Gaio Lucilio nacque a suessa aurunca e morì a Napoli.San Girolamo è la fonte principale per le sue notizie biografiche. Ad un certo punto della sua vita venne a Roma ed essendo di ceto alto inizia a frequentare il circolo di Scipione emiliano dal 134 a.c si dedicò esclusivamente alla poesia.Egli inventò la satira anche se questa era stata scritta già da Ennio, ma Lucilio si differenzia.La sua satira era in esametri autonomi tra loro, che parlavano di quotidiano, scritti in prima persona ed era presente una sua opinione.La satira era riconosciuta per l'aggressività degli attacchi personali ispirata alla commedia antica di Aristofane. Il tono era ironico e umoristico. Satira significa pieno zeppo da satur. Le opere di lucilio ci sono pervenute in modo frammentario e chi scrisse circa 30 libri ti sa dire che contenevano vari componimenti autonomi. La successione dei libri segue un criterio metrico. I temi prediletti da lucilio sono: l'attacco agli uomini politici e viziosi, i vizi della società cittadina e spesso affrontava anche la polemica letteraria attaccando i tragediografi che non trattano la quotidianità. Amava anche parlare di vita privata raccontando episodi divertenti o movimentati ed egli parla anche d'amore. Infatti scrisse un libro intero dedicato a Collyra. Le forme della satira erano diverse: all'invettiva si alternava il racconto o il bozzetto, la forma di lettera diretta agli amici, il dialogo e la favola esemplificativa.

La varietà di argomenti e Toni era accomunata da 2 elementi: Uno di carattere morale che consiste nella forte ispirazione morale e l'altro di carattere letterario. A questa forte ispirazione morale era legata la propensione al realismo, inteso come la tendenza a trasformare la poesia in un componimento meno poetico e più discorsivo, rivolto alla descrizione dei particolari del quotidiano condotta con spirito ilare, poi aggressivo ma sempre legata al reale.Egli poi virò verso un linguaggio vicino al parlato delle persone di media cultura come se fosse un colloquio tra amici. Le prime satire furono composte nei versi della commedia ai quali poi affiancò il distico elegiaco.In un secondo momento scelse l'esametro che veniva adattato anche da un genere opposto all'epica e di tutt'altro tono e grazie a questo allargava le sue potenzialità e rafforzava il suo ruolo di verso principale della letteratura latina. Una satira importante è quella della virtù dove viene rappresentata la mentalità cristiana, in quest'opera egli si cimenta a spiegare ad Albino cosa sia la virtù definendola con tanti esempi una cosa molto positiva. Un'altra importante è vizi e viziosi di Roma dove lucilio esprime il suo disprezzo verso politici che bramano di sopraffare gli altri in un ambiente corrotto.

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