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Alessandro Manzoni

Il caposcuola del nostro romanticismo nacque a Milano il 7 Marzo 1785 da Pietro Manzoni e da Giulia Beccaria, figlia del celebre giurista Cesare Beccaria. I rapporti tra i suoi genitori furono difficili tanto da arrivare alla separazione. Dopo la separazione Giulia convisse con il conte Carlo Ingonati, prima a Londra poi a Parigi. Alessandro fu messo a 6 anni in un collegio presso i frati somaschi di Melate, poi a Lugano e più tari presso il Bernabiti di Milano. La formazione culturale di questi anni fu influenzata, più che dai suoi maestri, dalle tradizioni razionalistiche, imministriche e anticredicali della famiglia materna, dalla conoscenza di scrittori e si esculi napoletani come lo monaco e cuoco. Nella capitale lombarda e l'integrità morale proveniente dalla conoscenza della vita e delle opere di Giuseppe Parini. Di ispirazione Giacobina, libertaria, e antichiramica fu la sua prima composizione ''Il trionfo della libertà'' (1801), nel 1805 morì Carlo Bonati e Alessandro raggiunse la madre a Parigi entrando in contatto con gli ultimi illuministi atei, sensisti in filosofia e Giacobina in politica. Molto irrivelante per noi fu l'amicizia con Claud Fauriel, seguace del storicismo che apprese l'amore per la scrupolosa indagine della realtà storica al quale ebbe per lungo tempo una corrispondenza epistolare su questioni di politica e letteratura linguistica. Risale a questo periodo il carne e morte di Carlo Ibbonati (1806), in cui sono chiari gli atti insegnamenti morali del Parini. Il carme rivela dicatezza per la morale corrente, ma nel contento afferma che il sommo fine della poesia è la testimonianza della verità, del giusto. Nel 1808 sposò Eichetta Blondel, figlia di un banchiere ginevrino di origine condinista. Il matrimonio segnò l'inizio del travaglio spirituale che portò il poeta dal razionalismo illuministico alla religione cattolica alla quale si era convertita sua moglie sotto guida spirituale del sacerdote genovese. La congrezione (1810) fu senz'altro l'avvenimento più importante della sua vita. In Manzoni, dopo aver abbracciato la fede cattolica, non rinegò gli ideai illuministici di libertà, di uguaglianza, di fraternità di giustizia. Dalla travata la religione casi a base di questi principi la fede e non l'astratto nazionalismo la certezza dell'intervento del divino nella storia di un uomo. La conversione coincise il suo grande periodo creativo che va dal 1818 al 1827.
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