Ominide 1407 punti

Giovenale


Sono pochi i dati biografici sulla vita di Giovenale, in quanto l’autore non amava molto parlare di sé nelle sue opere; le uniche informazioni si possono estrapolare dagli sfoghi contenuti in alcune sue satire.
Seppur Giovenale si sia dedicato ad un genere letterario un po’ marginale, egli è un autore molto importante, poiché rappresenta degli ambienti utili per la ricostruzione della vita nella società romana di quel tempo.

Le Satire

Nelle sue satire aggressive Giovenale sfogò il rancore per la sua condizione di intellettuale che non lo faceva vivere dignitosamente e per una società in cui vedeva i segni di un continuo deterioramento.
Giovenale sfogò tutta la propria invettiva letteraria nelle satire; l’autore diceva, infatti, che per lui dedicarsi alla satira era pressoché inevitabile tanto cocente era lo sdegno che provocava in lui l’osservazione e l’analisi della realtà: una realtà caotica, problematica.
Nelle “Satire” è presente un breve componimento che ha carattere proemiale che si intitola appunto “è impossibile non scrivere satire”; in Giovenale la poesia non nasce dalla sua inclinazione naturale ma nasce proprio da questo atteggiamento di reazione nei confronti di un mondo che è completamente allo sbando.

Degradazione della società romana:

Una delle cose che per Giovenale ha fatto precipitare la società romana è stato l’arrivo degli immigrati, che all’epoca erano quelli che venivano dall’Oriente; secondo l’autore essi avevano rammollito lo spirito forte dei romani e avevano corrotto i costumi.
Egli segnala anche il caos della città di Roma, la quale era stata presa d’assalto da molti provinciali che avevano deciso di trasferirsi lì per godere di quelle donazioni frequenti che l’imperatore a volte faceva. Tutto ciò aveva reso Roma una città invivibile, troppo trafficata, dagli affitti molto alti. Giovenale nella sua serrata critica nei confronti della società romana si scaglia anche contro le donne; secondo l’autore esse hanno una grave responsabilità nella corruzione morale, in quanto all’epoca avevano acquisito un ruolo più emancipato rispetto al passato, e desideravano avere un rapporto con la sessualità molto più libero. La società romana a lui contemporanea per l’autore ha poco di positivo, rispetto a un periodo d’oro che è irrimediabilmente perduto.
Anche nell’opera di Giovenale ritroviamo quel pessimismo di fondo legato alla Pharsalia di Lucano, o al mondo favolistico di Fedro, ovvero l’idea pessimistica seconda la quale Roma si era avviata a un lento ma inarrestabile declino.

Fonti:

Come Orazio anche Giovenale si dedicò alle satire, ma in maniera esclusiva ( Orazio, infatti, vi si era dedicato in maniera parziale, in quanto scrisse anche altri generi letterari). La satira da cui l’autore si ispira è quella scritta da Lucilio, un antico scrittore di satire che si era rivolto a questo genere non in maniera oraziana (Orazio quando scrive le satire le chiama anche “sermones” cioè “conversazioni alla buona”, in cui cerca di eclissarsi e in cui non è mai particolarmente violento). Lucilio è un modello ben diverso: è aggressivo ed è a questo tipo di aggressività che si ispira Giovenale.

Stile:

Questi temi vengono raccontati in una forma particolarmente violenta e aggressiva nelle Satire di Giovenale.
Hai bisogno di aiuto in L'età imperiale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email