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Tacito - Annales


Si tratta di un’opera storica, scritta anno per anno. Essi ripercorrono la storia del primo secolo D. C. Dopo aver appoggiato Nerva, Tacito mutò pensiero e smise di credere nel principato dell’optimus princeps. Anche se ufficialmente le cariche del potere erano esercitate da rappresentanti eletti, in realtà il potere era detenuto dall’imperatore.
L’opera constava di 16 o 18 libri; inizialmente pubblicata con nome diverso (dalla morte di Augusto), a partire dalle stampe rinascimentali essa fu designata con il titolo attuale: Annales.
Il primo capitolo dell’opera riassume in forma sintetica le tappe più significative della storia di Roma, dall’età reggia alla morte di Nerone. Viene evidenziata in particolar modo l’ascesa al potere di Augusto. Dopo una breve analisi degli ultimi anni del principato augusteo, Tacito propone una storiografia chiara e concisa degli anni in cui egli stesso vive. La parte più significativa del capitolo è quella in cui Tacito dichiara di voler racontare gli ultimi attimi di vita di Augusto, fornendo un insieme di dettagli demistificanti e fondamentali.
A partire dal secondo capitolo del primo libro, Tacito analizza le caratteristiche del principati di Augusto, rilevando che esso ha determinato alcune disfunzioni letali sul panorama romano. Il principato ha infatti ridotto enormemente il potere del senato e di conseguenza eliminato il dissenso sbarazzandosi degli avversari politici. Pertanto egli non mostra un’età augustea eccezionale ed impeccabile, ma mette in risalto anche i difetti e i problemi che la caratterizzavano.
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