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Da dove ricaviamo le caratteristiche biografiche dell’opera esiodea?


Dalle opere di Esiodo: il proemio della Teogonia e le Opere e i giorni.

Quali notizie autobiografiche ricaviamo?
Vive fra la metà dell’VIII alla metà del VII secolo a.C.. Esiodo visse ad Ascra, un piccolo villaggio in Beozia, ai piedi del monte Elicona. Il poeta ci parla, nelle Opere e i giorni, della lotta con il fratello Perse per l’eredità.
Esiodo avrebbe goduto di un’indipendenza economica che gli avrebbe garantito di potersi dedicare unicamente alla letteratura (non dovette lavorare). Avrebbe partecipato ad un agone poetico (una gara fra poeti) a Calcide, in Eubea (davanti all’Attica e ad Atene), per i giochi funebri in onore di Anfidamante. L’ipotesi più attendibile è che tali giochi si collochino fra la fine dell’VIII e l’inizio del VII secolo. Dall’agone ricaviamo che probabilmente nacque ad Ascra, l’epoca in cui visse e che fosse un rapsodo itinerante di professione.

Cosa scrive?



Le Opere e i giorni, il Catalogo delle donne e la Teogonia sono opere epiche come l’Iliade e l’Odissea: le sue opere appartengono a questa categoria, perché usano l’esametro, lo stile formulare e la lingua omerica. Nel linguaggio formulare vi è una presenza abbondante di formule, che sono ripetizioni da parte del poeta delle parole, degli emistichi, dei versi o un intero gruppo di versi, in situazioni analoghe del poema stesso.
Es: Omero, quando deve descrivere l’alba, usa le stesse parole.
Le formule sono la prova che i poemi (studi di Parry), inizialmente, furono trasmessi solo tramite via orale. Esse facilitano la memorizzazione e rendono più facile per gli uditori seguire il canto.
Esiodo utilizza la lingua omerica: è una lingua artificiosa, che non trova nessuna corrispondenza con i dialetti parlati nella Grecia arcaica, ma è una lingua inventata da cantori. I vari dialetti vengono fusi: forme proprie dello ionico si uniscono a forme tipiche dell’eolico. Tutti riuscivano a capire questo linguaggio.
Nella lingua di Esiodo sono maggiormente presenti tratti eolici, per l’origine della sua famiglia, ma anche alcune particolarità doriche (assenti in Omero), che hanno fatto discutere gli studiosi: epica continentale, diversa da quella omerica.
L’opera esiodea deve essere ancora collocata nella trasmissione orale, con un piccolo ausilio della scrittura. La pubblicazione dell’opera esiodea (l’esecuzione davanti a un pubblico) fu sicuramente affidata alla voce di Esiodo (oralità), davanti ad un pubblico che ascoltava (auralità). La trasmissione del testo avvenne oralmente, successivamente per via scritta.
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