Euripide

Biografia

Salamina, 480-403 a.C. circa
480 -> 1) le tragedie iniziano a essere scritte
2) le tragedie iniziano a essere replicate
3) i greci sconfiggono i persiani
Nasce da una famiglia benestante, riceve una buona istruzione (Anassagora, Protagora, Socrate).
455 a.C. -> partecipa per la prima volta agli agoni tragici
442 a.C. -> prima vittoria (solo 4 totali)
Artista controverso, poco apprezzato dal pubblico.
408 a.C.-> va in Macedonia, alla corte di Archelao a cui dedicherà l’ultima tragedia scritta.
Dopo la morte si diffondono diverse maldicenze e leggende sulla sua morte (ucciso dai cani di Archelao o squartato da donne invasate, tutto per una punizione divina). Criticato anche da Aristofane.

Caratteristiche

• forma libera e sperimentale;
• Psicologia -> profilo psicologico dei personaggi è ben definito, vengono messe in mostra le loro emozioni e debolezze; rende la tragedia più realistica;
• Filosofia -> pensiero socratico evidente nell’attitudine dei personaggi di analizzare se stessi e le proprie azioni, pensiero sofistico presente nel modo in cui i personaggi contrappongono i loro punti di vista, la parola è usata in modo egoistico e utilitaristico
• Mondo divino -> gli dei intervengono ex machina e le loro azioni non hanno valore provvidenziale, non si curano degli uomini o addirittura sono a loro ostili, il destino dell’uomo è in balia della tykhe.
• Politica-> durante la guerra del Peloponneso a favore della democrazia imperialistica di Atene, di cui esalta la libertà e la bontà nei confronti dei deboli. In seguito, si distacca da questo pensiero e critica la guerra.
• Personaggi -> predilige i “ruoli minori”, come schiavi e servitori, che sono l’esempio dei veri valori (Elettra), sempre sottomessi a potenti, meschini. Dà molto rilievo alle donne, che possono esprimere le loro emozioni solo in ambito privato, in quanto sottomesse agli uomini ed escluse dalla vita politica. Rinuncia ai personaggi eroici per lasciare posto a personaggi mediocri, meschini e insicuri. Gli uomini sono caratterizzati dalla loro debolezza.
• Etica -> antieroica. Personaggi eroici che di eroico hanno solo il nome, in quanto rappresentati nella quotidianità, con le loro debolezze.
• Pubblico -> deve esercitare le proprie facoltà critiche, cogliere le denunce sociali fatte da Euripide e ribellarsi.
• Nelle sue ultime produzioni dà molta più importanza all’azione e meno alla parola.
Figure femminili
Le donne fanno propri i valori tipici maschili. Hanno una grande capacità di azione, che trasforma la loro sofferenza e frustrazione in lucidità omicida e vendicativa, che le rende quindi come degli eroi stravolgendo i ruoli. Gli uomini sono egoisti, pensano a ciò che è utile per loro (Giasone, Admeto).
Attraverso le donne, Euripide critica le convenzioni sociali che portano alla distruzione degli equilibri e dei legami familiari (Alcesti, Medea, Fedra).
La saga troiana permette a Euripide di fornire il punto di vista delle donne sconfitte, costrette a diventare schiave e concubine, maltrattate, private della loro dignità, che non rinunciano al loro orgoglio anche a costo della vita (Ecuba, Andromaca, Troiane).

Il mito

Viene stravolto per fornire diversi punti di vista (poikilìa) e per sollecitare lo spirito critico del pubblico, togliendogli le certezze. Sceglie versioni poco note, vuole umanizzare il mito.
Elena moglie fedele che rischia la vita per mantenere intatto il matrimonio con Menelao.
Elettra rappresentata come una contadina, Oreste come un vile assassino travolto da una follia omicida, Clitemnestra vecchia e rosa dai rimorsi, mentre l’unico personaggio dai valori positivi è il contadino marito di Elettra, che non è valoroso perché di nobile stirpe, ma perché pratica la virtù quotidianamente.
In Eracle c’è un ribaltamento completo, viene colto dalla follia proprio alla fine delle fatiche, quando lo aspetterebbe la gloria. Quando si risveglia dal sonno la vergogna è così grande che vuole suicidarsi. La modernità di Euripide sta nel fatto che Eracle preferisce continuare a vivere seppur nell’errore e nella vergogna. È simbolo di chi non si tira indietro davanti a niente, coraggio, virilità.

Tributo ad Atene

Atene viene spesso descritta come città ospitale, pronta a fornire asilo a chi ne ha bisogno e sempre dalla parte dei deboli (Medea, Eracle, Oreste).
In particolare, nelle Supplici e negli Eraclìdi vengono valorizzati i valori democratici di Atene (libertà, libertà di parola, agire secondo quello che vogliono i cittadini, uguaglianza) e il suo agire in difesa della giustizi divina (regole non scritte), contrapposta rispettivamente alle tirannie di Tebe e Argo. Entrambe le tragedie vengono scritte all’inizio della guerra del Peloponneso, parlano di attualità.
Ci sono anche momenti in cui Euripide sembra andare contro la polis, come ad esempio nelle Troiane, in cui mostra i lati negativi della guerra e del potere imperialistico di Atene; negli Eraclidi, quando alla fine Alcmena diventa la carnefice e il tiranno sembra meno cattivo, anzi promette di proteggere Atene dagli attacchi futuri di Sparta; nelle Supplici, invece, l‘araldo tebano fa riferimento al rischio della democrazia di diventare oligarchia.

Meccanicità delle trame e importanza della tuke

Le trame di Euripide diventano più complesse e spettacolari, punta molto sulla suspense e sull’effetto sorpresa. Il mito viene rielaborato per stupire il pubblico.
Diventa più forte il concetto della tuke, da cui dipendono gli avvenimenti umani. Tutte le vicende si svolgono su un piano umano, gli uomini non sono più dominati dalle forze divine.
Euripide abbandona le tematiche sociali e politiche.
Esempi di questa tipologia sono “IONE”, la tragedia degli equivoci; “ELENA”, la cui trama ruota intorno al concetto che non ci sono certezze, in quanto Menelao scopre che la vera Elena non è mai stata a Troia, ma era solo un fantasma (eidwlon); “IFIGENIA IN TAURIDE”, che ha molti punti in comune con Elena, come il fascino dell’ambientazione esotica e il fatto che sono due donne greche in terra straniera, sottomesse a sovrani stranieri; “ORESTE”, in cui è tutto svolto su un piano umano, infatti in seguito al matricidio Oreste è prostrato fisicamente e psicologicamente, non c’è l’intervento delle Erinni e tutto la questione è risolta tra parente, conoscenti, amici.
Ultimo Euripide
Riprende la tematica del mistero della religione.
Le tragedie di questo periodo sono le Baccanti e l’ifigenia in Aulide.

Dramma satiresco

Ci rimane solo un dramma satiresco, il Ciclope. Si distingue dalla tragedia per la presenza dei Satiri nel coro (capeggiati da Sileno) e per il gusto comico e farsesco.
Rappresenta una scena dell’Odissea, con la differenza che il Ciclope di Euripide è pi umanizzato, un rozzo filosofo che ha elaborato un proprio pensiero di autarchia e edonismo, ma che allo stesso tempo divora i compagni di Odisseo.

Drammaturgia

• Ricerca continua di ciò che è diverso, sperimentazione, rifiuto di modelli prestabiliti;
• La parola ha un ruolo fondamentale, in molte tragedie, in particolare le prime (esempi massimo: TROIANE), in scena non succede niente, solo lunghi monologhi, o dialoghi serrati;
• il coro ha un ruolo marginale (convinzione di Euripide che l’uomo è solo e non può fare niente per cambiare la realtà), centralità dell’uomo, delle sue ragioni e della sua intimità;
• gli dei intervengono ex machina, ma non sciolgono il nodo tragico delle situazioni, anzi spesso creano problemi;
• le monodie liriche prendono il posto dei monologhi nei momenti di riflessioni e disperazione dei personaggi;
• presenza di prologhi per spiegare gli antefatti, far capire la conclusione. Importanti il “come” e il “perché”, non il “cosa”.

Lingua e stile

Registro quotidiano dall’andamento colloquiale, parole chiare e semplici, termini della prosa scientifica, geografica, giuridica. Lingua moderna che rispecchia la dimensione umana dei protagonisti.
Metro: trimetro flessibile.
Coro: dorico e registro aulico.
Ex machina
Ippolito incoronato: Artemide che rivela la verità.
Andromaca: Teti che preannuncia immortalità e futuro felice per Andromaca e Molosso.
Supplici: Atena che sancisce l’alleanza tra Argo e Atene.
Elettra: Dioscuri che preannunciano l’assoluzione di Oreste e le nozze di Elettra con Pilade.
Ione: Atena che comunica a Ione che fonderà la stirpe degli Ioni.
Ifigenia in Tauride: Atena che blocca il re che vuole fermare Ifigenia e Oreste in fuga
Elena: Dioscuri che preannunciano un futuro felice per Elena e Menelao.
Oreste: Apollo che dice che Elena è assunta in cielo, Elettra sposerà Pilade e Oreste, assoluto, sposerà Ermione.
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