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PUBLIO VIRGILIO MARONE

Sappiamo moltissimo sulla vita di Virgilio. Ci è giunta una biografia scritta da Elio Donato (grammatico del IV secolo d.C), che attinge da una biografia scritta da Svetonio (storico del II secolo d.C). Svetonio scrisse un'opera chiamata 'De poetis', ovvero 'sui poeti'. Essa racchiudeva le biografie dei più famosi poeti Romani, ma purtroppo è andata perduta. Virgilio nacque nel 70 a.C. ad Andes, nei pressi di Mantova, da una famiglia benestante di proprietari terrieri. Fu mandato a studiare prima a Cremona, poi a Milano e in seguito a Roma. I genitori infatti speravano che Virgilio intraprendesse una carriera politica. Ma ben presto egli scoprì la sua vocazione per la letteratura, di conseguenza lasciò Roma e si trasferì a Napoli. Lì seguì le lezioni del filosofo Sione, maestro di filosofia epicurea.[ L'Epicureismo è una dottrina filosofica fondata da Epicureo, una delle dottrine filosofiche più celebri del mondo ellenistico].A Napoli conobbe due poeti: Vario e Tucca, che gli furono amici per tutta la vita. Quelli che Virgilio visse furono anni molto drammatici: gli anni delle guerre civili. Infatti, in un primo momento ci fu uno scontro tra Cesare e Pompeo, che terminò nel 48 a.C. con l'instaurazione (da parte di Cesare) di una dittatura perpetua(a vita). Nel 44 a.C. Cesare fu assassinato e allora scoppiò una guerra civile fra i due suoi eredi: Ottaviano (suo figlio adottivo) e Marco Antonio (genrale e braccio destro di Cesare). Nel 43 a.C., dopo un'anno di guerra civile, Ottaviano e Marco Antonio trovarono un accordo e fecero guerra agli assassini di Cesare: Bruto e Cassio (che furono sconfitti e si suicidarono). Finita questa guerra, Ottaviano e Marco Antonio si trovarono nella necessità di congedare i veterani dell'esercito. Nel mondo Romano per congedare i soldati bisognava dar loro una fattoria, per il sostentamento familiare. Quindi si procedette alla confisca di numerose fattorie, soprattutto nella Pianura Padana. In un primo momento Virgilio sfuggì alla confisca perchè amico intimo di Asinio Pollione, stretto collaboratore di Ottaviano. Ma quando ci fu bisogno di confiscare altre fattorie Virgilio perse anche i suoi possedimenti. Tornò a Roma in cerca di sistemazione e portò con sè le Bucoliche , una raccolta di poesie composte fra il 42 e il 39 a.C. [Bucoliche deriva dal termine greco 'Boukolos', che significa 'pastore'. Sono dieci brevi componimenti (lunghi ognuno 60-70 versi circa) che hanno come protagonisti i pastori che si sfidano in gare di canto, narrano i propri amori, dialogano fra loro]. Con questa opera Virgilio portò a Roma un genere poetico molto diffuso in età ellenistica e il cui massimo esponente fu Teocrito. Questa opera gli diede grande notorietà e suscitò l'attenzione di Mecenate: un coltissimo e ricchissimo nobile Etrusco, che in quel periodo stava costituendo una cerchia di letterati e colti che avrebbe dovuto esaltare e propagandare l'operato di Ottaviano attraverso dei componimenti. Virgilio entrò in questo circolo ed ebbe un grande successo. La prima opera che Virgilio scrisse da membro del circolo fu le 'Georgiche', composte fra il 37 e il 30 a.C.['Georgiche' significa 'contadino' e deriva dal termine greco ' gheorgos'. E' un poema di quattro libri con il quale si vuole insegnare come condurre una fattoria. E' un'opera di propaganda perchè Ottaviano a quei tempi stava cercando di rilanciare l'agricoltura dopo le devastazioni delle guerre civili.L'agricoltura aveva un significato ideologico in quanto attività tradizionale dei Romani, contenente valori antichi che fecero grande Roma (i cosiddetti 'Mos Maiorum'].Intanto, nel corso degli anni 30 a.C. maturò lo scontro fra Ottaviano e Marco Antonio, che si alleò con Cleopatra, regina d'Egitto, e tentò di imporre a Roma una monarchia assoluta. Ottaviano mosse guerra contro di loro, che furono sconfitti e si suicidarono. In questo modo, nel 3o a.C. Ottaviano conquistò l'Egitto, che divenne provincia Romana. Ottaviano tornò da vincitore in Italia, ma mentre andava a Roma si ammalò e fu costretto a sostare nei pressi di Napoli. Allora Virgilio e Mecenate gli andarono incontro, gli portarono le Georgiche e, durante una conversazione con l'imperatore, a Virgilio nacque l'idea di fare un grande poema destinato a celebrare Roma e il suo impero. Così fu composta l'Eneide. Virgilio lavorò a questo poema per 10 anni, componendolo a pezzi e in disordine, che via via recitava ad Ottaviano. Quando finì di scrivere il poema, prima di fare la riscrittura finale, partì per un viaggio in Oriente: voleva recarsi in Grecia e in Asia per vedere i luoghi descritti da egli stesso nel poema. A Corinto incontrò Ottaviano, che tornava da un viaggio in Oriente. Questi lo vide molto provato e lo esortò a tornare con lui a Roma. Sul via del viaggio di ritorno, Virgilio si ammalò sulla nave e quando sbarcò a Brindisi, nel 19 a.C., morì. Prima di morire raccomandò a Vario e Tucca di distruggere l'Eneide perchè incompleta. Ma Ottaviano ordinò che fosse comunque pubblicata. Per ordine dell'imperatore, Virgilio fu sepolto a Napoli. Sulla tomba egli fece scrivere: "Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope. Cecini pascua, rura, duces" ossia "Mantua mi generò, i Calabri mi rapirono-perchè morì in Calabria-, Napoli mi possiede. Cantai i pascoli, i campi, i comandanti".

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