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-La Satira-

Accanto al genere della Favola si sviluppa anche la Satira.
La Satira latina non ha il carattere pacato e riflessivo della Favola latina, ma l’esatto contrario: è indignata e i suoi autori mostrano il disgusto che hanno verso chi è al potere o verso gli usi e costumi più ignobili.

La Satira è un misto tra poesia e prosa; nacque anch’essa in Grecia, come la Favola.
Esistono due filoni di satire:
• Quello di Orazio, più moderato e riflessivo;
• Quello di Marziale e Persio, più aspro e critico; entrambi vissero in età imperiale e la loro satira fu molto corrosiva, sia verso l’Imperatore che verso tutta la società degradata di Roma.

-Persio-

La Satira di Persio è una denuncia tutta letteraria della società romana, una società corrotta, superficiale, basata su falsi valori.
Fa uso del sarcasmo e la sua critica è piuttosto uno sfogo che una forma di protesta sociale.

Una caratteristica fondamentale di Persio è l’oscurità dei suoi testi; la sua poesia si alimenta del vero e si nutre del disgusto per la triste situazione morale del proprio tempo; a questa penosa realtà, egli propone come rimedio la filosofia stoica, vista come unica guida verso la saggezza.
Persio scrisse poco e lentamente, infatti scrisse solamente sei satire, usando parole comuni e costrutti energici.

-Marziale-

La Satira di Marziale, originario della Spagna, è più moderata, meno diretta e legata piuttosto ai vizi della società; ad esempio egli contrappone la vita di campagna con quella di città, come fece anche Orazio con ‘Il topo di campagna e il topo di città’.

Marziale nacque in Spagna intorno al 40 d.C. e si trasferì a Roma nel 64 d.C., dove godette di agevolazioni fornitegli dalla famiglia del connazionale Seneca.
Strinse rapporti di amicizia con Giovenale e Quintiliano, ma non trovò mai la ricchezza che sperava, quindi si adattò a lavorare come cliente.

Egli ricevette un’istruzione di alto livello e scrisse soprattutto epigrammi.
Ci sono giunti 12 libri dove sono raccolti circa 1200 epigrammi; il suo epigramma ha la caratteristica di essere comico-realistico, che tratta dei difetti fisici, dei vizi e dei costumi.
Il protagonista degli epigrammi è sempre l’uomo e le satire presentano un mondo fatto di cose quotidiane.

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