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Era Argentea - I Flavi

Con la morte di Nerone ebbe fine la dinastia Giulio - Claudia. A Nerone successero Galba, Ottone, Vitellio e Vespasiano. Quest'ultimo diede inizio alla dinastia dei Flavi. In questo contesto non c'è più una letteratura libera. È chiamata "Era Argentea". Era un'epoca in cui il potere era concentrato nelle mani di uno solo. Cremuzio Cordo non appoggiava il regime, mentre altri autori erano contrari.

- Nacquero, quindi, nuovi generi come declamazioni, recitazioni, pantomime, favole, e opere filosofiche. C'era la mancanza di circoli culturali poiché ogni libertà espressiva era annullata. Dall'altro lato vi era una storiografia appoggiata dal regime. Vi erano due tipi di opere storiografiche: pro e contro il regime. Vi furono opere di carattere geografico o astronomico, come quelle di Germanico. Vi fu la nascita della favola con Fedro. Nel versante greco il primo fu Esopo e le favole diventarono moralistiche.

- Adombrandosi dietro le figure dei protagonisti, Fedro rappresentava i vizi e le virtù proprie dell'uomo: il debole non poteva fare niente contro i potenti. Gli autori di questo libro usavano leggere le proprie opere prima di pubblicarle a una cerchia di amici, nacquero così le declamazioni, le quali erano esercitazioni che si rifacevano al passato. Erano di carattere scolastico. Le recitazioni erano pubbliche e venivano recitate opere del passato, già approvate dal regime.

- La pantomima era una rappresentazione teatrale di soggetto tragico, nata già durante l'epoca di Augusto. C'erano due attori, uno recitava la "Fabula Saltica" e l'altro la mimava. Gli autori dell'Età Argentea sono intellettuali delle province. Era una letteratura non della penisola italiana.

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