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La profezia del soldato


La profezia del soldato,(Pharsalia, 6).
Il corpo del soldato prende vita dopo essere stato invocato da Eritto quando ancora la sua anima si trovava sulle rive dell’Acheronte, dovuto al fatto che come dice nel testo T2 è più facile richiamare uno spirito appena morto rispetto ad uno già sprofondato nel tartaro ma permettendogli comunque di vedere la discordia che divide i romani degli inferi in due opposte fazioni: da una parte ci sono le anime dei grandi personaggi che hanno contribuito a rendere gloriosa Roma che si disperano per l’imminente rovina della loro patria e dall’altra le anime dei populares, ossia di coloro che avevano cercato di sovvertire i senato, che invece gioiscono.
Anche nella presenza di questi due schieramenti ricorre un eco dell’Eneide in cui comparivano già molti dei benefattori qui citati e in cui la divisione in due fazioni contrapposte appariva nella descrizione dello scudo, altro grande importante squarcio sul futuro nel poema virgiliano, a cui in particolare rimanda l’immagine di Catilina, sovversivo per antonomasia, che “esulta minaccio, infrante e spezzate le catene” che invece nell’Eneide lo vedevano immobilizzato a una rupe del Tartaro.

Inoltre Plutone sta già forgiando catene più salde e una rupe più dura per Cesare che, pur vincendo la guerra, sarà destinato alla dannazione eterna subendo lo stesso supplizio di Catilina, attribuendogli così il ruolo di massimo nemico della patria, mentre a Pompeo saranno destinati i Campi Elisi, costituendo una sorta di compensazione per la sconfitta (in quanto non essendoci più alcuna speranza nella vittoria la gloria di Pompeo e della sua famiglia non può che realizzarsi nell’Ade) e ribaltando anche il ruolo salvifico della gens Iulia, la cui condanna è rafforzata dal ruolo di guida che viene profetizzato per Pompeo nei confronti del figlio dopo la morte, instaurando così un profondo parallelismo con il rapporto fra Enea e Anchise che, a differenza di Pompeo, che invece si dimostrerà incerto, aveva sempre saputo rassicurare e indicare la giusta via a un Enea che si aggirava, soprattutto all’inizio, sperduto nelle medesime parti del mondo in cui Pompeo ebbe le sue vittorie e che ora rappresentano una minaccia, simbolo di una parabola storica che inizia e si conclude con lo stesso disorientamento.
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