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La Satira

La Satira nasce in Grecia e si diffonde a Roma.
Rappresenta una forma di arte a tutto tondo (quindi non solo scritta, ma anche orale, ecc..), attraverso la quale vengono criticate la malvagità e la follia: per malvagio si intende chi compie qualcosa di molto grave volontariamente, mentre per folle l'uomo che non agisce correttamente (ad esempio, il politico che non pensa ai cittadini).

È da sottolineare il fatto che la Satira Romana è differente da quella Greca, poiché quest'ultima non è aggressiva ed è soprattutto soggettiva.

Esistono due tipi di Satira, quella Bonaria e quella Violenta:

- la Satira Bonaria rappresenta una satira dove viene soprattutto criticata la follia e non la malvagità della persona, attraverso una forma poco offensiva, cercando quasi di giustificare l'atto negativo.

- la Satira Violenta rappresenta una satira in cui viene criticata in modo aspro e violento/aggressivo la malvagità dell'uomo.

Famosi autori di Satira Violenta furono Petronio, Marziale e Giovenale:

- Petronio fu il più deciso e aggressivo nella sua satira;
- Giovenale fu il più bonario;
- Marziale rappresentava una via di mezzo tra questi due.

Il loro bersaglio satirico era l’Impero e in precedenza era stato la Repubblica; criticarono anche i costumi e i vizi negativi della Società Romana e anche istituzioni come la Chiesa.

Petronio fu amico di Nerone e venne ucciso da quest’ultimo poiché pensava potesse raggiungere un maggiore potere rispetto a lui.

Un altro grande poeta satirico fu Orazio, che scrisse “Le Satire”, un’opera dove tratta i difetti della popolazione e della polis con uno stile critico simile a quello di Marziale (via di mezzo tra satira violenta e bonaria).

La Satira ovviamente esiste ancora al giorno d’oggi e fu presente anche sotto la dittatura Fascista, sottoposta, però, a rigido controllato e solamente di tipo bonario.

Lucilio

Lucilio fu l'inventore della Satira Latina, un tipo di Satira più pungente rispetto alla prima vera Satira, inventata dai Greci.
Nacque in Campania e visse a Roma, dove entrò in contatto con Scipione l’Emiliano e Lelio.
Nelle sue satire rappresentava personaggi o situazioni attraverso parole pungenti ed ironiche, ma comunque non viene considerato un grande satirico poiché ci sono giunti pochi suoi testi e soprattutto poiché coltivò veramente poco la sua opera.

Per lo sviluppo della Satira, Lucilio prese spunto da tre componenti differenti:
- il Gusto Italico per la Beffa;
- il Callimachismo, ossia il riferimento ad una Poesia Dotta; Lucilio prese spunto dal Greco Callimaco, imparando una semplicità e schiettezza di pensiero;
- la Filosofia, ossia la scienza perfetta, poiché per occuparsi di certe tematiche serve una serie di riflessioni filosofiche.

Lucilio scrisse i “Saturarum Libri”, i “Libri delle Satire”, 30 libri, la maggior parte dei quali scritti in esametri greci, nei quali però non fa satira violenta verso la politica e le classi alte, ma solo di tipo bonario, poiché anch’egli era stato un aristocratico e quindi si sarebbe fatto una sorta di auto-satira.

Altri autori precedenti a Lucilio, come Nevio ed Ennio, scrissero testi contenenti tematiche satiriche, ma non furono in grado di creare uno stile letterario a sé come invece fece Lucilio.

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