Concetti Chiave
- Il romanzo inizia con Stefano Lantier, ex ferroviere, che entra nel mondo della miniera, un ambiente descritto con dettagli naturalistici e senza commenti personali.
- Zola adotta una narrazione oggettiva e impersonale, permettendo al lettore di scoprire gradualmente la personalità di Stefano attraverso le sue azioni e pensieri.
- La miniera è rappresentata sia realisticamente che simbolicamente, con immagini che esprimono la lotta e il coraggio dei minatori contro condizioni avverse.
- Il titolo "Germinale" richiama le rivolte del 1869, in cui i minatori protestano contro la riduzione dei salari, riflettendo le difficili condizioni di vita delle classi lavoratrici.
- Il protagonista, Stefano, diventa un leader degli scioperi, affrontando tragiche conseguenze personali e scegliendo di proseguire la lotta per la giustizia sociale a Parigi.
Indice
L’ingresso nella miniera
Analizziamo un brano dalle prime pagine del romanzo, che coincide con il primo ingresso sulla scena del giovane protagonista, Stefano Lantier. In precedenza è stato un ferroviere; ora sta entrando per la prima volta nel mondo della miniera. È notte, e Zola descrive le impressioni suscitate in Stefano dal paesaggio buio, con i suoi bagliori e i fumi, le tozze costruzioni, il trenino minerario e le altre macchine.
Prima la cruda realtà, poi il protagonista
Il lettore scopre il mondo della miniera assieme a Stefano. Zola, fedele ai canoni del Naturalismo, ne offre una descrizione oggettiva e dettagliata, tralasciando qualsiasi commento personale. Al tempo stesso, però, egli fa emergere i pensieri e gli stati d’animo del personaggio, assumendone il punto di vista: è la posizione del narratore nascosto, che non deve intervenire nel racconto con proprie riflessioni o giudizi, in accordo con il criterio naturalistico dell’impersonalità.Questa impostazione narrativa determina la mancanza di un ritratto esterno del protagonista. La caratterizzazione di Stefano Lantier emerge a poco a poco nel corso della narrazione attraverso le sue azioni, i suoi pensieri, i suoi discorsi. Per esempio, solo alle righe 28-29 scopriamo, quasi per inciso, che egli è stato licenziato una settimana prima e da allora vaga in cerca di lavoro (è stato cacciato dal precedente impiego perché ha schiaffeggiato il capofficina).
Tra realismo e simbolismo
Per descrivere il mondo della miniera, Zola oscilla tra una rappresentazione cruda e realistica (che ricorre anche all’uso di termini tecnici) e aspetti più fantastici, che danno vita a immagini e simboli: per esempio alle righe 25-26 la miniera viene paragonata a un «animale ingordo» che inghiotte chi vi entra. Oppure, poco dopo, lo «scappamento della pompa» appare un «lungo affannoso soffio incessante che si sarebbe detto la respirazione strozzata del mostro» (rr. 39-40). Questi elementi finiscono per ingigantire il coraggio e il sacrificio dei minatori, piccoli uomini che non hanno paura di quella tremenda cavità divoratrice. Da ciò emerge l’innata simpatia di Zola per le classi lavoratrici, alle prese con le difficilissime condizioni di vita imposte dalla società industriale.