Ominide 2892 punti

Orazioni deliberative di Cicerone:

1)Pro lege Manilia (de impero Gnei Pompei): Cicerone è in questo momento pretore. L’orazione è tenuta davanti al popolo a favore di una proposta del tribuno Manilio che assegnava a Pompeo poteri straordinari per la guerra contro Mitridate in Oriente. Nella parte centrale inserisce un grandioso elogio di Pompeo che ha tutte le qualità per essere un summus imperator. I successi militari di Mitridate minacciavano gli interessi finanziari dei cavalieri. La proposta del tribuno Manilio era appoggiata dai populares e dai cavalieri ma era osteggiata dal senato (perché il senato vedeva la concessione di poteri straordinari a Pompeo un pericolo). Cicerone insiste sui vectigalia (tasse provenienti dall'Oriente). Quest'orazione rappresenta il massimo punto di avvicinamento di Cicerone alla politica dei populares.

2)De lege agraria: consta di 3 orazioni contro una proposta di riforma agraria presentata da un tribuno della plebe. La riforma agraria consiste nella restituzione dell’ager publicus (cioè, dei terreni di proprietà dello stato di cui si erano impossessati i grandi latifondisti dai Gracchi in poi). Cicerone si schiera con gli optimates, cioè, i latifondisti che sarebbero stati danneggiati dalla legge. La legge fu ritirata.

3)Catilinarie: sono 4 orazioni pronunciate tra novembre e dicembre 63. La prima e la quarta davanti al senato, la seconda e la terza davanti al popolo. Sul piano stilistico spicca la prima catilinaria che è quella con cui Cicerone attacca Catilina in Senato e quella dove utilizza la prosopopea della partia. Tutti gli strumenti stilistici e retorici sono stati utilizzati per coinvolgere emotivamente il popolo con un vigore e una veemenza trascinanti.


4)De provinciis consularibus: è tenuta in senato. È un'orazione a favore della proroga dell’imperium di Cesare in Gallia. Cicerone sente il bisogno di giustificare la richiesta di Cesare contraria alle leggi vigenti e afferma che Cesare con la sua impresa sta provvedendo a difendere gli interessi dello stato e che questo deve passare al di sopra di tutto. La provincia è assegnata a un magistrato.

5)Orazioni Cesariane (sono giudiziarie): Quando scoppia la guerra civile Cicerone appoggia Pompeo, consapevole che lo stato romano ne sarebbe uscito indebolito in ogni caso. Dopo la battaglia di Farsalo (vittoria di Cesare) abbiamo un accostamento di Cicerone a Cesare, nel senso di difesa di alcuni partigiani di Pompeo:

-Pro Marcello: è un discorso di ringraziamento a Cesare per il perdono concesso a Marcello, un illustre pompeiano in esilio. Cicerone in questa orazione rivolge a Cesare consigli per una restaurazione del tutto improbabile per istituzioni repubblicane.

-Pro Ligario: è un altro pompeiano in esilio accusato di perduellio (delitto capitale contro lo stato) questo per essersi accordato con il re di Numidia, Giuba. Cicerone elogia Cesare presente nel foro mentre lui parla e ne esalta la clemenza.

-Pro rege Deiotaro: è un'orazione in difesa di Deiotaro, re della Galizia (Asia minore), accusato di aver attentato alla vita di Cesare. Si svolge in casa di Cesare. È evidenziata la clemenza di Cesare.

6)Filippiche: hanno l'intento di far dichiarare Antonio (che era console nel 44) nemico pubblico. La seconda che è la più violenta di tutte fu scritta da Cicerone, ma non fu mai pronunciata. Fu scritto come pamphlet, cioè come satira pesante. Finge di pronunciare questa orazione in presenza di Antonio e lo presenta come un ladro di denaro pubblico, un ubriacone che vomita in tribunale. "Filippiche" deriva da un accostamento che Cicerone fa in una lettera a Bruto con le orazioni di Demostene contro Filippo di Macedonia.

Hai bisogno di aiuto in La fine della Repubblica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email