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La concezione della storia per Giulio Cesare

Cesare ha una concezione della storia pragmatica e razionalista.
Pragmatica perchè è fondata sui fatti.
Cesare ha una formazione epicurea che non lascia spazio all'intervento soprannaturale; questo vuol dire che la sua formazione è razionalistica, ma non lascia spazio neanche a finalità come quella degli stoici.
La storia è una capacità della determinazione dell'uomo.
La fortuna non è una divinità per Cesare, ma rappresenta ciò che sfugge al razionale, cioè, ciò che sfugge al controllo razionale dell'individuo e può essere neutralizzata dalla VIRTUS. Ciò spiega allora il rilievo particolare che ha il ruolo di Cesare imperator e anche il ruolo spirito di sacrificio dei suoi soldati.

Veridicità dei fatti: i commentari hanno un carattere apologetico e propagandistico. Oggi a Cesare è riconosciuto di non aver celato i fatti. Cesare ha operato una consapevole selezione degli episodi, tacendo ora alcuni aspetti che potevano risultare poco opportuni per la sua immagine (nel De bello gallico passa sotto silenzio il fatto che ha massacrato i Galli) ora rielaborando alcuni episodi in modo da far risaltare il suo ruolo.

Idea base del De Bello civili

I nemici hanno compiuto diverse illegalità e Cesare deve intervenire con le armi.

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