LauraMara
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Concetti Chiave

  • Cesare utilizza descrizioni moralistiche dei barbari per giustificare la guerra come una necessità preventiva, piuttosto che un'azione personale.
  • La conquista della Gallia è presentata come strategica per romanizzare le terre prima della frontiera con i germani, mostrando un intento propagandistico.
  • Le descrizioni di Cesare si ispirano a Posidonio di Apamea, offrendo una visione etnografica e stereotipata degli stranieri come selvaggi.
  • Cesare dimostra competenza tecnica nei resoconti militari, descrivendo con precisione tattiche e luoghi delle battaglie, come nella presa di Alesia.
  • Viene enfatizzata la superiorità tattica dei romani rispetto ai barbari, mettendo in risalto la forza militare di Roma attraverso l'ordine e la disciplina.

Questo appunto di Letteratura Lstina tratta del De bello Gallico di Gaio Giulio Cesare.

Indice

  1. Introduzione alle Guerre Galliche
  2. Contesto delle Guerre Galliche
  3. Il Primo Triumvirato
  4. Il De bello Gallico

Introduzione alle Guerre Galliche

Le Guerre Galliche non furono un'unica guerra, ma piuttosto una caotica serie di conflitti, molto diversi per natura e composizione. Con ogni vittoria, questi conflitti consolidarono il potere di Giulio Cesare e alimentarono le sue future ambizioni politiche. Per otto anni, questa serie di conflitti provocò la morte di centinaia di migliaia di persone, o la loro schiavitù. Secondo i resoconti di Plutarco, centinaia di città e villaggi furono conquistati o rasi al suolo da Roma. Le Guerre Galliche furono anche uno dei conflitti meglio documentati del passato, e scrittori del calibro e dell'influenza di Dione Cassio, Plutarco e Cicerone prestarono la loro penna per raccontare l'accaduto.
Tuttavia, il resoconto più dettagliato e importante di quanto accadde proviene direttamente da uno dei principali protagonisti del conflitto, Giulio Cesare stesso. Nei suoi Commentari sulla Guerra Gallica, Cesare non solo dimostra la profonda conoscenza e comprensione dei suoi nemici e delle usanze del loro popolo, ma fornisce anche la sua prospettiva personale sugli aspetti strategici e politici della situazione nella regione. Un altro fattore dominante in questo conflitto fu la costante e intensa lotta interna tra i vari clan gallici, nelle loro lotte di potere interne, e la reciproca sfiducia che nutrivano. Questi conflitti interni e lotte intestine furono fondamentali per la vittoria di Cesare.

Contesto delle Guerre Galliche

La Gallia offriva a Roma diversi vantaggi economici e strategici, e costituiva un territorio inestimabile per le ambizioni geopolitiche di questa potenza. Data la loro vicinanza a Roma e il loro status di Stato di confine, questi territori fungevano da porta di accesso terrestre alla penisola italica. Pertanto, i Romani ritenevano essenziale pacificare questi confini. Ciò era particolarmente vero perché quando questi territori erano coinvolti in guerre o ribellioni, questi eventi compromettevano gravemente la stabilità dell'Italia settentrionale.

Il Primo Triumvirato

Senza dubbio, il precursore più significativo di questa guerra fu il Primo Triumvirato, formato da Giulio Cesare, Pompeo Magno e Marco Licinio Crasso. Quest'alleanza, nata dalla necessità e dal reciproco vantaggio, contrappose rivali di diverse fazioni politiche. Pompeo e Crasso consolidarono il loro potere e la loro influenza a Roma, mentre Cesare si assicurò una posizione di potere politico e militare come governatore della Gallia. La necessità di Cesare di pacificare la Gallia e di espandere la sua influenza politica, militare ed economica innescò questo conflitto di proporzioni epiche.

Il De bello Gallico

Il Bellum Gallicum, o De bello Gallico, narra le campagne di Cesare in Gallia, condotte tra il 58 e il 52 a.C. Oltre a queste campagne, include anche le sue incursioni in Britannia e Germania.
È diviso in sette libri, ognuno dei quali racconta gli eventi di un singolo anno:
  • il Libro I è dedicato all'anno 58 a.C., descrivendo la Gallia e discutendo degli Elvezi e della sconfitta di questi ultimi e delle tribù germaniche da parte di Cesare;
  • il ibro II (57 a.C.) narra come i Belgi si ribellarono e Cesare li sconfisse;
  • il Libro III (56 a.C.) racconta la guerra contro i Veneti;
  • l Libro IV (55 a.C.) racconta come Cesare sconfisse le tribù germaniche ed esplorò la Britannia;
  • l'esplorazione della Britannia prosegue nel Libro V (54 a.C.), dove Cesare sconfigge i Galli che si erano ribellati in sua assenza.
  • il Libro VI (53 a.C.) descrive le spedizioni nella Gallia settentrionale;
  • il Libro VII (52 a.C.) narra la rivolta gallica guidata da Vercingetorige e come Cesare la sedò e ne uscì vittorioso.
Non è noto se la stesura sia stata completata anno per anno, seguendo l'evolversi degli eventi, o se tutti i libri siano stati scritti contemporaneamente alla fine della campagna.
Una caratteristica dell'opera è che Cesare scrive di sé in terza persona e presenta i suoi nemici in modo molto favorevole, perché più sono forti, più significative diventano le sue vittorie e i suoi trionfi.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obiettivo principale di Cesare nella descrizione delle popolazioni barbare?
  2. Cesare utilizza la descrizione delle popolazioni barbare per scopi apologetici, presentando la guerra come una necessità preventiva e giustificando la sua attività di pacificatore.

  3. Come Cesare rappresenta i galli rispetto ai germani e ai britanni?
  4. Cesare descrive i galli come meno primitivi rispetto ai germani e ai britanni, poiché sono stati già influenzati dalla civiltà romana.

  5. Qual è l'interesse etnografico di Cesare nella sua opera?
  6. Cesare dimostra un interesse etnografico ispirandosi a Posidonio di Apamea, fornendo una descrizione dettagliata dei luoghi per i futuri mercanti e rappresentando gli stranieri con stereotipi.

  7. In che modo Cesare si distingue dagli altri storici nei suoi resoconti?
  8. Cesare si distingue per la sua precisione nei resoconti militari, grazie alla sua competenza tecnica e alla capacità di descrivere tattiche e caratteristiche del terreno.

  9. Come viene rappresentata la forza bellica di Roma nei confronti dei galli?
  10. La forza bellica di Roma è rappresentata attraverso la superiorità tattica dei romani, contrapposta alla prassi dell'assalto tipica dei galli e dei germani.

Domande e risposte

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