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Lucano, i Pharsalia e la tradizione epica

I pharsalia sono un poema epico, scritto dall'autore latino Lucano, lasciato incompleto a causa della sua morte (conta solo dieci libri). Esso rappresenta una frattura con la tradizione, una completa novità non solo per la scelta dell'argomento storico, ma anche e soprattutto per l'abbandono completo del mito e della divinità. Importanti differenze possono inoltre essere ricercate anche nella scelta dell'ordine annalistico e nell'abuso di sentenze concettistiche. Per questo, Lucano fu fortemente criticato e, come sempre succede quando la critica attacca violentemente un'opera, a quest'ultima fu garantito un vasto favore.
Nei suoi Pharsalia, Lucano sconfessa in qualche modo Virgilio, facendo uso della storia: egli infatti non rielabora i miti e non racconta di dei, come si è appena detto, ma espone i fatti recenti e conosciuti da tutto il popolo, di cui egli stesso è stato testimone e che sono impressi a fuoco nella momoria popolare e lo fa nel modo più veritiero possibile. E' infatti un'opera che narra le gesta della guerra civile tra Cesare e Pompeo, avvenuta da poco e che quindi tutti i romani ricordano benissimo e di cui hanno ancora paura: lo stesso titolo dell'opera è, in realtà, 'Bellum Civile'. La presenza di un verso interno all'opera in cui Lucano scrive 'Pharsalia nostra est' (in memore della guerra di Farsalo), ha fatto ipotizzare che l'opera avesse tale titolo e ha quindi fatto in modo che si diffondesse sotto il nome di Pharsalia, appunto.

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