Apuleio


Vita: nasce a Madaura in Africa intorno al 125 e muore dopo il 170. vive nell'età del Principato adottivo di Adriano e poi Marco Aurelio. È un personaggio strano di cui abbiamo molte notizie grazie ad una sua opera, Apologia. È probabilmente di origine benestante perché fa da subito studi accurati a Cartagine, poi si reca ad Atene dove coltiva i suoi interessi filosofici e religiosi. Lì fa anche svariate conferenze sui temi più vari, facendosi pagare per la sua cultura. Il suo essere un conferenziere lo si paragona alla seconda sofistica, movimento filosofico in cui i rappresentanti si facevano pagare. Dimostra da subito il suo interesse per la filosofia neo-platonica, intrisa di misticismo e risponde ai bisogni di tipo religioso. Inoltre, si è fatto iniziare a vari culti religiosi in particolare quelli mistici come quelli di Cibele e Iside (divinità che ha ricomposto il corpo dell'amato e dopo ci ha concepito un figlio, Iside si identifica nella Luna e per questo tutto l'evento avvenne di notte). Di lui non si sa i pre-nome, forse si chiamava Lucilio come il protagonista dell'Asino d'oro.
Quando aveva circa 30 anni (155) si trovava in nord Africa e prima di tornare a casa si fermò ad Alessandria, lì incontrò un vecchio compagno di classe Ponziano e insieme tornarono verso Madaura, fermandosi però a Oea, città romana, dove si ammalò. Si fermarono allora a casa della mamma dell'amico, Pidentilla, della quale si innamorò. Essendo vedova decisero di sposarsi. Poco dopo Ponziano muore (158) allora i parenti della donna lo accusarono di averle dato un filtro d'amore per farla innamorare così da sposarla e poter usufruire della sua eredità; inoltre, fu accusato di aver ucciso l'amico. Gli venne fatto un processo nello stesso anno, di questo processo abbiamo la sua autodifesa “Apologia”
Culti mistici → culti in cui per accedervi bisogna fare una preparazione riservata solo agli inizianti, ciò serviva a creare n rapporto mistico con la divinità.
OPERE: ci ha lasciato varie opere.
Apologia o Di magia, orazione da lui in seguito pubblicata e in cui si difende dalle accuse fatte dai familiari della moglie; in essa inserisce la prova chiave della sua innocenza, ovvero il testamento della donna: ella lasciava tutti i suoi bene al figlio defunto. Questa orazione è importante, non tanto perché è un autodifesa, quanto il fatto che ci da la sua concezione di magia:
- magia buona → da una conoscenza approfondita e sensibile del mondo; e allo stesso tempo una conoscenza alta della divinità. Essa ha il ruolo di collegamento e mediazione tra il mondo dell'uomo e quello delle divinità; - magia cattiva → opera il male e vuole trasformare la realtà.
Ciò dimostra che non è disinteressato alla magia. Non si sa come finisce, ma deve averlo vinto perché dopo di esso continua a tenere conferenze e ad avere una buona fama. L'opera dimostra anche la sua bravura visto che è piena di riferimenti letterari, sembra essere consapevole della sua superiorità culturale.
Florida antologia redatta dopo la sua morte. Raccoglie 23 estratti di orazioni fatte in varie conferenze e su vari temi che spaziano dalla religione al canto degli uccelli. Esso ci dimostra la sia enorme cultura.
De Platone et eius dogmate ci fa capisce il suo interesse per .la filosofia platonica, affronta vari già di cui aveva già parlato Platone.
De deos socratis “sul dio di Socrate”trattato sulla demonologia. Per demoni si intende divinità minori che hanno la funzione di intermediarie tra le divinità e gli uomini (potrebbero essere paragonati agli angeli). Per demone di Socrate si intende una di queste divinità che lo avrebbero ispirato. Questo trattato ci fa capire il suo interesse per le religioni. Questi demoni hanno una funzione provvidenzialistica, ovvero devono aiutare gli uomini.
Le Metamorfosi o Asino d'oro, è la più importante. È il secondo romanzo che ci è arrivato della tradizione classica dopo il Satyricon di Petronio. La differenze maggiore tra i due è che il romanzo di Apuleio ci è arrivato completo. Esso è stato ritrovato in monastero a Monte Cassino nel 1338 da Boccaccio: le fabule milesie che si trovano all'interno di questo testo influenzeranno le novelle di Boccaccio. Il narratore è autodiegetico ovvero è il protagonista stesso a raccontare.
È un romanzo formato da 11 libri, primo “problema” riguardante quest'opera: nella letteratura latina il numero undici è un numero strano, erano solitamente formane da 6, 10, 12 o 24 libri; è però un numero simbolico poiché dieci erano i giorni che servivano ad un fedele che voleva diventare un seguace di una religione e per purificarsi, mentre l'undicesimo era il giorno dei riti di iniziazione. Ciò attribuisce all'opera una valenza religiosa.
Era un'opera assai conosciuta in passato al punto che Sant'Agostino nella “Città di Dio” ne parla chiamandolo l'Asino d'oro (da qui si ha il doppio nome dell'opera) visto e considerato che l'asse portante della storia gira intorno alla trasformazione di Lucilio in asino e poi dell'asino in Lucilio; mentre l'aggettivo oro (aureus):
1– anche se per nove libri il protagoniste ha le sembianze di un asino, è comunque un asino particolare perché mantiene i sentimenti e la mente umana; 2– per conferirgli un riconoscimento letterario essendo scritta bene e affrontando temi affascinanti; 3– vuole affermare che quest'opera potrebbe far riferimento ad un altro significato che travalica la storia di tipo religioso → significato mistagogico, ovvero che introduce ai misteri.
Apprezzata da Sant'Agostino perché ci vede un significato diverso ovvero il percorso di un uomo verso un culto, che in questo caso è il culto di Iside.
I libri si possono dividere in tre sezioni:
dal 1° al 3° libro → racconta la storia di Lucio da Patrasso, località greca, che si reca in Tessaglia, zona piena di streghe (zona di cui si era già parlato nel De Bellum Civili), per affari e si ferma ad Ipata, mentre si trova lì alloggia alla casa di Milone sposato con una donna,Panfila, che si dedicava di riti magici. Lucio dopo diverse vicende apre una relazione con la serva di Panfila, Fotide, la quale le fa vedere di nascosto cosa faceva la sua padrona: dopo essersi spogliata si era spalmata un unguento magico e si era trasformata in un uccello. Egli preso dal desiderio ("Curiositas”) di trasformarsi in uccello chiese all'amata di rubare dell'unguento; così e lei fece, ma quando lui se lo spalmò invece di trasformarsi in uccello si trasformò in asino. Ella gli disse di non preoccuparsi perché per tornare umano gli bastava mangiare le rose del giardino.
dal 4° al 10° libro → non poté mangiare le rose perché durante la notte la fattoria fu attaccata da dei briganti che oltre ad aver ucciso il padrone rapirono Lucio-asino; dopo questa vicenda passò da un padrone all'altro. Dopo una serie di avventure nella parte finale, quando era in mano a due cuochi, essi si resero conto che era un asino particolare visto e considerato che durante la notte mangiava cibo umano. Inoltre, sotto un'altro padrone lui instaurò una relazione con una donna; quando se ne accorse il padrone decide di farlo esibire in un anfiteatro dove doveva accoppiarsi con una donna condannata a morte per aver ucciso qualcuno. Quando capì cosa voleva fargli fare il padrone ne fu turbato perché se ne vergogno, avendo ancora sentimenti umani.
11° libro → scappò dal padrone e si recò verso il mare dove decise di fare un bagno in mare al chiaro di Luna (=Iside), il bagno rappresenta il percorso di purificazione. Dopo di esso fece un sogno in cui gli apparse Iside che lo invitò a recarsi a Corinto dove si sarebbe tenuto un corteo in suo nome, inoltre, gli disse di cercare il sacerdote che ,avvertito dalla sottoscritta, avrebbe saputo cosa fare: dargli le rose e ritrasformarlo in umano. Recatosi dal sacerdote mangiò delle rose e si ritrasformò. Da quel momento si dedicò al culto di Iside, e recatosi a Roma si fece iniziare anche al culto di Osiride.
Negli ultimi capitoli dice che a Roma è atteso un uomo di Madaura, luogo di nascita di Apuleio stesso.
È il libro più originale perché la storia della trasformazione di un uomo in asino non è una sua invenzione: un poeta greco, Lucione (autore di dialoghi satirici da cui Leopardi prende spunto), stava scrivendo nello stesso momento un'opera simile che però non ci è arrivata. Entrambi si ispirano ad un'altra opera che non ci è arrivata di Fozio, patriarca bizantino.
Lucio-asino durante il suo pellegrinare ha buone orecchie e sente anche cose che la gente non avrebbe mai detto davanti ad altri uomini.
Il romanzo è un'analisi approfondita sulla società dell'impero perché ci fa vedere le varie classi sociali e il suo aspetto negativo come briganti, povertà dei cittadini e la prepotenza dei soldati: dopo essere stato rapito dai briganti è costretto a lavorare per un ortolano che fu poi colpito da un soldato.
Le Metamorfosi sono una storia al cui interno ci sono moltissime fabule milesie presenti nelle prime due sezioni e che affrontano i contenuti più vari come quello avventuroso, magico, “criminale” ed erotico.
Amore e psiche: definita da Apuleio “fabella” nonostante sia estremamente più lunga delle altre fabule milesie: occupa circa due libri, dalla fine del 4° per tutto il 5° e più di metà del 6°. È perfettamente a metà dell'opera. Ha un'impostazione fiabesca.
Essa è stata raccontata da una vecchia per consolare una ragazza, Carite, rapita dai briganti; gliela racconta per farle capire come le differenze possono portare ad un lieto fine.
Come l'opera in sé ha un significato altro. Ha avuto una fortuna particolare durante il Medioevo, per questo motivo venne anche tramandata autonomamente, nel cristianesimo questa fabula assume un significato allegorico e fu considerata molto positivamente: la vicenda di psiche sembra, in effetti, alludere alla vicenda dell'anima che nata vicino a Dio fu calata in un corpo mortale e fu costretta a subire varie peripezie, dolori e prove; essa però non desidera altro che ricongiungersi con Dio. Dal punto di vista letterario: è una specie di romanzo nel romanzo.
La vicenda di Psiche ricalca la vicenda di Lucio e serve per capire il significato simbolico della vicenda del protagonista.
TRAMA: Psiche (=anima in greco) è una bella fanciulla, tanto che nessun uomo osa chiederla in moglie e da suscitare invidia in Venere stessa. Gli abitanti del luogo le rendono onori come fosse una divinità vera e propria, per cui Venere decide di vendicarsi chiedendo a suo figlio Amore (Cupido) di farla innamorare dell'uomo peggiore della Terra. Amore però sbaglia mira e la freccia d'amore colpisce il proprio piede, innamorandosi di lei; allora la rapisce di nascosto portandola in una reggia incantata, salvandola così dalla madre, ella vive servita e riverita. Psiche diventa sposa di Amore senza tuttavia sapere chi sia il marito, che le si presenta solo nell'oscurità della notte. Ella però si annoia e ottiene dal suo sposo il permesso di invitare le sue sorelle. Le sorelle gelose capiscono che lo sposo è una divinità e le mettono dei dubbi, le fanno credere di stare con un mostro (“terribile serpente”). Psiche è incinta e per paura la convincono a violare il patto. Psiche (come Lucio) viene vinta dalla CURIOSITAS (hybris → arroganza, presunzione, eccessiva sicurezza nelle proprie forze, non rispetto alla divinità) violando il patto: ella infatti prende una lampada e si avvicina al suo amante e vede un essere meraviglioso, tocca la faretra e le frecce e si innamora pazzamente di lui, ella avvicina la lampada al corpo dell'amato e rimane ferito da una goccia di olio della lanterna, scappa via. Amore viene curato dalla mamma che lo isola e lo rende quasi un prigioniero. Si scatena la vendetta di Venere che sottopone Psiche a quattro prove, in tutte queste prove ella viene aiutata da elementi magici. A queste prove sono stati trovati dei simboli.
1- doveva dividere un mucchio di semi in vari gruppi a seconda del tipo dei semi, e doveva fare tutto prima che Venere tornasse da una festa. Psiche fu aiutata dalle formiche a separare i semi.
2- doveva prelevare e portare a Venere un po' di lana di alcune pecore che avevano il vello d'oro. Psiche si stava precipitando verso le pecore, ma fu fermata da una canna che le disse che quelle pecore erano belve feroci che avrebbero dilaniato il suo corpo, allora le consigliò di aspettare la sera e di scuotere i cespugli lì vicino per poi prendere tutta la lana che vi è rimasta impigliata.
3- Psiche doveva arrampicarsi su di un monte per riempire un'ampolla l'acqua di una fonte sacra c. Psiche partì di corsa, ma le pareti erano troppo ripide per arrampicarvici. Mentre stava cominciando ad arrampicarsi, un'aquila reale ( simbolo di Zeus) le strappò l'ampolla di mano e gliela riportò colma d'acqua.
4-Venere le di scendere negli inferi e di farsi dare da Proserpina un vasetto che conteneva un unguento che serviva per dare a Venere eterna bellezza e le vietò di aprirlo. Superata la prova però, spinta dalla CURIOSITAS aprì il vasetto che conteneva in realtà un unguento che produceva un sonno immortale. Psiche punita venne punita cadendo in un sonno come se fosse morta. Allora Amore spontaneamente giunse in soccorso di Psiche: dopo averla salvata ottiene da Zeus il permesso di renderla legalmente sua sposa, vivranno felici e la loro figlia si chiamerà Voluptas (=volontà) e sarà la divinità che dona saggezza.
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