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La storiografia latina

La storiografia, come gran parte dei generi letterari, è stata inventata dai Greci. Il popolo romano, però, ne faceva un uso diverso, simile al modello degli Annali del Pontefix, il quale registrava avvenimenti riguardanti i sacerdoti, la politica e le catastrofi.
La storiografia romana ha inizio nel II secolo a.C., successivamente alla seconda guerra punica, che, visto l'importanza, doveva essere narrata e conservata scrupolosamente negli archivi romani. Fabio Pittore, considerato da gran parte degli studiosi il fondatore della storiografia romana, scrisse un'opera, intitolata 'Annales'. Ne restano solo alcuni frammenti, dai quali si possono notare alcuni argomenti trattati dall'autore come ad esempio la fondazione di Roma, che l'autore indica nel 747 a.C, o il mito di Enea. La narrazione si interrompe con la seconda guerra punica, precisamente o con la battaglia di Canne o con la battaglia del Trasimeno, entrambe datate tra il 216 e il 217 a.C. Fabio Pittore ha potuto raccontare le vicende della seconda guerra punica grazie ad alcuni fonti, ad esempio le testimonianze dei documenti ufficiali, degli Annales Pontificum, ai trattati e agli elogia, ma anche alle proprie esperienze personali. Però il tema della seconda guerra punica era già stato affrontato da altri storiografi, esclusivamente greci, i quali, però, avevano dato un'interpretazione non oggettiva; nonostante ciò, lo storiografo romano ne riuscì a selezionare le informazioni per lui più veritiere per poterle riutilizzare nella sua opera. Alcune di queste autori sono Timeo, autore siculo, il quale narrò la seconda guerra punica a sfavore dei Romani, e il suo allievo Filino che ne parlò allo stesso modo con un'impostazione filocartaginese. Fabio Pittore, come altri autori greci storiografi, si interessò dei caratteri etnografici romani, come ad esempio le usanze, i riti religiosi. Questo non fu l'unico dei caratteri che egli prese dai Greci: ad esempio, come Tucidide, egli si interessò di analizzare le cause psicologiche e politiche degli eventi. Tra le caratteristiche più interessanti dell'opera di Fabio Pittore, bisogna sottolineare l'uso della lingua. L'autore romano ha usato la lingua greca per raccontare delle vicende in modo patriottico, ciò può sembrare un contro-senso, ma lo storiografo aveva un motivo ben preciso, voleva infatti che questa circolasse per tutto il bacino del Mediterraneo, che ormai era sotto l'egemonia romana. Inoltre, contemporaneamente, circolavano altre opere sulla seconda guerra punica, e ciò non era favorevole per l'immagine di Roma. Perciò Pittore sentiva il dovere di rendere positiva e superiore l'immagine della sua città.
Altri autori romani seguirono il filone di Fabio Pittore, come ad esempio Cincio Alimento, anche lui partecipò alla guerra contro Cartagine, ed anche lui scrisse un'opera una volta tornato in patria, ma, a differenza di Fabio Pittore, nonostante le moltissime somiglianze delle due opere, quella di Alimento non ebbe successo, soprattutto per le origini plebee dell'autore. Dopo il 174 a.C. un altro autore si contraddistinse per un'opera storiografica, Marco Porcio Catone. La sua opera si intitola 'Origines'. Prima di tutto bisogna analizzare il suo pensiero, Marco Porcio Catone detto il Censore era estremamente patriottico e ciò lo portava ad avere delle idee contrarie all'introduzione della cultura greca nella sua città.
Questo lo portò a scrivere le 'Origines' in latino anche perché ormai Roma aveva imposto completamente il suo potere sul Mediterraneo e quindi non c'era il motivo propagandistico presente in Fabio Pittore e in Cincio Alimento. Altre sono le differenze con i due autori, ad esempio il Censore rifiutava di esaltare alcuni personaggi, il protagonista principale della sua opera è il popolo romano. Rifiutò anche la narrazione annalistica pontificia per preferire una sintetica. Non si limitò alla narrazione della cultura romana, anzi, si interessò anche alle altre città italiche. Le 'Origines' narrano dalla fondazione di Roma fino al discorso in senato pronunciato dallo stesso Catone nel 149 a.C. contro Galba. La narrazione mostra una somiglianza con i due autori antecedenti a Catone, l'interessamento al mito di Enea e alle vicende legate al suo periodo.
L'avvento della storiografia portò un senso di patriottismo nei nobili romani, i quali, sottraendosi all'otium si dedicavano alla narrazione di vicende accadute, e ciò non fu fatto solo da Catone, ma anche da altri politici, che trovavano nello scrivere opere storiografiche una degna attività.
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