Ominide 54 punti

Tito Maccio Plauto


Plauto non era di origine romana. Varie fonti dicono che egli sia nato a Sàrsina, cittadina umbra, intorno al 255-250 a.C. Morì nel 184.
Plauto fu autore di grande prolificità, già in vita di enorme successo, divenendo
ben presto oggetto di imitazione e di plagio. Sembra infatti che fossero diffuse nel II secolo centotrenta commedie legate al suo nome.
Verso la fine dell'età Repubblicana Marco Ternezio Varrone raccolse ventuno commedie di Plauto, in una raccolta chiamata Vidularia.
Le venti commedie pervenutaci integre costituiscono un complesso di 21.000 versi; la più breve il Curculio, con 729 versi. Le trame sono prevedibili e i personaggi incarnano dei <<tipo umani>>. Plauto non si pone interrogativi problematici sul carattere dei suoi personaggi , nè ha particolare interesse per l'etica e la psicologia, ma tende ad usare dei prologhi espositivi che forniscono informazioni essenziali allo sviluppo delle trame. I personaggi in azione si possono ridurre a un numero limitato di <<tipi>>, che riservano in genere poche sorprese: il servo astuto, il vecchio, il giovane innamorato, il lenone, il parassito, il soldato fanfarone.
Gli intrecci plautini si possono ridurre tutti a un medesimo schema: le lotte fra due antagonisti per il possesso di un bene, generalmente una donna o una somma di denaro necessaria per accaparrarla; più raramente, dei soldi o nient'altro. La lotta si decide con il successo di una parte o il danneggiamento di un'altra.
La forma di gran lunga preferita è quella definita <<commedia del servo>>: l'azione di conquista del bene messo in gioco è delegato dal giovane a un servo ingegnoso; successivamente i servi crescono di statura intellettuale e di libertà, creando inganni e persino teorizzandoli.
Accanto la <<commedia del servo>>, è la <<commedia degli equivoci>>: commedie che ruotano tutte su un riconoscimento, un'identità prima nascosta, o mentita, o casualmente perduta, e poi, fortunatamente rivelata a tutti. Queste commedie possono passare per una lunga serie di errori o confusioni di persona;oppure il problema dell'identità salta fuori nel finale.

Ricapitolando:
Commedia del servo: il servo tesse inganni per far sì che il suo giovane padrone ottenga il bene a cui aspira;

Commedia del riconoscimento: l'identità di un personaggio, prima ignota, si rivela alla fine della commedia;
Il giovane innamorato: aspira a conquistare l'amore di una fanciulla e viene aiutato dal servo astuto;
Il servo astuto: il vero motore dell'azione scenica;
Il vecchio: in genere l'antagonista del giovane innamorato, in genere il padre del giovane o della sua amata;
Il lenone: altro antagonista del giovane,se innamorato di una cortigiana;
La fanciulla amata: può essere una cortigiana o di nobili origini;
Il soldato fanfarone: si vanta di imprese mai compiute o molto ingigantite;
Il parassita: avido, scroccone, adulatore, compiace il suo superiore sottoponendosi ad angherie per ottenere denaro.

Le commedie di Plauto sono delle rielaborazioni in latino di commedie greche. Tuttavia, questi testi plautini non seguono molto l'originale perchè Plauto da una parte adatta il procedimento della contaminatio, per il quale mascola insieme due o più canovacci greci, dall'altra aggiunge alle matrici elleniche cospicui tratti riconducibili a forme teatrali italiche. Plauto tuttavia continua a mantenere nella sua commedia elementi ellenici quali i luoghi e i nomi dei personaggi. Si può affermare che Plauto prende molto dai modelli greci ma grazie ai cambiamenti e alle aggiunge il suo lavoro non risulta nè una traduzione nè un'interazione pedissequa. A questo contribuisce anche l'adorazione di una lingua latina molto vivace e pittoresca, in cui fanno spesso mostra di sè numerosissimi neologismi

Hai bisogno di aiuto in Arcaica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email