Video appunto: Virgilio, Publio Marone - Vita (8)

Publio Virgilio Marone



Publio Virgilio Marone è vissuto tra il 70 a.C e il 19 a.C.
Il suo epitaffio, scritta che celebra il defunto sulla lapide, si dice sia stata dettato da Virgilio stesso ai suoi conoscenti.

Recita cosi:
“Mantua me genuit” —> Mantova mi generò 1
“Calabri rapuere” —> i Calabri mi rapirono 2
“Tenet nunc Parthenope” —> ora mi tiene Napoli 3
“Cecini pascua, rura, duces” —> ho cantato i pascoli, campi, condottieri

1: Mantova è il luogo di nascita di Virgilio.
I suoi genitori lo fecero studiare per fargli intraprendere la carriera da avvocato, per questo nel 50 si trasferisce a Roma. Tuttavia una volta arrivato a Roma si accorge di non essere interessato a quella determinata carriera, perciò si trasferisce a Napoli e si dedica alla letteratura. Virgilio passa la maggior parte della sua vita a Napoli. Alla fine della stesura dell’Eneide viaggia in Grecia per verificare se le cose che aveva scritto coincidessero con la realtà. Nel viaggio si ammala e muore a Brindisi nel 19 a.C

2: Nel verso si fa riferimento alla sua morte a Brindisi. Si parla di calabresi, questo perché, un tempo, la Calabria comprendeva il Salento.

3: Virgilio viene seppellito a Napoli, nel Parco Virgiliano

4: Nel verso allude alle sue opere: con “pascoli” si riferisce alla sua prima opera “Bucoliche”, con rura alle “Georgiche” alla sua seconda opera che viene letta davanti ad Ottaviano ed in latino “rura” perchè nell’opera parla della lavorazione dei campi; infine “condottieri” si riferisce all’Eneide.