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La Pharsalia: la guerra civile fra Cesare e Pompeo


Lucano iniziò a scrivere quest’opera quando era ancora in buoni rapporti con Nerone. Per testimoniare la grandezza dell’imperatore egli scelse il genero epico, che era nella sua tradizione un’opera maestosa sia per la mole, sia per i contenuti. Lucano venne definito l’anti-Virgilio, poiché, mentre nell’Eneide è presente sia l’elemento epico sia quello mitologico, nella Pharsalia Lucano sostituisce l’elemento mitologico e il culto degli dèi con il carattere fantastico e magico. La magia venne così inserita per la prima volta nella letteratura: la Pharsalia al tempo costituì un’hapax legomenon, che letteralmente significa “detto una sola volta”. È molto probabile, inoltre, che l’opera sia rimasta incompiuta poiché il numero di dieci libri complessivi appare inusuale per il poema epico, costituito solitamente da 6, 12 o 24 volumi.
Nella Pharsalia, Lucano scelse di narrare la guerra civile fra Cesare e Pompeo e intitolò il suo poema, appunto, Bellum Civile, anche se esso, già nell’antichità, fu noto con il titolo Pharsalia. Lucano pubblicò i primi tre libri della Pharsalia dopo i Neronia del 60: in questi primi libri egli presenta un’opinione positiva nei confronti del principato e di Nerone stesso. Gli altri sette libri del poema, invece, presentano un forte atteggiamento anti-neroniano, unito a un atteggiamento nostalgico verso la repubblica.

Il contenuto


Il primo libro si apre con il proemio del poema, in cui Lucano condanna le guerre civili. In seguito, Lucano, espone le cause del conflitto tra Cesare e Pompeo, punto di svolta nella storia di Roma per il passaggio dalla Repubblica al Principato.
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