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La concezione della letteratura [post conversione]


La concezione della letteratura [post conversione]


La storia è fatta dal popolo, tutti con le proprie azioni contribuiscono alla creazione di essa. Il contenuto della letteratura è relativo al vero, che può essere o il vero religioso o il vero laico. La letteratura manzoniana ha come scopo l utile, ovvero l insegnamento morale da dare ai lettori e l interessante come mezzo (ricorda Tasso). Manzoni avverte l esigenza di ampliare il pubblico, quindi decide di rivolgersi al popolo, ovvero alla classe media. Quindi, Manzoni propone l utilizzo di una lingua più semplice e più vicina alla lingua parlata. Inoltre, egli fa uso di versi più brevi come i settenari, gli ottonari e, al massimo, i decasillabi, ciò conferisce un ritmo più incalzante alla narrazione.

L esigenza di una nuova letteratura viene espressa in una lettera che Manzoni scrive a Cesare D Azzeglio nel 1823, dove descrive i canoni del bello, dell utile e dell interessante. In un altra lettera che scrive a Monsieur Chauvet, Manzoni precisa la differenza tra storia e poesia. Secondo Manzoni, il poeta non soltanto riporta gli avvenimenti ma cerca anche di indagare sui sentimenti, sulle passioni che spingono gli uomini ad agire in un determinato modo.

Opere prima della Conversione


-Urania: poemetto di stampo classico che ricalca i temi trattati da Foscolo nelle Grazie o da Vincenzo Monti

nella Musogonia. In quest opera viene esaltata la bellezza vista come civilizzatrice: grazie alla nascita di

queste dee, gli uomini si liberavano dagli istinti felini e si elevavano spiritualmente dando inizio alla civiltà.

-Carme scritto in morte di Carlo Imbonati: Manzoni considera quest uomo come un vero esempio da seguire e

gli insegnamenti che da egli ricava sono:

• l esortazione a trattare sempre il vero ( ’non tradire mai il vero’’);

• o seguire ai i vizi;

• riflettere e meditare;

• non deridere la virtù.

Opere successive alla Conversione


-Inni Sacri - Nel progetto originario dovevano essere 12 componimenti, ma Manzoni ne scrive solo 5. I primi quattro ( Il Natale”, La passione’’, La resurrezione” e In nome di Maria”) vengono scritti tra il 1812 e il 1815. Il quinto componimento è la Pentecoste, il quale viene scritto nel 1823 e rappresenta la produzione più matura di Manzoni, poiché nello stesso periodo scriverà anche le tragedie ed il Romanzo. Manzoni inizia a scrivere anche un sesto inno, Ogni Santi, che però resterà incompiuto.

Negli Inni Sacri ritroviamo tutte le proposte di innovazione della poetica manzoniana perché, innanzitutto, trattano del vero. In questo caso, il vero è inteso come vero religioso e, quindi, gli Inni hanno come oggetto le festività liturgiche dove Manzoni si fa interprete della gioia del tripudio che investe tutta la comunità dei cristiani in occasioni di queste feste. Quindi non è una poesia lirica in quanto il soggetto non è l Io lirico o il poeta singolo ma l intera comunità cristiana. Nella maggior parte dei casi fa uso dei settenari che conferiscono un ritmo incalzante. La poesia sembra essere più simile alla prosa. Gli Inni Sacri presentano una struttura tripartita:

• Prima parte: enunciazione del tema;

• Seco da parte: espressione della tematica vera e propria;

• Terza parte: analisi delle conseguenze che quell evento ha determinato sulla comunità.

La Pentecoste, anche se segue questa struttura, dedica uno spazio maggiore alla terza parte, ovvero alla conseguenze che potrebbero determinare una ridiscesa dello Spirito Santo sulla comunità dei fedeli.

-Le odi civili e patriottiche - Manzoni passa dalla trattazione del vero religioso alla trattazione del vero storico, infatti in queste odi parla di avvenimenti storici realmente accaduti. Tra le odi più importanti ricordiamo Marzo 1821 , scritta in occasione dei moti rivoluzionari lombardi del 20-21, dove viene presentata la sommossa del popolo che aspetta l aiuto dell esercito piemontese, e il V Maggio scritta per la morte di Napoleone.

Nell opera si nota un interpretazione quasi provvidenzialistica della storia: nella prima ode c è Dio che quasi sostiene la ribellione perché si combatte contro l oppressione in nome della libertà e nella seconda ode viene nuovamente rappresentato il concetto di provvida sventura.

In queste odi abbiamo la rivoluzione delle forme, quindi il vero come oggetto, l interessante come mezzo e l utile come scopo.

Nella prima opera Manzoni si fa interprete e diffonde gli ideali del Risorgimento, quindi un insegnamento civile e politico. Nella seconda opera c è un insegnamento più morale, relativo proprio alla morale napoleonica. I metri scelti sono sempre i settenari.

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