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Che cos'è l'intreccio in un racconto


Nell'ambito di un racconto l'intreccio è uno degli aspetti più importanti. Consiste nel complesso degli eventi presenti all'interno di un'opera narrativa letteraria. Si tratta di eventi che presentano ovviamente una sequenza cronologica e causale a seconda ovviamente delle decisioni prese dall'autore della narrazione medesima ovviamente.
Quest'ultimo infatti può decidere di stravolgere l'ordine cronologico degli eventi che vengono raccontati all'interno del suo elaborato.
Un esempio di modifica che l'autore può effettuare è senz'altro quello che consiste nel creare una prolessi, ovvero quell'artificio mediante il quale egli anticipa ai suoi lettori degli eventi che avverranno solo successivamente; un altro esempio di modifica all'interno di una storia raccontata è rappresentato dall'analessi che è quell'elemento narrativo secondo cui viene posticipata la descrizione di eventi che sono avvenuti prima di quanto si sta raccontando.

Che cos'è invece la fabula in un racconto


La fabula invece è quell'insieme di eventi che invece seguono un ordine di tipo logico-cronologico, dando vita a una storia da raccontare; la fabula è in contrapposizione all'intreccio - elemento sopra descritto - che invece offre la possibilità al narratore di stravolgere l'ordine cronologico della narrazione, potendo intervenire come meglio crede a seconda delle sue esigenze narrative. Come detto, le scene della narrazione seguono un loro ordine di natura cronologica e logica a seconda di come un autore ha voluto organizzare una determinata storia.
L'autore può sia decidere di mantenere l'ordine naturale degli eventi che vengono narrati sia di stravolgere completamente la storia e di inserire degli elementi speciali, come ad esempio la suspence che consisterebbe nel generare nel lettore un senso di incertezza e ansietà dando alla storia raccontata dei risvolti, dei finali e degli esiti inaspettati. Questo elemento viene utilizzato tantissimo nelle opere narrative, cinematografiche e teatrali. L'obiettivo della suspence ad esempio è in particolar modo quello di tenere il lettore incollato alla storia che sta leggendo. Nelle narrazioni per ragazzi magari si ricorre a delle fabule più semplici, proprio perché si prende in considerazione il tipo di pubblico molto giovane a cui ci si sta rivolgendo. La fabula può essere a sua volta divisa in sequenze, ovvero in delle unità testuali che godono di una vera e propria autonomia nell'ambito del contenuto e della sua sintassi. Esistono a tal proposito delle sequenze di vario tipo, come ad esempio: sequenze narrative, sequenze descrittive, sequenze riflessive, sequenze dialogate, sequenze di tipo espressivo, ecc...



La fabula si articola in uno schema di tipo logico che si articola in ben cinque fasi, che sono:

1- la situazione iniziale che consiste nella presentazione dei vari personaggi della storia, dei luoghi descritti, ecc...In questa fase la vicenda non è ancora iniziata generalmente. Se non è presente la situazione iniziale nell'ambito della narrazione e i personaggi sono già al centro della scena, significa che la narrazione è in "medias res";
2- la rottura dell'equilibrio che è quella parte narrativa in grado di introdurre un evento imprevisto che destabilizza l'equilibrio iniziale della storia che viene raccontata;
3- l'evoluzione della vicenda che consiste nell'introduzione di quegli eventi, definiti anche peripezie, che sono in grado di sconvolgere completamente l'esistenza dei personaggi della storia. Queste peripezie possono sia stravolgere in senso negativo l'esistenza dei personaggi sia creare delle situazioni rosee per la loro vita;
4- lo scioglimento che consisterebbe nel finale della storia narrata. Il finale può essere sia negativo sia positivo e serve a creare comunque un equilibrio finale. Se lo scioglimento non è presente come elemento, allora si dice che la narrazione presenta un finale aperto;
5- la situazione finale che consiste nel raccontare gli eventi futuri dei personaggi, successivamente al finale della storia.

Il mio sconosciuto fratello


Ecco un esempio di storia inventata:

"Sono passati circa cinque anni da quella sera di primavera “che mi fece conoscere mio fratello”, ma il ricordo è così presente in me che è come se fosse successo ieri. Era, come ho detto, una sera primaverile, io avevo appena raggiunto l’età per guidare l’automobile. I miei genitori mi comunicarono che si sarebbero trasferiti e che se io volevo restare in quella casa, potevo rimanerci, ma con un persona. Io accettai. Il giorno del trasferimento portarono a casa un ragazzo, di poco più grande di me e mi dissero, con apparente tranquillità <<Lui è tuo… fratello!>>. Io rimasi come pietrificata, quello che avevo di fronte era proprio mio fratello, ma io non lo avevo mai visto nella mio vita. Ora sono cinque anni che viviamo insieme e non è solo il mio sconosciuto fratellastro, ma anche il mio migliore amico, che solo questa sera di Natale si è confidato con me e mi ha raccontato il perché della sua assenza. Non era colpa sua. Era stato portato via, in un altro paese, appena nato e mio padre non ebbe notizie di lui per molto tempo."

Per approfondimenti, vedi qua:
Novella e racconto
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