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Polibio


Polibio nacque a Megalopoli in Arcadia intorno al 200 a.C da una delle famiglie più importanti della sua città. Polibio, in seguito alla sconfitta della Macedonia a Pidna (168 a.C), fu inserito nella lista degli accusati di essere ostili contro Roma. Grazie al soggiorno romano entrò nel circolo degli Scipioni. Morì nel 120 a.C

Le opere

L’opera più importante sono i 40 libri delle Storie di cui sono giunti per intero solo i primi 5. Le Storie si riallacciano all’opera di Timeo e vanno dal 264 a.C fino al 146. Inizialmente dovevano concludersi con la sconfitta di Pidna del 168 ma poi furono continuate fino al consolidamento della supremazia romana sul Mediterraneo.
I-II Libro: introduzione riassume gli avvenimento dai 264 al 220
III LibroO: Inizia la narrazione con il racconto della seconda guerra punica fino alla battaglia di Canne (216)
IV-V LIBRO: tratta della guerra sociale combattuta tra la lega achea di Filippo V il Macedone e la lega etilica (221-218 a.C); poi marra i fatti d’Oriente fino al 216
VI Libro: digressione sulle forme di governo e sulla costituzione romana
VII-XL Libro: Raccontano gli eventi accaduti in Oriente in Occidente fino al 146 ordinati in. modo cronologico in base alle olimpiadi. Non mancano le digressioni: polemica con Timeo, excursus geografico..
Oltre alle Storie compose altre opere:
Vita di Filopemene
Guerra di Numanzia
Sulla tattica
Sull’abilità della zona equatoriale

Il metodo storiografico di Polibio

Non mira a divertire ma ad educare, convinto che un’analisi del passato sia la giusta guida per il futuro. Pertanto si concentra sulla storia pragmatica fondata sui fatti soprattutto di natura politica e militare. La storia pragmatica prevede 3 fasi:
Lo studio dei documenti
L’autopsia, cioè l’osservazione diretta dei luoghi
La conoscenza della politica
Oltre che pragmatica la storia deve essere ἀποδεικτική (cioè particolareggiata) in grado di cogliere le cause e i rapporti fra i fatti. L’analisi degli eventi contemporanei induce Polibio a tralasciare le storie particolari per scrivere una storia universale, l’unica da cui ricavare l’utile e il dilettevole.
Per appurare la verità Polibio riprende la distinzione Tucididea fra cause occasioni e reali, bisogna individuare:
La causa vera
La causa apparente/ pretesto
L’inizio

Mondo concettuale

Per Polibio accanto alle tre forme di governo riconosciute, monarchia aristocrazia e democrazia, ne esistono tre degenerazioni: tirannide, oligarchia, oclocrazia. Questo sei costituzioni si alternano in un percorso ciclico (ἀνακύκλωσις): dapprima sorge naturalmente la monarchia ad essa succede il regno. Quando questo degenera nella tirannide, nasce l’aristocrazia, che diviene poi oligarchia e poi democrazia e infine subentra l’oclocrazia.
La costituzione migliore è quindi quella mista in cui si ritrovano elementi di tutte e tre le forme di governo. Gli esempi che analizza sono Sparta, Cartagine, Roma.

Lingua e stile

Polibio utilizza la κοινή, il suo stile si distingue per alcune caratteristiche:
Frequente uso di figure retoriche, di metafore e perifrasi
Utilizzo di sostantivi astratti
Stilo ipotattico con molti infiniti e participi
Accumulazione di sinonimi
Lunghi gruppi di parole in posizione attributiva
Linguaggio burocratico per non usare nomi propri
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