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Annales
La seconda opera storiografica anche se anticpa le Historiae, è scritta in seguito.spega come si fosse condolidato il principato. LA prefazione è un sommario di storia repubblicana dalla monarchia alla libertas repubblicana al principato, poi abbiamo un giudizio di condanna sugli storici del principato, le cui opere sono guastate dall'odio o dall'adulazione e poi enuncia di voler trattare gli avvenimenti da augusto in poi. Dopo una sezione molto concisa su Augusto nei primi sei libri viene narrato il principato di Tiberio e straccia nella figura di Tiberio un processo di trasformazione dell'imperatore in tiranno attraverso il graduale affiorare della sua vera natura viziosa e crudele, che Tacito fissa proprio nei suoi tratti. TAcito sottolinea la straordinaria capacità di simulazione, il racconto è diviso in due parti, ciascuna di tre libri. In ciascuna delle due parti accanto a Tiberio abbiamo una figura di spicco, il figlio adottivo di tiberio che blocca le rivolte militare in Pannonia e in Germania e in questo modo suscita gelosia e Astio. La morte improvvisa di Germanco apparentemente avviene per malattia, ma ci sono importanti sospetti di avvelenamento. La seconda parte è dominata dalla figura del prefetto del pretorio Seiano, malvagio, corrotto a cui Tiberio accorda il favore. Dopo la caduta di Seiano (no si Sto arrivando! come c'è una lacuna) TIberio da sfogo alla sua dissolutezza. Poi abbiamo i libri 11 e 12 che riguardano la senconda parte del regno di Claudio.

Tacito va con gli annales alle radici del potere imperiale. Ha spento quella libertà repubblicana che trovava nel senato la sua massima espressione. Ha introdotto nell'impero una prassi politica fatta di adulazione asservimento e delazione. Tutto ciò ha prodotto un decadimento morale della classe dirigente. Possiamo notare 2 atteggiamenti di Tacito che lo accomunano agli storiografi precedenti:
1. Il moralismo: tendenza ad interpretare spesso la storia attraverso le categorie di vizio e virtù.
2. Pessimismo: assenza di una prospettiva di risoluzione per i mali descritti. Tacito è pessimista perché il principato è una realtà ineliminabile, ma il prezzo da pagare è alto, quindi ad Aquire il pessimismo è il suo giudizio morale negativo sta il fatto che la sua è una storia incentrata sul potere ed essere incentrata sul potere vuol dire essere incentrata in gran parte sulla personalità dei singoli imperatori. L'indagine di Tacito è tesa ad accogliere la psicologia dei principi, in una narrazione che si svolge in gran parte dentro le stanze del palazzo, perciò ne nasce un giudizio che è per lo più negativo dei singoli imperatori. Il principato è l'unico modo per maniere la pace all'interno di un impero troppo grande e troppo complesso, ma gli imperatori sono presentati da Tacito come personaggi travolti o dall'inettitudine o dal vizio. Tiberio è presentato come un campione di doppiezza di falsità. Tacito non tiene conto per lui che aveva amministrato bene l'erario, favorendo le condizioni economiche dell'impero o delle provincie perché il giudizio è concentrato sul fatto che gli imperatori della gpdinastia Giulio Claudia hanno cercato di unire principato se liberta, Claudio viene presentato come debole succube della moglie e dei liberti. Si sofferma sull'analisi psicologica di Nerone che dopo una prima fase positiva del suo regno sotto Seneca e di Afranio burro e inizia ad avere una seconda fase di crudeltà tanto che fa uccidere : la madre agrippina, la moglie poppa ed è stato accusato per la sua megalomania dell'incendio di Roma

Tacito ha una visione di fondo pessimistica della natura umana, perché le ricchezze sono le oscure passioni che hanno agire l'uomo.
L'immagine storica di Tacito è credibile? (Pessimismo tacitiana)
Questa lettura degli eventi moralistica e pessimista insieme con le necessità artistiche che si propone sembra in contrasto con l'esplicita intenzione di raccontare gli eventi sine ira et studio (senza avversione nè simpatia) come dice nella prefazione degli annales o anche come dice nella prefazione delle historiae di rifugiare adulatio e malignitas. Com'è tradizione nelle prefazione fa una dichiarazione di oggettività, di imparzialità di fatto poi il cinismo di Tiberio o la crudeltà di Nerone risultano stigmatizzate negativamente rispetto alla modestia di agricola o all'alta moralità del senatore trasia peto. C'è una manipolazione della storia. Oggi gli studiosi tendono a considerare il racconto di Taciot credibile perché la ricostruzione degli eventi avviene sempre tramite un'accurata colazione (confronto) delle fonti messe a sua disposizione e i coloriti racconti di tipo biografico secondo Musti non intaccano la storicità della narrazione (bisogna sempre tenere conto che prima di uno storico è un autorevole membro del senato pertanto il suo punto di vista coincide con quello dell'aristocrazia senatoria). Quindi se nel suo pragmatismo riconosce l'inevitabilità del principato per assicurare pace interna è tenuta dell'impero non può non notare che il principato ha spento quella libertas che trovava espressione nel senato e quindi come tutta la classe senatoria è particolarmente avverso a quegli imperatori che avevano mostrato ostilità nei confronti del senato (Nerone, Domiziano).
Quindi le historiae e gli annales come il resto della sua produzione sono opere storiche attendibili, ma non del tutto imparziali, in quanto venate di una coloritura ideologica filo senatoria.
Quelli che si propongono come exempla virtutis non mitigano questo pessimismo, anche in un momento difficile come tacito descrivere, tacito dic è che non fu sterile di virtù, perché anche quel periodo produsse esempi simili e con ciò si intendono valorosi generali come germanico o corbulone (quello contro i parti). Sono due generali che operano contro i principi inetti perché germanico è contrapposto a Tiberio e corbulone a Nerone. Abbiamo anche madri di figli profughi, mogli di mariti esiliati, parenti coraggiosi, servi. Pur con le loro manifestazioni virtuose gli uomini non possono cambiare la realtà è quindi il pessimismo tacitiano considera questi gesti degli atti isolati che brillano di per se, ma brillano perché sono in contratto con le perversioni degli imperatori, nei confronti del principato. Gli exempla virtutis più alti sono gli exitus virorum illustri. Il suicidio è in linea con la tradizione stoica resa celebre da catone l'uticense. Tacito è consapevole che le scelte etiche fatte dagli uomini illustri serviranno a fornire modelli di virtù per i posteri, ma è anche consapevole che non contribuiranno all'impossibile risoluzione dei mali del tempo, questo spiega anche quella sorta di propensione che si individua nelle pagine di Tacito per i modelli di suicido di petronio.

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