Sallustio
Nome completo: Gaio Sallustio Crispo
Data di Nascita: 86 a.C.
Luogo di Nascita: Amiterno, Sabina
Data di morte: 35 a.C.
Estrazione sociale: famiglia plebea abbastanza agiata

Vita
58 a.C. – Intraprende il cursus honorum, schierato dalla parte dei populares
50 a.C. – È espulso dal Senato con l’accusa di probrum (immoralità)
Raggiunge Cesare alla fine della campagna in Gallia e rimane al suo fianco durante la guerra civile (49 – 45 a.C.)
49 a.C. – È reintegrato in Senato grazie a Cesare
46 a.C. – Cesare sceglie Sallustio come primo governatore della Numidia
45 – 44 a.C. – Accusa di concussione, viene ancora una volta salvato dal processo grazie all’intervento di Cesare.
Dopo la morte di Cesare si ritira a vita privata nella villa di Cesare a Tivoli e si dedica all’attività storiografica.

Tutte le opere di Sallustio sono state scritte fra il 45 e il 34 a.C.

Stile
- Brevitas – concisione e concentrazione del massimo dei concetti nel minimo di parole
- Variatio – tendenza a rifiutare la simmetria degli enunciati e le soluzioni linguistiche più prevedibili

De Catilinae coniuratione

Monografia - racconto di un unico fatto svoltosi in un periodo di tempo limitato: 64 – 62 a.C.

Sallustio racconta quello che è stato un momento emblematico della crisi della Repubblica Romana e della disgregazione sociale che ne è seguita descrivendo dunque la congiura secondo una prospettiva più ampia, che coglie nel singolo fatto la crisi dell’intera Repubblica.
II guerra punica - causa primaria della corruzione di Roma secondo Sallustio.
Roma inizia a perdere i valori che l’avevano resa grande e i costumi tradizionali vengono meno.

Struttura
I parte – Proemio e ritratto di Catilina
Excursus iniziale – sintesi della precedente storia di Roma
II parte – La congiura viene sventata e Catilina è dichiarato nemico della Res Publica
Excursus centrale – Considerazioni sulle condizioni politiche e sociali di Roma prima della congiura
III parte – Fase terminale, si conclude con la battaglia di Pistoia e la morte di Catilina

Catilina
Sallustio inaugura la tradizione del ritratto del personaggio come modello equo: il ritratto presenta i caratteri morali del personaggio mettendone in risalto la grande contraddizione fra qualità fisiche e depravazione dell’animo.

Nel contesto del degrado morale e della corruzione dei costumi di Roma, Catilina è un exemplum di malvagità, ma dà prova di grande coraggio morendo in battaglia e riscattando la sua malvagità grazie alla propria coerenza.

Bellum Iugurthinum

Argomento: guerra sostenuta da Roma in Africa dal 111 al 105 a.C. contro Giugurta, re della Numidia

Giugurta
Il personaggio di Giugurta è una figura dinamica, che si viene definendo nel corso dell’opera. Egli viene descritto come un giovane di grande energia fisica e intellettuale che si batte valorosamente al fianco dei Romani sotto Numanzia.
Ma dopo la morte del re Micipsa, Giugurta imbocca la strada del delitto e della corruzione e diventa un nemico molto astuto e ostinato per Roma. Ma Giugurta appare sempre tormentato dall’impulso al delitto e dalla preoccupazione per le conseguenze.

La funzione della storiografia
Sallustio si dedica alla storiografia quando le circostanze lo costringono ad allontanarsi dalla vita politica: dopo aver sperimentato le bassezze della politica, se ne ritrae disgustato e sceglie di proseguire nella storiografia in modo imparziale.
Nei proemi delle sue opere Sallustio legittima l’attività storiografica e intellettuale rispetto alla tradizione romana che considerava di maggiore importanza la carriera politica: l’autore rivendica la dignità dell’opera dello storico in quanto attività dello spirito e la sua utilità, poiché essa spinge all’emulazione delle grandi imprese antiche.
Per tale processo di legittimazione egli parte da premesse filosofiche, ovvero dal tema platonico del dualismo dell’essere umano, composto di anima e corpo: la prima è di origine divina e il corpo, che è di natura mortale e accomuna l’uomo agli animali, deve obbedire all’anima. Viene quindi proclamata la superiorità dell’anima sul corpo, in quanto è da essa che partono le occupazioni più nobili ed elevate, portatrici di fama, che trascendono i limiti mortali della vita umana.

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