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La paura di Guy de Maupassant

La paura di Guy de Maupassant


Il protagonista del racconto si trovava come passeggero in un treno della compagnia ferroviaria Paris-Lyon-Méditerranée partito da Parigi e che era diretto con grande probabilità verso la città di Marsiglia. Di fronte a lui c'era un viaggiatore che scrutava il finestrino. Era notte, l'aria era assai torrida e i passeggeri non riuscivano a vedere il paesaggio circostante. A un certo punto però videro dal finestrino due uomini in piedi attorno a un fuoco che si ergeva nel bosco. I due uomini con la barba lunga si accorsero di essere stati osservati nel cuore della notte, mentre attorno a loro un fuoco ardente e minaccioso bruciava gli alberi e la vegetazione circostante.
Il vecchio passeggero e il protagonista iniziarono ad avere una conversazione tra di loro. L'anziano signore disse di essere rimasto veramente stupito di avere visto due uomini attorno a un fuoco appiccato in un'ora così singolare della notte estiva e dominata dall'aria fortemente torrida. Tra i due compagni di viaggio quindi iniziò un vero e proprio dialogo vertente proprio sul tema della paura e tutto quello che questa provocava e suscitava in loro dal punto di vista emozionale. Il protagonista non riusciva a inquadrare quale fosse la professione dell'anziano compagno di viaggio, ma di sicuro aveva capito che fosse un personaggio molto istruito.

La conversazione tra i due vertette sul sovrannaturale, sul mistero che avvolgeva la vita umana. Continuarono a parlare della paura, del brivido che si prova nel vivere certe esperienze della notte. Essi sostenevano che il sentimento di paura vera e propria stesse sparendo dalla faccia della terra. Continuarono a ricordare l'evento che videro fino a poco prima. Continuarono a parlare del medesimo argomento, citando un racconto descritto dal russo Turgenev relativo a un episodio di caccia in cui fu coinvolto in Russia. Egli affermò di essere stato sfiorato da un essere mostruoso che non sapeva se definire somigliante a un uomo o a una scimmia. Egli iniziò ad avere paura dell'essere mostruoso che vide, pertanto iniziò a nuotare nel fiume, venendo inseguito da questo essere mostruoso. Turgenev giunse verso la riva e iniziò a correre inoltrandosi nel bosco, cercando di fuggire dall'essere pauroso che lo seguiva. Il mostro altri non era che una donna che viveva nel bosco ormai da trent'anni. Turgenev finì il racconto, dicendo che in quell'occasione ebbe una grande paura di chi stava davanti a lui. Il discorso tra i due viaggiatori in treno continuò intorno al tema della paura. Uno dei due interlocutori introdusse anche un altro racconto, descrivendo quindi gli Oceani che definiva molto minacciosi e grandi, infestati da anime mostruose. Egli avrebbe voluto incontrare qualcuno sul suo cammino, ma non vide nessuno nel suo passaggio. Una volta a terra iniziò a sentire soltanto un rumore presente nel paesaggio circostante, pareva un rumore di una carriola che se ne andava verso il mare trainata da qualcuno. Il sentimento di angoscia provato dall'interlocutore crebbe sempre di più. Dopo aver finito il racconto, descrissero l'odore attorno a loro fuori dal treno che altro non era che l'odore della terribile malattia del colera, definito come un essere inesprimibile, un nemico misterioso e difficile da combattere.

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