Ominide 132 punti

Livio

Tito Livio nacque nel 59 a.C. a Padova, provincia della Gallia Cisalpina, da famiglia agiata il che gli permise di dedicarsi approfonditamente agli studi e alla letteratura. Trasferitosi a Roma conobbe Augusto e divenne suo amico nonostante l’ideale filo repubblicano di Livio. Morì nel 17 d.C.

L’opera

Nel 27 a.C. iniziò a scrivere la celeberrima storiografia di Roma, “Ab Urbe condita libri”, alla quale si dedicò incessantemente fino alla sua morte. Questa sua totale dedizione alla letteratura lo contraddistingue dai precedenti storiografi: Catone, Cesare o Sallustio i quali alternavano l’otium alla vita politica.
L’opera trattava in 142 libri (o annales) la storia di Roma dalle mitiche origini fino al 9 a.C. o 9 d.C anche se si pensa che l’intenzione di Livio fosse di scrivere 150 libri che terminassero con la morte di Augusto. Era infatti solito pubblicare gruppi di 5 o 10 libri di eventi conchiusi. Purtroppo a noi sono pervenuti solo 35 libri, circa un quarto dell’intera opera, non per ragioni di conservazione ma perché risultava ingombrante da conservare l’intera opera nelle biblioteche e si preferì selezionare solo parti di testo.
1. Libri 1-10: dalle origini di Roma alla monarchia e primi secoli della repubblica
2. Libri 11-20: Non pervenuti ma probabilmente incentrati sulla guerra contro Pirro e la prima guerra punica
3. Libri 21- 45: grande espansione di Roma sul Mediterraneo
4. 46- 142: non pervenuti
Abbiamo però di tutti i 142 libri le Periochae, dei brevi riassunti redatti tra il 3° e il 4° secolo.

Caratteristiche dell’opera

1. Scansione annalistica: si discosta da Cesare e Sallustio (stili autobiografico-memorialistico e monografico) per riproporre il genere annalistico . La scansione cronologica è data nel primo libro dagli anni di regno dei 7 re e dal secondo libro in base alla coppia consolare in carica. A questo affianca un altro sistema diastematico basato sul tempo trascorso a partire da un evento epocale.
2. Interesse prettamente politico-militare: tutto ruota attorno alla guerra e all’attività degli organismi istituzionali. Pochi elementi di carattere economico, sociale e culturale anche se nel complesso troviamo quale informazione.
3. Carattere narrativo: narrazione sempre più dettagliata man mano che si avvicina all’età contemporanea sia per la maggior quantità di documenti disponibili sia per un maggiore interesse suo e del pubblico.
4. Carattere compilativo: si serve di fonti letterarie
5. Finalità etico-didascalico: la ricostruzione del passato ha come fino quello di mostrare al lettore-cittadino una vasta gamma di comportamenti positivi e negativi con i relativi effetti e far decidere a lui quale imitare e quali evitare. L’ascesa di Roma stessa è vista come risultate della virtù dei propri cittadini, ispirati dal mos maiorum e la degenerazione all’avidità e all’amore per il lusso portati dal contatto con i greci.


Fonti

Livio si serve quasi esclusivamente di fonti letterarie cioè opere storiche scritte da autori precedenti, in particolare annalisti romani del II-I secolo a.C. e le “Storie” di Polibio. È da sottolineare però che Livio non opera la minima critica a queste fonti e talvolta inserisce anche versioni divergenti non lasciando intendere a quale si affida lasciando al lettore il compito di decidere.
A questi limiti si aggiungono:
1. L’incapacità di presentare chiaramente l’evoluzione costituzionale di Roma
2. Il carattere approssimativo o erroneo della geografia
3. La scarsa conoscenza militare
4. Le deformazioni intenzionali della realtà storica che tendono a idealizzare il popolo romano sia nei rapporti tra le classi sociali sia con gli altri popoli dando una visione negativa dei nemici in base agli stereotipi antropologici.

Stile

In opposizione a Sallustio, usa un periodo ampio e armonico (concinnitas) con la variazione dei registri stilistici a seconda dell’evento. Rientra nella“storiografia drammatica”, sviluppata da Sallustio, in quanto rappresenta efficacemente gli eventi suscitando forti emozioni nel lettore. Si concentra molto sull’analisi psicologica dei personaggi, creando interesse nel lettore. Dal punto di vista oratorio fa uso di artifici retorici volti a convolgere emotivamente e discorsi diretti e indiretti adattati al contesto sociale del parlante che rendono l’opera principalmente di eloquenza piuttosto che scientifica e magistra vitae.
Hai bisogno di aiuto in Arcaica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Calendario Scolastico 2017/2018: date, esami, vacanze