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racconto del lupo mannaro, storia


Recensione de Il racconto del lupo mannaro di Tommaso Landolfi


I protagonisti della storia non tolleravano la presenza della luna, in quanto questa causava la fuoriuscita dalle tombe di esseri sfigurati, come per esempio delle donne che si trovano avvolte in sudari di colore bianco, oppure si vedevano per aria delle ombre di colore verde. La luna inoltre costringeva i protagonisti della storia a latrare e a rotolarsi in dei luoghi molto umidi. Inoltre chiunque passava davanti a loro poteva, in una notte di luna, essere sbranato. Quindi essi non sopportavano la luna, in quanto gli effetti su di loro erano devastanti.
In una notte di luna come altre, il protagonista stava seduto nella cucina, il posto in cui la luna si rifletteva di meno, quando all'improvviso giunse l'amico con uno strano oggetto in mano. Il protagonista gli chiese di che cosa si trattasse e lui gli rispose che si trattava della luna che lui stesso aveva catturato.
Seguì un discorso tra i due amici. Uno dei due si propose di "ammazzare" la luna, ma l'altro affermò che questa avrebbe trovato il modo di rinascere e in qualche modo di ricostituirsi, brillando la notte nel cielo. Quest'ultimo aggiunse anche che sarebbe stato sensato farla passare sotto la cappa, in quanto divenendo nera essa avrebbe smesso di tormentarli con il suo splendore accecante in cielo. La lasciarono dunque far passare sotto la cappa, ma presto essi sentirono un rantolio, come se la luna avesse davanti a sé il passaggio ostruito. Ad un certo punto però non si sentì più nulla. Nel frattempo dalla cappa riprese a circolare fuliggine come in precedenza. I due amici a quel punto decisero di uscire fuori per vedere la situazione, osservarono il cielo e riscontrarono che vi fosse traccia solo delle brillanti stelle, mentre della luna non si scorgeva nemmeno l'ombra. Contenti decisero di rotolarsi liberamente nell'umido terreno. Per mesi in cielo non vi fu traccia della luna. In realtà questa era presente nella notte stellata, ma era nera a causa della fuliggine della cappa che l'aveva coperta.
Un giorno essa ricomparve tutta nera e più arrabbiata del solito: i due amici quindi non si erano affatto liberati di lei, anzi ne avevano soltanto aumentato la rabbia a causa del loro gesto. Piano piano riuscì a liberarsi dalla nera fuliggine che la ricopriva, diventando di volta in volta più chiara e splendente sul cielo. La luna però non manifestò la sua ira e i due amici in fondo compresero che non era colpa sua se essi erano costretti a trasformarsi continuamente.
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