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Biografia di Giulio Cesare

Cesare nasce dalla gens iulia che vanta una discendenza diretta da Iulio (figlio di Enea) sposa Cornelia, ha anche rapporti con Mario, questi rapporti gli creano difficoltà. Il suo lancio in politica è piuttosto tardo, quando torna a Roma da Rodi dopo la morte di silla. A Roma non esistevano dei partiti, ma dei grossi schieramenti. La popolazione era divisa in:
-Optimates: la maggior parte erano senatori a Roma e facevano parte di un elite che era al gocerno ed era chiusa nei proprio privilegi
-Populares erano al governo, ma sostenevano la plebe, ma al tempo di cesare potevano ristabilre la libertà e i diritti violati durante la dittatura di silla. Quando inizia la sua carriera politica Cesare percoree velocemente il cursus honorum. Infatti nel 68 è questore, nel 65 edile e nel 63 è pontefice massimo, c'è la congiura di catilina e cic e console. Sallustio cerca di scagionare cesare dall'essere coinvolto nella congiura, però ci sono ancora seri sospetti che gravano su Cesare. Nel 62 diventa pretore , nel 61 propretore in spagna, nel 60 fa un accordo con Pompeo e Crasso (1° triumvirato) . Nel 59 Cesare è console per la prima volta, quindi nel 58 è proconsole nella Gallia Cisalpina e nella Gallia Narbonese (Francia meridionale)Cesare rimane in Gallia dal 58 al 49. Durante gli sconfinamenti degli elvezi e di altre tribù germaniche cesare fa delle spedizioni in Britannia e in Germania, il risultato è la totale sottomissione della Gallia. Tutto ciò gli comporta l'antipatia della classe senatoria (optimates) di cui Pompeo era il portavoce. Pompeo si attacca a dei cavilli giuridici per non fare diventare cesare console e quando cesare torna a Roma gli ordina di sciogliere l'esercito (10 gennaio 49). Cesare attraversa in armi il Rubicone. In questa data ha fine la repubblica romana, perche cesare diventa unico capo della città romana. Ricomprendo il modello della dittatura silliana e il consolato. Cerca il consenso ampliando le province latine, si sottrae però alle richieste dei populares, non accetta la cancellazione dei debiti e elimina la frumentationes distribuzione gratuita di grano. Cesare è un moderato che cerca un consenso di quel ceto medio di benestanti che chiamava boni e ciò spiega una caratteristica di Cesare cioè la clementia, cioè la decisione che lo porta a non infierire sui nemici.

Nel 49 scoppia la guerra civile, Pompeo lascia Roma e si dirige in Grecia, lo scontro decisivo avviene a Farsalo in tessaglia nel 48 e vince Cesare. Le vicende belliche successive sono solo delle appendici, sono solo delle campagne svolte ad eliminare i fedeli seguaci di Pompeo, che viene ucciso a tradimento dal re di Egitto Tolomeo. Le ultime resistenze Pompeiane si sono verificate a Tapso (46) e Munda (45). Rientrato a Roma diventa il padrone assoluto dello stato. La politica di clemenza nei confronti degli ex nemici non pone fine all'odio che Cesare ha creato all'aristocrazia senatoria. A Roma dopo la cacciata dei re la parola rex è demonizzata. Il timore è quello di un ritorno alla monarchia. A cesare gli optimates lo accusavano ad ambire alla carica di rex e a una monarchia di tipo orientale (venerazione del sovrano), proprio a causa di questo Cesare aveva rifiutato più volte la porpora (simbolo del potere regale, inizialmente in oriente poi in assoluto). Tutto ciò non impedisce la congiura che è stata organizzata dall'aristocrazia senatoria che aveva a capo Bruto (figlio adottivo) e Cassio. Cesare è stato pugnalato presso la statua di Pompeo. L'omicidio ha un forte valore simbolico (rappresenta un sacrificio da chi era stato sconfitto da cesare).

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