengono celebrate le feste liturgiche della Chiesa;
2. Cristianesimo elegiaco, dove la meditazione sugli orrori della storia porta il poeta alla condanna della violenza, ad una visione pessimistica della vita e sfiducia nella lotta per un mondo migliore. Questo momento è espresso nelle Tragedie, dove i protagonisti sono vittime innocenti della malvagità e trovano la pace con la morte e la vita nell’aldilà;
3. Cristianesimo agonistico o dell’ottimismo cristiano, che impegna il cristiano a collaborare con Dio per instaurare, anche nella vita terrena, il regno della libertà e giustizia. Questo momento è rappresentato poeticamente dalla Pentecoste, Odi Civili e Promessi Sposi, in cui gli umili non subiscono passivamente la violenza, ma reagiscono sorretti dalla fede nella Provvidenza e nella giustizia di Dio.

Manzoni e l’illuminismo. Il cattolicesimo liberale


Dell’Illuminismo Manzoni fece suoi i principi di libertà, uguaglianza, giustizi e progresso e soprattutto il concetto di letteratura-azione, intesa come promotrice di educazione morale e spirituale dei popoli.
Gli insegnamenti del Vangelo non contrastavano nemmeno con i principi della democrazia liberale, perché il cristianesimo autentico è religione di libertà, fondato sul rispetto della persona umana e i suoi inalienabili diritti, quindi si pone contro ogni tirannide. Come cattolico liberale ritenne che la chiesa del sue tempo non poteva schierarsi con i monarchi assoluti nella lotta contro il liberalismo, ma doveva rinunciare al potere temporale. Per aver tenuto diviso il potere politico da quello religioso, Manzoni poté essere sia liberale e democratico in politica che credente nella religione.

Manzoni e il risorgimento


Manzoni non partecipò direttamente alle lotte del Risorgimento, ma esortò gli italiani, mediante i propri scritti, a combattere per la libertà e l’indipendenza della patria. Il poeta, però, rientra nella letteratura del Risorgimento, sia direttamente con opere di ispirazione patriottica e civili come l’Ode del marzo 1821, sia indirettamente con le opere dottrinali. In questo senso si colloca tra i poeti patriottici (Rossetti, Mameli ecc.), ma con una propria fisionomia. Infatti, mentre le poesie patriottiche del Risorgimento hanno un carattere polemico e violento, di odio contro gli oppressori, nella poesia del poeta troviamo la compostezza e la moderazione di un animo cristiano, che parla alla ragione e sentimento di tutti i popoli civili, perfino degli stessi oppressori. Il contributo più alto al Risorgimento fu la creazione di una prosa nuova, agile, semplice e popolare, che facilitò l’unificazione spirituale e culturale della nazione.

La poetica


È incentrata sul principio dell’arte come rappresentazione del vero ed è alla base del filone realistico-oggettivo del Romanticismo italiano. Tale poetica è organica e coerente con la sua concezione cristiana.
La prefazione al conte di Carmagnola
In quest’opera Manzoni rifiuta le unità aristoteliche di luogo e tempo della tragedia e ammette solo l’unità d’azione, inteso come complesso organico di avvenimenti di un pezzo di storia. Particolare importanza hanno i cori, che non sono parti integrandi dell’azione come nel mondo greco, ma momenti lirici in cui il poeta esprime il suo sentimento. Infine qui affronta il problema della moralità dell’arte drammatica, ritenendo che se l’arte ha un contenuto umano e religioso non può essere corruzione, ma elevazione morale di un popolo.

La lettera al monsieur Chauvet


Il poeta prendendo spunto dalla sua convinzione che le unità aristoteliche sono contrarie alla verità dei fatti, definisce il rapporto tra storia e poesia. Storia e poesia hanno in comune il vero dei fatti, ma lo trattano in modo diverso. La storia indaga criticamente gli avvenimenti, studiandone cause, svolgimento ed effetti, senza considerare i sentimenti dei protagonisti. La poesia, invece, sullo sfondo del vero storico, interpreta il verosimile psicologico e sociale, ossia i sentimenti con cui i popoli hanno vissuto gli eventi. Infine mette in evidenza la Provvidenza che opera nella coscienza individuale e collettiva. Il vero e il verosimile hanno pari dignità e si integrano. Per questo la poesia del Manzoni è oggettiva, positiva e democratica e non lirica, solitaria e individualistica come quella del Foscolo e del Leopardi.
La lettera sul Romanticismo al marchese D’Azeglio
Nella prima parte dell’opera il poeta spiega che rifiuta la mitologia, l’imitazione e la retorica classica perché nocivi alla sincerità dei sentimenti. Nella seconda parte formula il principio fondamentale della sua poetica, la poesia e la letteratura deve proporsi l’utile per scopo, il vero per soggetto, l’interessante per mezzo. L’utile per scopo, significa che la poesia deve mirare ad educare ed elevare spiritualmente il popolo, tramite la presenza operosa della Provvidenza nella storia. Il vero per soggetto, significa che la poesia deve trattare il vero storico, arricchito dal vero psicologico sociale e religioso (il verosimile). Nell’interessante per mezzo, l’argomento della poesia deve essere attuale popolare, interessante ed utile.

Il discorso sul romanzo storico


In quest’opera il rapporto tra storia e poesia gli appare non più d’integrazione reciproca, ma opposta ed incompatibile. Separando il vero storico dal verosimile, egli intuì la diversità della poesia ma non la sua autonomia, perché il vero fantastico è radicato nell’umanità dello scrittore e della sua cultura.

Le opere giovanili


Nelle poesie giovanili l’autore è un principiante che imita i poeti classicheggianti del suo tempo, come Parini, Alfieri, quindi è illuminista e neoclassico. Interessante è solo il carme In Morte di Carlo Imbonati, in endecasillabi sciolti, dove il poeta immagina che l’amico morto gli appare in sogno per dargli dei consigli per l’avvenire e per esortarlo ad un impegno morale e letterario a cui egli restò fedele. Le opere posteriori alla conversione sono: Gli Inni Sacri, Odi civili, I cori delle tragedie, le Tragedie e i Promessi Sposi.
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