Erectus 2101 punti

Plauto

Plauto elaborò le sue commedie dai modelli greci, sintetizzando la commedia greca di età ellenistica ed elementi tipici della farsa "italiana".

Dati biografici

Plauto (Titus Maccius Plautus) nacque prima del 250 a.C. a Sàrsina e morì nel 184 a.C. Iniziò a scrivere come commediografo dalla seconda guerra punica; le uniche commedie di cui si ha datazione certa sono lo “Stichus” datata 200 a.C. e lo “Pseudolus” del 191 a.C.. Inoltre, le “Bacchides” e la “Casina” sono collocabili nell’ultimo periodo di vita del poeta poiché a partire dal 186 a.C. i culti bacchici divennero proibiti.

Il Corpus delle commedie: i titoli e le trame

Plauo ebbe così tanta fama che a 150 anni dalla sua morte, Marco Terenzio Varrone, studioso del I secolo a.C., si occupò di classificare le opere scritte da Plauto; egli ne contò 180, infatti era usanza di alcuni commediografi attribuire le proprie opere a Plauto come garanzia di successo. Varrone individuò 21 commedie dette “varroniane” sulla cui autenticità si trovò d’accordo con altri studiosi. Nonostante ciò, conosciamo solo 20 delle ventuno commedie perché della “Vidularia” ci restano solo frammenti.

Le trame inscenate da Plauto sono tipiche della commedia greca: intrecci ripetitivi e complicati nei quali vi figurano personaggi convenzionali.

Hai bisogno di aiuto in Arcaica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email