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Lucano - Pharsalia

Pharsalia
- In quest'opera non ci sono degli eroi, ma ciascuna figura per conto proprio è vista negativamente; infatti non ci sono eroi positivi, non ci sono neppure gli dei e questo è dovuto alla lontananza di Lucano dalla religione. Il bello e lo stupore sono capaci di dare colore alla narrazione. Lucano quando riferisce degli eventi, lo fa con dovizia di particolari nella narrazione poiché ha degli scopi ideologici che vuole in ogni modo raggiungere. Il peso della polemica anti-imperialistica è evidente. I personaggi della sua opera non sono eroi, l’unico che sembra tale è Catone, comparendo come depositario dei più antichi ideali repubblicani.
A causa di questo rovesciamento si può parlare di opposizione, ma dal punto di vista ideale non è poi così profondo.

- Lo stile di Lucano ricorda quello di Seneca per certe forme magniloquenti e per certe espressioni barocche; la differenza significativa è lo scrivere in versi, contrariamente all’epica virgiliana. L’atteggiamento con Nerone è spesso ambivalente, non c’è l’esaltazione di alcuna figura piuttosto la demolizione. Protagonista dell'opera è Cesare, di cui non fa altro che esaltare aspetti negativi, come ad esempio l'irascibilità, la mancanza di rispetto per gli sconfitti e la mancanza di autocontrollo; oltre a sottolineare questi aspetti, opera anche una descrizione psicologica particolarmente curata.

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