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Contesto Storico del II Secolo A.C. e pluralità politica


Plauto vive nell’ultima parte del III secolo, riprende Menandro ma solo per alcuni aspetti dato che il rapporto romanità/grecità è mediato, non diretto perché a seconda dei testi che venivano importati di ricostruiva all’incirca lo stile greco.
Il rapporto diventa diretto solo con l’espansionismo romano (prima metà del II secolo a.C., dal 200 al 150). Espandendosi nel Mediterraneo, Roma entra in contatto con culture diverse, sperimentando una sorta di globalizzazione; nel cinquantennio di espansione c’è una parziale rottura dell’omogeneità culturale romana legata ai valori cardine, come ad esempio la pietas, e non esiste più una cultura unitaria dunque si creano due partiti politici e culturali:
i Tradizionalisti secondo cui, in ambito politico, era necessario gestire i territori conquistati direttamente tramite proprietari terrieri. Culturalmente, invece, erano convinti che gli elementi di grecità sarebbero unicamente andati a corrompere la purezza del valore del mos maiorum. La civiltà romana si basava sul concetto di foedus (patto, vincolo, legame), il rispetto dei patti che legano gli uni agli altri e intercorrono tra chiunque, anche all’interno delle famiglie. Da questo termine derivano il sostantivo latino “fides” e quello italiano “fedeltà”. La parola chiave è virtus, composta da VIR che sta per “uomo potente” e simboleggia pertanto la forza fisica. Un importante membor di questo partito fu Catone il Censore.
i Filoellenici, che politicamente pensavano che fosse opportuno creare degli stati vassalli dell’impero romano. In abito culturale volevano intersecare la civiltà romana e quella ellenica per crescere e creare una nuova cultura romana modernizzando la società. Non volevano, come molti pensano e hanno pensato, rinnegare il mos maiorum e imitare i greci sostituendo le usanze arcaiche. La parola chiave è “humanitas” formata da HUM che indica la parte spirituale e sensibile dell’uomo. Entrando in contatto con popolazioni diverse si rendono conto che ogni essere umano ha un valore ed è come un piccolo micro-cosmo con desideri e volontà, vengono riconosciuti i diritti e le necessità degli altri. Umanità significa muoversi in senso solidaristico verso il prossimo, dunque il valore non risiede più nella forza fisica ma nella sensibilità che ha a che fare con il diritto, importantissima eredità lasciata all’Italia dai latini. Coloro che si basavano sul concetto di umanità, infatti, spingono i giovani ad avvicinarsi alle arti liberali, quelle attività di studio e formazione non utili a livello meccanico o pratico ma atte ad aprire il mondo del pensiero. Particolarmente ricordata è la famiglia degli Scipioni con il suo circolo filoellenico in cui era diffuso il mecenatismo, fenomeno per cui le persone agiata finanziano degli intellettuali perché scrivano opere manifestando la loro grandezza.
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